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	<title>www.italoblog.it &#187; web</title>
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		<title>Il futuro governo slovacco presenta un programma che punta alla trasparenza grazie al web</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 07:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Italo</dc:creator>
				<category><![CDATA[La ricerca]]></category>
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		<description><![CDATA[Da mercoledì scorso per la prima volta, e forse finalmente, nella storia delle Repubblica Slovacca il mandato per creare il governo è nelle mani di una donna.
Il nome del probabile nuovo primo ministro slovacco è Iveta Radicova, vicepresidente del partito SDKU.
SDKU è stato alla guida dei governi riformisti che si sono alternati tra il 1998 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da mercoledì scorso per la prima volta, e forse finalmente, nella storia delle Repubblica Slovacca <strong>il mandato per creare il governo è nelle mani di una donna</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nome del probabile nuovo primo ministro slovacco è <a href="http://www.facebook.com/pages/Iveta-Radicova/72675546415" target="_blank">Iveta Radicova</a>, vicepresidente del partito SDKU.</p>
<p style="text-align: justify;">SDKU è stato alla guida dei governi riformisti che si sono alternati tra il 1998 e il 2006 portando la Slovacchia nell&#8217;Unione Europea ed avviando le riforme che hanno favorito la recente crescita economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il voto del 2006 aveva punito la coalizione mandandola all&#8217;opposizione perchè le ricadute di tali riforme spesso pesavano sulle spalle dei cittadini. <strong>Ivan Miklos</strong>, vicepresidente di SDKU e probabile nuovo ministro delle finanze, ritiene di aver appreso la lezione: <strong>“Bisogna migliorare il modo di comunicare gli effetti positivi delle riforme, venderli politicamente”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa dichiarazione conferma la voglia di continuare sulla strada lasciata nel 2006 ma indica un nuovo modo di approcciare l&#8217;opinione pubblica.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italoblog.it/wp-content/uploads/2010/06/Obrázok1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4360" title="Obrázok1" src="http://www.italoblog.it/wp-content/uploads/2010/06/Obrázok1.jpg" alt="Obrázok1" width="349" height="241" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo quattro anni in opposizione poco attiva e coesa, due partiti storici, <strong>SDKU (Unione Cristiana e Democratica Slovacca), KDH (democrazia cristiana)</strong>, insieme a due partiti nuovi sulla scena politica, <strong>SaS (liberali) e MOST – HID (partito di fratellanza ungherese –slovacca)</strong>, si uniranno per formare il nuovo governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo cercato di riassumere <strong>i punti chiave del documento programmatico del nuovo governo Slovacco</strong> presentato ieri da Iveta Radicova, definito da Radovan Baťo, caporedattore della rivista TREND, <strong>il programma più interessante che la politica slovacca abbia mai avuto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nodo pare essere la trasparenza nei processi. Lo strumento? Il web.</p>
<p style="text-align: justify;">1.    <strong>Radicale riforma degli appalti pubblici: </strong>tutti gli appalti devono essere svolti in forma elettronica, comprese le aste pubbliche. Si abolisce la possibilità di escludere concorrenti per carenze formali. Si rende operativa la Gazzetta centrale degli appalti in modo che il pubblico il pubblico possa semplicemente seguire le gare online. Gli enti pubblici devono pubblicare nella Gazzetta elettronica tutti i contratti, tutte le gare, tutte le offerte presentate (anche non vincenti), le decisioni e le valutazioni delle commissioni. Si vietano gli emendamenti che cambiano in modo sostanziale le condizioni o il prezzo. La gara deve essere notificata con sufficiente anticipo, escludendo il criterio del prezzo troppo basso come motivo di esclusione dal concorso.</p>
<p style="text-align: justify;">2.    <strong>Pubblicazione di tutti i contratti, le fatture e le transazioni finanziarie relative alle finanze pubbliche su Internet:</strong> la presenza su internet diventa condizione della loro validità. Anche tutti gli accordi commerciali del passato (dove almeno una delle parti contrattuali è lo Stato, le autorità pubbliche, le imprese con 100% quota dello Stato) verranno pubblicati su interner.</p>
<p style="text-align: justify;">3.    <strong>Pubblicazione di tutte le dotazioni e i contributi dei fondi pubblici online</strong> e l&#8217;introduzione del principio di gara.</p>
<p style="text-align: justify;">4.    <strong>Accesso semplificato e trasparente ai fondi dell&#8217;Unione Europea</strong>: la documentazione dei progetti approvati (inclusi i membri del comitato) sarà accessibile al pubblico (sul portale del Ministero).</p>
<p style="text-align: justify;">5.    <strong>Istituzione di una legge costituzionale del budget </strong><strong>a medio termine </strong><strong>dello Stato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">6.    <strong>Nessuna variazione della pressione fiscale complessiva: </strong>si mantiene la flat tax attuale senza aumentarne il tasso. Non si introducono nuove tasse se ciò non viene imposto alla Slovacchia dai obblighi internazionali verso l&#8217;Unione Europea e l&#8217;opposizione all&#8217;armonizzazione fiscale europea</p>
<p style="text-align: justify;">7.    <strong>Concentramento della riscossione delle imposte</strong>, tributi e contributi <strong>in un singolo punto per la raccolta </strong>delle imposte e tasse. e riforma degli uffici fiscali vigenti.</p>
<p style="text-align: justify;">8.    <strong>Abolizione del bollo.</strong> Si prevede inoltre di inserire in ogni ufficio strumenti per ricevere pagamenti in contanti, carte di credito o tramite bonifico bancario.</p>
<p style="text-align: justify;">9.    <strong>R</strong><strong>adicale r</strong><strong>iforma e semplificazione del sistema di prelievo di contributi</strong> al fine di ridurre il peso amministrativo e monetario del pagamento di contributi. Viene introdotta, se possibile, l&#8217;idea del c.d. <strong>bonus fiscale</strong> (sistema che permette al cittadino di decidere ai quali servizi di welfare vuole contribuire e usare).</p>
<p style="text-align: justify;">10.   <strong> Riformare il Codice del lavoro: </strong>si prevede l&#8217;introduzione nei rapporti di lavoro di orari più flessibili a vantaggio della famiglia, la riduzione dei costi per i datori di lavoro tramite accordo sul periodo di preavviso e di licenziamento, la definizione degli orari di lavoro straordinari in accordo con il lavoratore, la regolazione dei rapporti tra sindacati e amministrazione delle società, una limitazione dei privilegi dei sindacati, permettere di concludere accordi volontari comuni tra i datori di lavoro e i lavoratori per affrontare i cambiamenti operativi delle condizioni di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">11.<strong> Rinnovo del Ministero dell&#8217;Ambiente </strong></p>
<p style="text-align: justify;">12.    <strong>Abolizione del canone per i  media del servizio pubblico (TV e Radio):</strong> si vuole garantire il loro funzionamento con una percentuale della spesa pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">13.    <strong>Sostegno per la costruzione della centrale nucleare di Bohunice</strong> solo se <strong>finanziata tramite investimenti privati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">14.    <strong>Cancellazione del progetto di costruzione della linea ferroviaria a scartamento più largo</strong> (come in Russia).</p>
<p style="text-align: justify;">15.    Stimolare <strong>l&#8217;uso del software libero (freeware) nella pubblica amministrazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">16.    <strong>Controllo pubblico del sistema di giustizia</strong> e delle decisioni dei giudici tramite la comunicazione obbligatoria di tutte le decisioni tribunale su<strong> Internet</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">17.    <strong>Unire l&#8217;autorità per l&#8217;anti-trust e per gli appalti pubblici. Unire le autorita regolatrici per le utilities, per le telecomunicazioni, per le poste e per i trasporti in un&#8217;unica autorità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il programma è fitto di idee interessanti, fin&#8217;ora ancora sulla carta, per migliorare settori quali l&#8217;istruzione e la giustizia, per attenuare la lotta contro la corruzione e per consolidare la finanza pubblica, senza dimenticare agli affari sociali. Rimangono invece<strong> cronicamente problematici, </strong><strong>i settori</strong> come <strong>l&#8217;agricoltura, l&#8217;ambiente e l&#8217;economia</strong>. Su questi temi, le tesi del governo di Iveta Radicova rimangono sul livello, almeno per ora, retorico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo possibile governo slovacco (coalizione SDKU, KDH, SaS e MOST-HID) ha pensato ad un piccolo programma “miracolo”, ma una dose di sano scetticismo è d&#8217;obbligo perché dalla carta alle azioni la strada ancora è lunga.</p>
<p style="text-align: justify;">Come testata editoriale su web non possiamo però non rallegrarci della voglia di modernizzazione:  se sarà vera trasperenza, lo scopriremo.</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 1036px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">[11:40:12] Roman Sevec: unire autorità per l&#8217;anti-trust e per gli appalti pubblici, così come unire le autorita regolatori per le utilities, telecomunicazioni, poste e trasporti in un&#8217;unica autorità.</div>
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		<title>Italoblog, aziende e web: perchè il web non è cosa da poco</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Italo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni dati e considerazioni sorte, anche grazie ad alcuni link, tra web e aziende.
Dati
Il 64,6% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, 30.863 milioni di italiani, dichiara di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e attraverso qualsiasi strumento, con un incremento del 10,4% rispetto al 2008 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alcuni dati e considerazioni sorte, anche grazie ad alcuni link, tra web e aziende.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dati</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>64,6% della popolazione </strong>tra gli 11 e i 74 anni, <strong>30.863 milioni di italiani</strong>, dichiara di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e attraverso qualsiasi strumento, con un incremento del 10,4% rispetto al 2008 pari a 2,9 milioni di individui in più.</p>
<p style="text-align: justify;">Gran parte degli Italiani con accesso alla Rete risponde a un profilo medio-alto:<strong> imprenditori e liberi professionisti</strong> (93,7%), <strong>dirigenti, quadri e docenti universitari</strong> (92,1%), <strong>impiegati e insegnanti</strong> (91%), laureati (93,2%) e, più di tutti,<strong> gli studenti universitari</strong> (98,5% dei casi) .</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;analisi sulle motivazioni relative all&#8217;uso uso di internet, emerge che la <strong>Rete rappresenta soprattutto una fonte di conoscenza, uno strumento che semplifica e velocizza attività di lavoro, studio o relative a pratiche di vario tipo e attraverso cui gestire le proprie relazioni e divertirsi nel tempo libero</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci si collega alla Rete perché è possibile trovare qualsiasi tipo di informazione (47,2%), <strong>accedere velocemente ai servizi pubblici e privati a distanza (29,5%)</strong>, trovare cose disponibili solo sul Web (26,2%), essere informati in tempo reale su notizie di cronaca (20,8%), mettersi in contatto con molte persone in qualsiasi parte del mondo (20,2%).</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">In base al report AW Trends, dichiara di avere un accesso a internet il 64,6% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, con un incremento del 10,4% rispetto al 2008, e il 51,9% delle famiglie, con un incremento del 13,6% rispetto al 2008</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;"><span style="white-space: pre;"> </span></div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;"><span style="white-space: pre;"> </span></div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">Il 64,6% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, 30,863 milioni di italiani, dichiara di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e attraverso qualsiasi strumento, con un incremento del 10,4% rispetto al 2008 pari a 2,9 milioni di individui in più.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">Sono 10,8 milioni le famiglie con accesso a internet da casa tramite qualsiasi device, ovvero il 51,9% delle famiglie italiane con almeno un componente fino a 74 anni (+13,6% rispetto al 2008). Di queste il 69,5% dispone di un collegamento veloce tramite ADSL e senza limiti di tempo (abbonamento flat nel 90,3% dei casi con ADSL o cavo/fibra ottica).</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">Queste le principali evidenze presentate in AW Trends, il report della Ricerca di Base sulla diffusione dell&#8217;online in Italia realizzato da Audiweb in collaborazione con DOXA, che alla sua VI edizione presenta il trend dell&#8217;online in Italia tra il 2008 e il 2009 e la sintesi dei risultati cumulati di quattro cicli (dal 09/02/09 al 01/12/09), basati su un campione di rappresentativo della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni (10.130 interviste complessive).</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">In base ai dati della Ricerca di Base, si conferma una crescente diffusione di internet in Italia, con una distribuzione abbastanza simile sul territorio &#8211; a eccezione dell&#8217;area Sud e le Isole che presenta una percentuale di individui più bassa (58,4%) rispetto alle aree Centro (69,6%), Nord-Est (67,4%) e Nord-Ovest (67,4%) -, un&#8217;elevata concentrazione nelle differenti fasce d&#8217;età e un&#8217;importante espansione della base degli utilizzatori, soprattutto nell&#8217;utilizzo individuale e domestico del mezzo, guidata anche da una forte crescita delle nuove forme di connessione in mobilità.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">L&#8217;accesso a internet da qualsiasi luogo e strumento è disponibile per il 68,2% degli uomini e il 61,2% delle donne, in particolare tra i giovani di 11-17 anni (82,7%), 18-34 anni (78,9%) e tra i 35 e i 54 anni (71,9%). Gran parte degli Italiani con accesso alla Rete risponde a un profilo medio-alto: imprenditori e liberi professionisti (93,7%), dirigenti, quadri e docenti universitari (92,1%), impiegati e insegnanti (91%), laureati (93,2%) e, più di tutti, gli studenti universitari (98,5% dei casi) .</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">Entrando nel dettaglio dei differenti luoghi di fruizione, l&#8217;accesso da casa tramite computer è indicato da 27,2 milioni di Italiani, il 57,1% della popolazione, con un trend in crescita costante in tutto il 2009 che registra il 15,1% in più rispetto al 2008.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">L&#8217;accesso a internet da &#8220;altri luoghi&#8221;, quali biblioteche e internet point, presenta una crescita del 6,5% rispetto al 2008, toccando il 4,9% della popolazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">La disponibilità di accesso da luogo di studio come scuole e università è presente nel 7,3% della popolazione, registrando un calo del 12% rispetto al 2008.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">L&#8217;accesso da luogo di lavoro e ufficio è indicato dal 38,2% degli Italiani occupati con una variazione percentuale del -4,7% rispetto al 2008. Più in dettaglio, gli occupati che accedono a internet da lavoro o ufficio hanno più di 54 anni nel 40,1% dei casi, 35-54 anni nel 38,4% dei casi o 17-34 anni nel 37,2%. Più donne (40,4%) che uomini (36,8%) e un profilo decisamente elevato: il 69,1% dei laureati occupati, il 78,2% dei dirigenti, quadri o docenti universitari e il 68,6% degli imprenditori e liberi professionisti.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">Cresce molto la disponibilità di accesso alla Rete da dispositivi mobili &#8211; cellulare, smartphone e PDA &#8211; che riguarda il 9% della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, con un incremento del  47,5%. La maggior parte dei possessori di cellulare con accesso a internet usufruisce dei servizi di telefonia mobile da oltre 3 anni (90,8%), usa una scheda prepagata o ricaricabile (84,2%) spendendo mensilmente fino a 30 euro nel 71,1% dei casi.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">Dall&#8217;analisi sulle motivazioni relative all&#8217;uso uso di internet, emerge che la Rete rappresenta soprattutto una fonte di conoscenza, uno strumento che semplifica e velocizza attività di lavoro, studio o relative a pratiche di vario tipo e attraverso cui gestire le proprie relazioni e divertirsi nel tempo libero.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">Ci si collega alla Rete perché è possibile trovare qualsiasi tipo di informazione (47,2%), accedere velocemente ai servizi pubblici e privati a distanza (29,5%), trovare cose disponibili solo sul Web (26,2%), essere informati in tempo reale su notizie di cronaca (20,8%), mettersi in contatto con molte persone in qualsiasi parte del mondo (20,2%).</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">Per i navigatori occasionali (coloro che non hanno navigato negli ultimi 7 giorni), l&#8217;accesso a internet sarebbe più frequente soprattutto se costasse meno (29,1%), se fosse più veloce (18,4%) o se fosse possibile collegarsi dal telefonino senza spendere troppo (10,6%).</div>
<p style="text-align: justify;">Sono dati di <a href="http://www.audiweb.it/" target="_blank">AW Trends</a>, il report della Ricerca di Base sulla diffusione dell&#8217;online in Italia realizzato da <strong>Audiweb</strong> in collaborazione con <strong>DOXA</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-3166  alignnone" title="CU_390_WEB 2.0" src="http://www.italoblog.it/wp-content/uploads/2010/02/CU_390_WEB-2.0.jpg" alt="CU_390_WEB 2.0" width="390" height="281" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come assistere passivi a questo cambio di paradigma? Come rimanere a guardare mentre il mercato cambia e accelera?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Considerazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;">Mi torna in mente il </span>convegno realizzato a Parma su aziende e web 2.0<span style="font-weight: normal;">, ben raccontato da </span><span style="font-weight: normal;">Alessandra Farabegoli <a href="http://blog.alebegoli.it/2010/01/21/brevi-note-a-margine-di-parma-2-0/" target="_blank">qui</a> di cui riporto alcune parti: &#8220; Degno di nota il saluto di apertura dei lavori da parte del direttore generale dell’Unione Industriali, Cesare Azzali; ve lo riassumo: “Io sono ottocentesco, e questo genere di fenomeni mi è completamente estraneo&#8221;.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ovviamente noi industriali veniamo da una cultura diversa, in cui conta il fare, non il fingere di fare propagandando il lavoro di altri<span style="font-weight: normal;">. Però, visto che questo tipo di realtà è ormai imperante, speriamo almeno di poterci avvalere di professionisti decenti, e non di venditori di tappeti. Do quindi la parola agli illustri relatori..”.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;">Da non perdere i commenti al post, tra i quali uno dello stesso Cesare Azzali a cui Alessandra Farabegoli riponde così: &#8220;</span><span style="font-weight: normal;">Da un certo punto di vista la sua introduzione era perfetta, perché dava immediatamente il polso dell’opinione che molti hanno della comunicazione web</span><span style="font-weight: normal;">&#8220;.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.minimarketing.it/2010/02/quanti-cms-ho-incontrato-io-da-blogger.html" target="_blank">Aggiungo un link</a> a Gianluca Diegoli che, tra le altre cose dice: &#8221; <strong>chiunque vi chieda più di un giorno di lavoro per installarvi un sito con WP come CMS, che copre il 90% delle esigenze delle PMI italiane, vi sta raggirando</strong>&#8220;. <a href=" http://ff.im/fH2cm" target="_blank">Qui</a> e <a href="http://ff.im/fALOz" target="_blank">qui</a> le conversazioni, a cui abbiamo in parte partecipato, nate attorno a questo post.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come unire priorità aziendali, fatte di ROI e scadenze, al mondo della comunicazione e del web? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le parole di Azzali, unite alle considerazioni di Diegoli, testimoniano le distanze, a volte incolmabili, dovuti anche ai troppi venditori di tappeti. </strong>In parte, è ciò che abbiamo dovuto affrontare anche noi, come Camera di Commercio che riunisce circa 400 aziende, in gran parte PMI ma anche con alcune grandi aziende: parlare di <strong>conversazioni</strong> quando davanti si hanno degli imprenditori di microaziende abituati a fiutare il mercato, a sancire accordi con una stretta di mano, è fuorviante. Non meno difficoltoso è stato porsi davanti a grandi corporate, abituate a grandi operazioni di branding.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Nella <a href="http://www.italoblog.it/2009/03/la-cultura-del-lavoro-il-primo-fattore-di-competitivita/" target="_blank">cultura del fare</a> abbiamo trovato la risposta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La nostra idea, almeno per ora, è riuscita a cucire le esigenze di tutta la comunità: <strong>questo blog e più in generale tutto il sistema di comunicazione della Camera, tra nuovo sito in arrivo, newsletter, riviste ed eventi, è stato costruito con trasparenza, alla luce di tutto ciò che il web offre</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto si può riassumere in: <strong>piattaforme gratuite per dare priorità ai contenuti e alle esigenze.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i contenuti, è bastato mettere un telecamera davanti agli uomini del fare: i racconti e le impressioni, tra economia reale e vita vera, stanno piano piano formando uno <a href="http://www.italoblog.it/category/persone/" target="_blank"><strong>storytelling collettivo</strong></a> che, in parte, colmano quel vuoto comunicativo che colpisce un pò tutte le aziende, come ricordava <a href="http://www.italoblog.it/2009/11/il-made-in-italy-che-guarda-alla-qualita-deve-credere-nella-comunicazione/" target="_blank">Marini della Fondazione Nord Est</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le esigenze: anzitutto <a href="http://www.italoblog.it/google/mappa.html" target="_blank">la mappatura dei soci</a> per <strong>visualizzare la comunity</strong>, poi le <a href="http://www.italoblog.it/category/ccis/gli-eventi/" target="_blank">dirette video degli eventi</a> per chi non può accedere fisicamente, viste le maglie larghe della rete, e prossimanente la possibilità di porre domande, in campo economico finanziario, ad esperti che risponderanno on line.</p>
<p style="text-align: justify;">Piano piano abbiamo convinto la comunità a continuare ed aumentare la fiducia in questo progetto perchè parliamo di loro: <strong>siamo realmente vicini alla loro idea di fare perchè, sopratutto in un periodo come questo, i venditori di tappeti hanno le gambe corte. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/02/05/semplice/" target="_blank">Chiudiamo con una citazione</a> di<a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank"> Gigi Cogo</a>, altro blogger nonchè web architect della Regione Veneto:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221; <strong>Ai tempi del web 1 si accedeva alla rete per cercare “qualcosa”. Ai tempi del web 2 si accede alla rete per cercare “qualcuno” &#8220;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;">
<div class="lightsocial_container"><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://digg.com/submit?url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2010%2F02%2Fperche-il-web-non-e-cosa-da-poco-anche-per-le-aziende%2F&amp;title=Italoblog%2C+aziende+e+web%3A+perch%C3%A8+il+web+non+%C3%A8+cosa+da+poco" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/digg.png" alt="Digg This" title="Digg This" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2010%2F02%2Fperche-il-web-non-e-cosa-da-poco-anche-per-le-aziende%2F&amp;title=Italoblog%2C+aziende+e+web%3A+perch%C3%A8+il+web+non+%C3%A8+cosa+da+poco" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/reddit.png" alt="Reddit This" title="Reddit This" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" 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		<title>Su Facebook la Pmi trova l&#8217;alleato del futuro</title>
		<link>http://www.italoblog.it/2009/11/su-facebook-la-pmi-trova-lalleato-del-futuro/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 08:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Italo</dc:creator>
				<category><![CDATA[La ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Così titolava il fondo di domenica del Sole24Ore: e se il quotidiano economico per eccellenza dedica uno spazio così consistente a Facebook&#8230;
Questo l&#8217;incipit:&#8221; Imprenditori, fareste bene a prendere dimestichezza con Facebook. 
Un numero sempre maggiore di aziende sta facendo di Facebook un luogo indispensabile nel quale esporre la propria insegna.
Le piccole imprese lo usano per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Così titolava il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/15-novembre-2009/facebook-alleato-futuro-pmi.shtml" target="_blank">fondo di domenica del Sole24Ore</a>: e se il quotidiano economico per eccellenza dedica uno spazio così consistente a Facebook&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Questo l&#8217;incipit:&#8221;<strong> Imprenditori, fareste bene a prendere dimestichezza con Facebook. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un numero sempre maggiore di aziende sta facendo di Facebook un luogo indispensabile nel quale esporre la propria insegna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le piccole imprese lo usano per trovare nuovi clienti, creare comunità online di fan dei loro prodotti e soprattutto scavare in quella miniera d&#8217;oro che sono le informazioni sugli utenti&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/facebook-1.jpg" alt="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/facebook-1.jpg" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo in questione porta alla luce un fenomeno globale che piano piano si sta affermando anche in Italia:  i dati dicono che se contiamo lei persone presenti su facebook, potremmo considerarla <strong>la terza potenza mondiale</strong> e che il target maggiormente in crescita è rappresentato da persone tra i 35 e i 50 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente siamo di fronte ad una piattaforma, un social network, <strong>una rete sociale</strong> che, dati alla mano, deve essere quantomeno monitorato perlomeno per le possibilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo scegliere il target preciso per delle <strong>campagne di comuncazione </strong>scegliendo per esempio luogo di residenza, sesso, età attingendo ai dati che ogni profilo mette a disposizione, monitorando step by step gli accessi e le visioni dell&#8217;inserzione. I costi dei banner sono pay per view e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pay_per_click" target="_blank">pay per click</a>, cioè si paga o quando viene visto l&#8217;inserzione o quando viene clickata: i risultati sono facilemente monitorabili fino a ricavare un preciso profilo del target effettivamente colpito.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i più curiosi segnaliamo anche il libro di Luca Conti, &#8220;<a href="http://www.hoepli.it/libro/fare-business-con-facebook.asp?ib=9788820337919" target="_blank">Fare business con facebook</a>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://librinonprofit.philanthropy.it/wp-content/uploads/2009/08/business_facebook.jpg" alt="http://librinonprofit.philanthropy.it/wp-content/uploads/2009/08/business_facebook.jpg" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p id="page-title" style="text-align: justify;">Come <a href="http://www.italoblog.it/2009/10/se-foste-una-banca-cosa-fareste-sui-social-media/" target="_blank">già capitato in questo blog</a>, vi segnaliamo una interessante discussione nata sulla rete italiana su cui magari torneremo in modo più approfondito:  è il blog di <a href="http://blog.debiase.com/2009/11/discussione-su-aziende-e-socia.html" target="_blank">Luca De Biase</a> a titolare &#8220;<strong>Discussione su aziende e social network</strong>&#8221; e a provare ad elencare, alimentato dal dibattito su più piattaforme, gli esempi di PMI e presenza nei social media.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la comunità della Camera di Commercio, <a href="http://www.facebook.com/pages/italoblog/126985229894" target="_blank">Italoblog è presente su Facebook</a> anche se si tratta di un progetto in itinere, non ancora ben avviato, su <a href="http://twitter.com/Italoblog" target="_blank">Twitter</a>, <a href="http://friendfeed.com/italoblog" target="_blank">FriendFeed</a>, <a href="http://www.youtube.com/user/italoblogvideo" target="_blank"> YouTube</a> e <a href="http://www.flickr.com/photos/italoblogimmagini/" target="_blank">Flickr</a>, tutti social media  collegati a questo blog.</p>
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		<title>Perchè una PMI deve investire nel web marketing</title>
		<link>http://www.italoblog.it/2009/11/perche-una-pmi-deve-investire-nel-web-marketing/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Italo</dc:creator>
				<category><![CDATA[La ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[«L&#8217;indagine di Pragma, forte di 2.150 interviste (1.200 alla popolazione, 800 alle aziende e 150 agli opinion leader), è un ritratto in chiaroscuro del rapporto tra gli italiani e la rete: se usa la rete il 66,8% delle aziende, la percentuale sale fino al 93% quando le imprese hanno più di 5 addetti, sono nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«L&#8217;indagine di Pragma, forte di 2.150 interviste (1.200 alla popolazione, 800 alle aziende e 150 agli opinion leader), è un ritratto in chiaroscuro del rapporto tra gli italiani e la rete: se <strong>usa la rete il 66,8% delle aziende</strong>, la percentuale sale fino al <strong>93%</strong> quando le imprese hanno più di 5 addetti, sono nel Nord Italia e operano nel settore immobiliare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli opinion leader</strong> (giornalisti, parlamentari, funzionari della pubblica amministrazione, esponenti del mondo universitario e della cultura) si informano e scambiano informazioni sul web pressoché quotidianamente quasi senza eccezioni: 98,7%. <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per il campione relativo alla popolazione, invece, la penetrazione di Internet non va oltre il 52,6%</strong>: meglio gli uomini delle donne, i più giovani e  scolarizzati».</p>
<p style="text-align: justify;">Da <a href="http://www.searchadvertising.it/marketingblog/2009/10/21/perche-una-pmi-deve-investire-nel-web-marketing/" target="_blank">www.searchadvertising.it,</a> che prosegue consigliando alle PMI di investire in web marketing, perchè:</p>
<ol>
<li>&#8220;<strong>sono ancora poche le aziende italiane a sfruttare l&#8217;ecommerce</strong> come leva di business lasciando di fatto spazio ai concorrenti stranieri ma anche alla possibilità di acquisire nuove fasce di mercato e nuove tipologie di clienti con investimenti ancora molto contenuti</li>
<li>nonostante le lenta diffusione della banda larga tramite ADSL, il <strong>mobile sta di fatto permettendo a tutti di accedere al web</strong>. L&#8217;Italia è di fatto il paese al mondo con la più alta diffusione di &#8220;chiavette&#8221; per navigare.</li>
<li>soprattutto per<strong> chi ha mercato internazionale</strong>, all&#8217;estero trova utenti e aziende pesantemente sbilanciati sul web sia per la ricerca di informazioni, sia per le attività di marketing e advertising (di recente gli <a href="http://www.iabuk.net/en/1/adspendgrows300909.mxs">investimenti in UK in pubblicità</a> hanno visto internet scalzare la TV, in particolare grazie al Search)</li>
<li>i <a href="http://www.pmi.it/lavoro-e-imprenditoria/news/5757/email-soppiantate-dai-social-network-nuove-intranet-aziendali.html">Social Network</a> stanno &#8220;trascinando&#8221; gli utenti nel web per le normali attività di relazione e, di fatto, li stanno portando a navigare e a scoprire sempre di più le potenzialità delle informazioni reperite online. E le aziende che gia investono nel search advertising se ne stanno <a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1007331">accorgendo</a>…</li>
<li>ultimo ma non ultimo:gli investimenti in internet possono essere pensati partendo da <strong>budget molto contenuti</strong> che di fatto possono permettere anche alle aziende più scettiche o poco orientate al web di testarne la portata&#8221;.</li>
</ol>
<ul style="text-align: justify;"></ul>
<p style="text-align: justify;">Ricapitolando: <strong>il web marketing, per chi è internazionalizzato può essere ancora un vantaggio competitivo e, considerato anche i non proibitivi budget necessari, appare come una scelta tutt&#8217;ora strategica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, visti i competitor italiani, conviene ancor di più.</p>
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		<title>CONFINDUSTRIA e i servizi innovativi e tecnologici: l&#8217;Osservatorio Italia Digitale 2.0</title>
		<link>http://www.italoblog.it/2009/09/confindustria-e-i-servizi-innovativi-e-tecnologici-losservatorio-italia-digitale-2-0/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Italo</dc:creator>
				<category><![CDATA[La ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[ict]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italian Way]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Pileri]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[L' Osservatorio Italia Digitale 2.0 descrive un'Italia affetta da digital divide. Un problema che porta alla perdita di efficienza e quindi risparmio, ma anche di occasioni di profitto e creazione di nuovi posti di lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le imprese italiane sono in fondo alla <strong>classifica europea degli ordinativi ricevuti via rete</strong> nel 2008.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati  sono dell&#8217;<strong>Osservatorio Italia Digitale 2.0 </strong>ed indicano che proprio le PMI sono afflitte dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_divide" target="_blank">digital divide.</a> : il fenomeno esiste e, considerato che l&#8217;Italia è ferma al 3% contro il 31% della Gran Bretagna, porta evidentemente alla perdita di efficienza e quindi risparmio, ma anche di occasioni di profitto e creazione di nuovi posti di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.key4biz.it/Who_is_who/2007/07/Pileri_Stefano.html" target="_blank">Stefano Pileri</a>, Presidente di <a href="http://www.confindustriasi.it/" target="_blank">Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici</a>, ha presentato ieri i risultati dell&#8217;osservatorio al Ministro <a href="http://www.renatobrunetta.it/" target="_blank">Renato Brunetta</a>, chiedendo di “seguire il “fil rouge” che si ricava dal <strong>Rapporto 2009 Italia Digitale</strong>, elaborato con il Dipartimento, per recuperare il ritardo nell’offerta in rete di servizi pubblici e privati a cittadini ed imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati sono interessanti e possono portare a consistenti <strong>risparmi alla spesa pubblica </strong>corrente.</p>
<p style="text-align: justify;">I margini di miglioramento sono notevoli e la Pubblica Amministrazione può essere fondamentale per migliorare nettamente le condizioni dei cittadini e delle imprese.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="400" height="328"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=pileriosservatorioitaliadigitale-090928124244-phpapp01"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=pileriosservatorioitaliadigitale-090928124244-phpapp01"  type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="328"></embed></object> <em>(vai al <a href="http://www.confindustriasi.it/files/File/Documenti/Comunicati/Pileri_Osservatorio%20Italia%20Digitale.pdf" target="_blank">pdf</a>)</em></p>
<p style="text-align: justify;">La Pubblica Amministrazione, in quanto principale interlocutore web delle imprese insieme alle banche, ha la possibilità di ricoprire un ruolo fondamentale come <strong>driver per l&#8217;utilizzo dei servizi digitali</strong> e la crescita digitale, soprattutto verso le PMI che sembrano essere il vero tallone d&#8217;achille del digital divide, posizionando le imprese italiane in fondo alla <strong>classifica europea degli ordinativi ricevuti via rete</strong> nel 2008 (Italia 3% contro il 31% della Gran Bretagna &#8211; Fonte: Elaborazioni Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici su dati <a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/eurostat/home/" target="_blank">Eurostat</a>, 2008).</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;osservatorio emerge però un dato molto interessante: &#8220;l&#8217;’utilizzo di <strong>internet mobile</strong> appare essere segmentato in due cluster principali: business users (imprenditori e dirigenti) e giovani (studenti)&#8221;. Questi <strong>cluster nevralgici</strong> fanno intuire che se è vero che le PMI italiane sono ancora indietro sulla banda larga, c&#8217;è la possibilità di recuperare il tempo perso grazie a quel <strong>vizio tutto italiano</strong> di possedere <a href="http://www.onemobile.it/29/05/2008/italia-piu-cellulari-che-persone/" target="_blank">1,22 cellulari a persona</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">I prossimi passi da fare?</p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>dimensioni d’impresa</strong> obbligano a cercare soluzioni che favoriscano la cooperazione all’interno delle <strong>Reti d’imprese </strong>e dei Distretti, anche articolati su più territori.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="400" height="328"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=presentazione20lucarelli28sett0920rev-090928124241-phpapp01"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=presentazione20lucarelli28sett0920rev-090928124241-phpapp01"  type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="328"></embed></object> <em>(vai al <a href="http://www.confindustriasi.it/files/File/Documenti/Comunicati/Presentazione%20Lucarelli_28sett09%20rev.pdf" target="_blank">pdf</a>)</em></p>
<p style="text-align: left;">La presentazione del rapporto la trovate <strong><a href="http://www.confindustriasi.it/rss/CSIT_RSS.php?nid=671" target="_blank">qui</a></strong> e <a href="http://news.google.com/news?q=Osservatorio+Italia+Digitale+2.0&amp;oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;hl=it&amp;ei=VvDAStCQFpH0mQPMnvzrBg&amp;sa=X&amp;oi=news_group&amp;ct=title&amp;resnum=1" target="_blank">qui la rassegna stampa di google</a>.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;impresa è ardua sopratutto avendo scoperto dal blog di <a href="http://micheleficara.com/blog/2009/09/10/convegno-innovativo-confindustria-servizi-innovativi-purche-tu-ti-possa-registrare-via-fax/" target="_blank">Michele Ficara</a> che per partecipare all&#8217;evento si doveva confermare via fax:</p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;</em>&#8230;sarà un (futile) dettaglio, ma se il buongiorno si vede dal mattino…&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">Osservatorio Italia Digitale 2.0”</div>
<div class="lightsocial_container"><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://digg.com/submit?url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F09%2Fconfindustria-e-i-servizi-innovativi-e-tecnologici-losservatorio-italia-digitale-2-0%2F&amp;title=CONFINDUSTRIA+e+i+servizi+innovativi+e+tecnologici%3A+l%27Osservatorio+Italia+Digitale+2.0" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/digg.png" alt="Digg This" title="Digg This" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F09%2Fconfindustria-e-i-servizi-innovativi-e-tecnologici-losservatorio-italia-digitale-2-0%2F&amp;title=CONFINDUSTRIA+e+i+servizi+innovativi+e+tecnologici%3A+l%27Osservatorio+Italia+Digitale+2.0" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/reddit.png" alt="Reddit This" title="Reddit This" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F09%2Fconfindustria-e-i-servizi-innovativi-e-tecnologici-losservatorio-italia-digitale-2-0%2F&amp;title=CONFINDUSTRIA+e+i+servizi+innovativi+e+tecnologici%3A+l%27Osservatorio+Italia+Digitale+2.0" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/stumbleupon.png" alt="Stumble Now!" title="Stumble Now!" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://buzz.yahoo.com/buzz?targetUrl=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F09%2Fconfindustria-e-i-servizi-innovativi-e-tecnologici-losservatorio-italia-digitale-2-0%2F&amp;headline=CONFINDUSTRIA+e+i+servizi+innovativi+e+tecnologici%3A+l%27Osservatorio+Italia+Digitale+2.0" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/yahoo_buzz.png" alt="Buzz This" title="Buzz This" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.dzone.com/links/add.html?title=CONFINDUSTRIA+e+i+servizi+innovativi+e+tecnologici%3A+l%27Osservatorio+Italia+Digitale+2.0&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F09%2Fconfindustria-e-i-servizi-innovativi-e-tecnologici-losservatorio-italia-digitale-2-0%2F" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/dzone.png" alt="Vote on DZone" title="Vote on DZone" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.facebook.com/sharer.php?t=CONFINDUSTRIA+e+i+servizi+innovativi+e+tecnologici%3A+l%27Osservatorio+Italia+Digitale+2.0&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F09%2Fconfindustria-e-i-servizi-innovativi-e-tecnologici-losservatorio-italia-digitale-2-0%2F" target="_blank"><img 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		<title>Imprese e il web 2.0</title>
		<link>http://www.italoblog.it/2009/08/imprese-e-il-web-2-0/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 17:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Italo</dc:creator>
				<category><![CDATA[La ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;The Enterprise 2.0 Buyer Profile&#8221; offre indicazioni importanti sul mondo delle imprese e il web 2.0.
Il recente studio di Forrester, riportato dal sito enterprise.it di cui riportiamo alcuni punti, dice che:

alla fine del 2009 il 47% delle aziende avrà già in produzione qualche approccio Enterprise 2.0, con un ulteriore 11% che ha in programma almeno un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;The Enterprise 2.0 Buyer Profile&#8221; offre indicazioni importanti sul mondo delle <strong>imprese e il web 2.0.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il recente studio di <a href="http://www.forrester.com/rb/research" target="_blank">Forrester</a>, riportato dal sito <a href="http://www.socialenterprise.it/index.php/2009/07/23/lenterprise-20-nel-2009/ " target="_blank">enterprise.it</a> di cui riportiamo alcuni punti, dice che:</p>
<ul>
<li>alla fine del 2009 il <strong>47% delle aziende</strong> avrà già in produzione qualche approccio <strong>Enterprise 2.0,</strong> con un ulteriore 11% che ha in programma almeno un pilot durante l’anno ed ancora un altro 25% che pensa almeno a qualche genere di introduzione in futuro. Insomma dall’Enterprise 2.0 rimarranno fuori solo il 16% delle società, con un crollo radicale dal 49% della fine del 2007.</li>
<li>Sulle <strong>grandi aziende</strong> sembra esserci molta più trazione: nonostante l’interesse e gli incoraggianti successi di PMI come Lago e Project Group, già dal 2007 si era iniziato a capire come i consumatori più voraci di Enterprise 2.0 siano le realtà di <strong>dimensioni elevate</strong> (dai 500 dipendenti in sù), per la banale ragione che gli approcci collaborativi e partecipati riescono a fornire risposte concrete a problemi storici presenti in queste organizzazioni.</li>
<li><strong>Non c’è nessuna differenza o ritardo tra America ed Europa</strong>: contro ogni istinto un pò italico, nell’adozione, sperimentazione ed interesse verso il social software, gli Stati Uniti presentano esattamente gli stessi trend e numeri di paesi come Francia, Germania ed Inghilterra&#8221;.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Questi dati confermano sia il dinamismo delle imprese a fronte dei cambiamenti in ambito comunicativo, sia l&#8217;utilità del progetto italoblog.</p>
<p style="text-align: justify;">Avviare il dibattito attorno al web 2.0 con un<strong> blog</strong> a disposizione della <strong>comunità della Camera di commercio Italo Slovacca</strong>, in gran parte formata da PMI, è innovazione: uno strumento non solo per aumentare la <strong>social responsability</strong> delle aziende e <strong>favorire il rapporto tra imprenditori</strong> ma per implementare la capacità di <strong>presidiare nuovi mercati</strong> e <strong>nuovi modi di comunicare il proprio business.</strong></p>
<div class="lightsocial_container"><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://digg.com/submit?url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F08%2Fimprese-e-il-web-2-0%2F&amp;title=Imprese+e+il+web+2.0+" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/digg.png" alt="Digg This" title="Digg This" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F08%2Fimprese-e-il-web-2-0%2F&amp;title=Imprese+e+il+web+2.0+" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/reddit.png" alt="Reddit This" title="Reddit This" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F08%2Fimprese-e-il-web-2-0%2F&amp;title=Imprese+e+il+web+2.0+" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/stumbleupon.png" alt="Stumble Now!" title="Stumble Now!" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://buzz.yahoo.com/buzz?targetUrl=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F08%2Fimprese-e-il-web-2-0%2F&amp;headline=Imprese+e+il+web+2.0+" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/yahoo_buzz.png" alt="Buzz This" title="Buzz This" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.dzone.com/links/add.html?title=Imprese+e+il+web+2.0+&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F08%2Fimprese-e-il-web-2-0%2F" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/dzone.png" alt="Vote on DZone" title="Vote on DZone" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.facebook.com/sharer.php?t=Imprese+e+il+web+2.0+&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F08%2Fimprese-e-il-web-2-0%2F" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/facebook.png" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://delicious.com/save?title=Imprese+e+il+web+2.0+&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F08%2Fimprese-e-il-web-2-0%2F" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/delicious.png" alt="Bookmark this on Delicious" title="Bookmark this on Delicious" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.dotnetkicks.com/kick/?title=Imprese+e+il+web+2.0+&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F08%2Fimprese-e-il-web-2-0%2F" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/dotnetkicks.png" alt="Kick It on DotNetKicks.com" title="Kick It on DotNetKicks.com" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://dotnetshoutout.com/Submit?title=Imprese+e+il+web+2.0+&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F08%2Fimprese-e-il-web-2-0%2F" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/dotnetshoutout.png" alt="Shout it" title="Shout it" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F08%2Fimprese-e-il-web-2-0%2F&amp;title=Imprese+e+il+web+2.0+&amp;summary=&amp;source=" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/linkedin.png" alt="Share on LinkedIn" title="Share on LinkedIn" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.technorati.com/faves?add=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F08%2Fimprese-e-il-web-2-0%2F" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/technorati.png" alt="Bookmark this on Technorati" title="Bookmark this on Technorati" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://twitter.com/home?status=Reading+http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F08%2Fimprese-e-il-web-2-0%2F" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/twitter.png" alt="Post on Twitter" title="Post on Twitter" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.google.com/buzz/post?url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F08%2Fimprese-e-il-web-2-0%2F" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/google_buzz.png" alt="Google Buzz (aka. Google Reader)" title="Google Buzz (aka. Google Reader)" /></a></div></div>]]></content:encoded>
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		<title>ICT ? Spendere meno e spendere meglio</title>
		<link>http://www.italoblog.it/2009/05/ict-spendere-meno-e-spendere-meglio/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 07:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Italo</dc:creator>
				<category><![CDATA[La ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[imprese italiane]]></category>
		<category><![CDATA[itc]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Osservatorio Enterprise 2.0 analizza lo stato e i trend nell&#8217;applicazione delle nuove tecnologie Web 2.0 e dei nuovi paradigmi infrastrutturali nelle imprese e pubbliche amministrazioni in Italia, evidenziando gli effetti sui processi, le relazioni e i modelli di impresa.
Il progetto, oltre a segnalare il crescente bisogno nell&#8217;ITC, monitora informazioni e tendenze e indicando, proprio ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;<a href="http://www.enterprise20.it/osservatorio" target="_blank">Osservatorio Enterprise 2.0</a> analizza lo stato e i trend nell&#8217;applicazione delle nuove tecnologie Web 2.0 e dei nuovi paradigmi infrastrutturali nelle imprese e pubbliche amministrazioni in Italia, evidenziando gli effetti sui processi, le relazioni e i modelli di impresa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto, oltre a segnalare il crescente bisogno nell&#8217;ITC, monitora informazioni e tendenze e indicando, proprio ad inizio aprile, che:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nonostante quindi il momento di razionalizzazione e contrazione dei budget, gli investimenti ICT si stanno concentrando principalmente nelle iniziative di Unified Communication &amp; Collaboration ed Enterprise Content Management: come vedremo più avanti, questi ambiti sono proprio quelli che garantiscono un recupero di efficienza e produttività decisamente rilevante, con ritorni spesso misurabili e rapidi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-631" title="1089cd43-5987-4d31-ae4b-2fc0b10f69801" src="http://www.italoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/1089cd43-5987-4d31-ae4b-2fc0b10f69801-300x165.png" alt="1089cd43-5987-4d31-ae4b-2fc0b10f69801" width="300" height="165" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;In sintesi, i CIO mostrano grande sensibilità rispetto ai quattro ambiti e sono disposti a investire una parte del loro budget, nonostante il momento di incertezza e crisi globale, alla ricerca di un miglioramento di efficienza e produttività.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ambiti attualmente più maturi sono Unified Communication &amp; Collaboration e Enterprise Content Management, che, seppur partiti da strade molto distanti, sono oggi accomunati dalla solidità e concretezza e sono in grado di introdurre anche logiche organizzative nuove che abiliteranno un cambiamento molto più profondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Più in generale, anche Social Network &amp; Community e Adaptive Enterprise Architecture iniziano ad uscire dalla propria nicchia, e assumeranno un ruolo chiave nei prossimi anni, a sostegno dei cambiamenti organizzativi e architetturali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto nasce nel 2002 dalla School of Management del Politecnico di Milano come Osservatorio Permanente sulle Intranet in Italia per poi progressivamente allargare il proprio focus al tema dell&#8217;evoluzione e dell&#8217;integrazione dei nuovi Sistemi Informativi e al loro impatto sui processi, le relazioni e i modelli organizzativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Come districarsi nell&#8217;epoca 2.0, tra social computing e Sistemi Informativi aziendali  (come ERP, SCM e CRM)?</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-628" title="evoluzione-verso-impresa-innovativa-hp" src="http://www.italoblog.it/wp-content/uploads/2009/05/evoluzione-verso-impresa-innovativa-hp-291x300.png" alt="evoluzione-verso-impresa-innovativa-hp" width="291" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’Enterprise 2.0, indica nei nuovi processi  una fruizione più semplice della tecnologia informatica in azienda, in modalità componibili e direttamente disponibili all’utente, capitalizzando i sistemi informativi esistenti e i servizi da essi erogati.</p>
<div class="lightsocial_container"><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://digg.com/submit?url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F05%2Fict-spendere-meno-e-spendere-meglio%2F&amp;title=ICT+%3F+Spendere+meno+e+spendere+meglio" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/digg.png" alt="Digg This" title="Digg This" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" href="http://www.reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fwww.italoblog.it%2F2009%2F05%2Fict-spendere-meno-e-spendere-meglio%2F&amp;title=ICT+%3F+Spendere+meno+e+spendere+meglio" target="_blank"><img class="lightsocial_img" src="http://www.italoblog.it/wp-content/plugins/light-social/reddit.png" alt="Reddit This" title="Reddit This" /></a></div><div class="lightsocial_element"><a class="lightsocial_a" 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		<title>Il web come strumento di governo</title>
		<link>http://www.italoblog.it/2009/04/il-web-come-strumento-di-governo/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 07:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Italo</dc:creator>
				<category><![CDATA[La ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Usare le potenzialità del web per informare i cittadini sugli effetti della crisi e sulle misure d’intervento sociale e sostegno all’economia, proporre e discutere soluzioni condivise, offrire strumenti di auto-aiuto. E’ quello che stanno cercando di fare le amministrazioni di alcuni Paesi, con l’obiettivo di coordinare, informare, rassicurare.
In questo settore, il faro-guida è sicuramente la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Usare le potenzialità del web per informare i cittadini sugli effetti della crisi e sulle misure d’intervento sociale e sostegno all’economia, proporre e discutere soluzioni condivise, offrire strumenti di auto-aiuto. E’ quello che stanno cercando di fare le amministrazioni di alcuni Paesi, con l’obiettivo di coordinare, informare, rassicurare.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo settore, il faro-guida è sicuramente la Casa Bianca di Barack Obama. Il nuovo presidente USA non solo ha voluto usare Youtube per anticipare il suo pacchetto di misure anti-crisi (American Recovery and Reinvestment Act), ma anche lanciato il sito Internet <a href="http://www.recovery.gov/" target="_blank">Recovery.gov</a> per offrire un quadro completo e dettagliato delle iniziative in campo (che si traducono in altrettante opportunità) iniziative finanziate, fornisce aggiornamenti sull’attività anti-crisi del Governo federale e dei singoli Stati USA. Gli utenti hanno la possibilità di lasciare commenti e opinioni, e di seguire, tramite una mappa interattiva, lo sviluppo del Piano nei singoli Stati.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-3268 aligncenter" title="700_dettaglio2_obama" src="http://crossmode.wordpress.com/files/2009/04/700_dettaglio2_obama.jpg?w=300" alt="700_dettaglio2_obama" width="300" height="208" /></p>
<p style="text-align: justify;">La strategia web del Governo americano è, inoltre, rafforzata dal sito <a href="http://www.makinghomeaffordable.gov" target="_blank">Making Home Affordable</a>, ideato e gestito del Dipartimento del Tesoro per offrire informazioni sui programmi di rifinanziamento e sulle modifiche apportate al sistema di concessione e gestione dei mutui. Il portale – che prevede anche una spanish version, per andare incontro alle esigenze dell’importante minoranza latino-americana &#8211; è ricco di schede informative, riferimenti utili, aggiornamenti sui principali appuntamenti con esperti della materia, notizie sui provvedimenti predisposti o in discussione da parte dell’amministrazione, sezioni FAQ, audio e video illustrativi. Speciali utilities consentono di verificare in automatico se si è nelle condizioni per ottenere un rifinanziamento del mutuo o altri aiuti economici e di calcolare le agevolazioni che si potrebbero ottenere dal Governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche nel Vecchio Continente si punta sul web in chiave anti-crisi. Il Governo spagnolo di Luis Zapatero, ad esempio, ha lanciato il sito <a href="http://www.plane.gob.es/" target="_blank">Plan E</a>, che ruota attorno a 5 macro-aree &#8211; famiglia, imprese, occupazione, finanza, modernizzazione dell’economia &#8211; contenenti schede tematiche approfondite ma scritte in linguaggio molto accessibile e speciali cortometraggi che – ricalcando la tecnica pubblicitaria dello slice of life – raccontano situazioni di vita vissuta per illustrare in modo didascalico agli spagnoli gli atteggiamenti e i comportamenti più giusti per affrontare la crisi economica e offrire informazioni relative alle misure di sostegno, come i sussidi di disoccupazione o gli incentivi per la famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-571" title="immagine-2" src="http://www.italoblog.it/wp-content/uploads/2009/04/immagine-2-300x223.jpg" alt="immagine-2" width="300" height="223" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il sito – che, in nome della multiculturalità, è disponibile in ben 5 lingue: castigliano, catalano, inglese, allego (lingue parlate in Galizia e nei Paesi Baschi) &#8211; prevede anche incontri tematici in modalità chat con politici ed esperti di economia e finanza, nel corso dei quali gli utenti possono esprimere domande, commenti, i suggerimenti ed opinioni. L’aggiunta, rispetto al portale di Obama, è la scelta di utilizzare anche un canale Twitter per comunicare in tempo reale agli eventuali followers gli aggiornamenti del sito.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il Governo Inglese ha lanciato una sua iniziativa: <a href="http://www.realhelpnow.gov.uk/" target="_blank">Real Help Now</a>. Il portale voluto da Gordon Brown ruota essenzialmente intorno a tre cardini:</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-570" title="brown" src="http://www.italoblog.it/wp-content/uploads/2009/04/brown-300x83.jpg" alt="brown" width="300" height="83" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">una mappa interattiva che illustra le iniziative del governo nelle diverse regioni;<br />
delle clip audiovideo che propongono aggiornamenti su iniziative e idee per il rilancio dei vari settori economici;<br />
alcune sezioni tematiche che offrono soluzioni pratiche per affrontare la crisi a imprenditori e comuni cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-3270 aligncenter" title="realhelpnow" src="http://crossmode.wordpress.com/files/2009/04/realhelpnow.jpg?w=300" alt="realhelpnow" width="300" height="229" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il tono è molto più serio e formale rispetto all’esperienza spagnola, ma il linguaggio appare, in egual misura, volutamente sintetico e semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">E in Italia? L’unica iniziativa nel settore sembra essere quella del sito <a href="http://www.governoberlusconi.it/" target="_blank">www.governoberlusconi.it,</a> che però, vale forse la pena ricordarlo, non è lo spazio web ufficiale del Governo (che, come noto, è ospitato all’indirizzo <a href="http://www.governo.it/" target="_blank">www.governo.it)</a>. In questo caso, non abbiamo un sito tematico dedicato alle misure anti-crisi, ma solo una scheda informativa ospitata all’interno di uno spazio non ufficialmente governativo. La pagina-scheda riassume le iniziative governative per contrastare la crisi e illustra alcune forme di agevolazioni a sostegno delle necessità di famiglie e imprese. In un’altra sezione del sito, è anche possibile accedere ad un sondaggio per valutare le iniziative del Governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel complesso, la strategia web dei Governi in funzione anti-crisi economica sembrano essere accomunate dalla volontà di rispondere a 3 obiettivi fondamentali:</p>
<p style="text-align: justify;">1. offrire rassicurazione: si comunica l’idea che il Governo è al lavoro;<br />
2. trasmettere un’idea di trasparenza su come vengono (o verranno) spesi i soldi;<br />
3. offrire qualche indicazione per l’auto-aiuto imprenditoriale e sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza e in tutta onestà, dei “pannicelli caldi”, molto utili dal punto di vista comunicativo, ma con ovvi limiti dal punto di vista dell’impatto concreto.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altro canto, dubbi e riserve trovano riscontro anche nei principali appunti che vengono mossi a tali iniziative dal punto di vista tecnico-comunicativo. Linguaggio chiaro e semplice, basso livello di approfondimento, uso di applicazioni semi-interettive come le geo-mappe e forte ricorso ai video sono tratti comuni alle tre esperienze americana, spagnola e britannica. Tuttavia, a parte qualche uso circoscritto della chat e di altri canali di contatto, le potenzialità interattive e partecipative del web2.0 rimangono totalmente inespresse. Ma, d’altra parte, è onestamente difficile pensare di coinvolgere in modo sostanziale e fungibile i cittadini-internauti nella gestione di una crisi di cui gli stessi Governi stentano a trovare il bandolo della matassa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=964" target="_blank">Qui</a> la fonte.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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