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Verso l’economia del futuro: “l’economia circolare”

luglio 14, 2015 by Italo 

„La transizione verso un’economia circolare sposta l’attenzione sul riutilizzare, aggiustare, rinnovare e riciclare i materiali e i prodotti esistenti. Quel che normalmente si considerava come “rifiuto” può essere trasformato in una risorsa.“
Per effetto di una maggiore attenzione alla crescita sostenibile e ad una riduzione degli sprechi si sta affermando negli ultimi tempi un nuovo concetto di economia, si tratta dell’economia circolare,  un modello in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate. Si definisce, così, un passaggio dal modello lineare, utilizzato finora, che parte dalla materia e arriva al rifiuto secondo il processo “produzione-consumo-smaltimento“ e in cui ogni prodotto è inesorabilmente destinato ad arrivare a “fine vita”, per arrivare ad un modello circolare. Esso è focalizzato su „un’economia pensata per potersi rigenerare da sola; un sistema in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun’altro“, cosi come afferma la Ellen MacArthur Foundation, nata proprio con l‘intento di promuovere l‘economia circolare. Essa, inoltre, rappresenta una forma più collaborativa di economia prevedendo il passaggio di un gran numero di informazioni tra diversi soggetti, un utilizzo massiccio di fonti di energia rinnovabile e una forte capacità di innovazione.
Anche la Commissione europea si è focalizzata sulla transizione verso un‘economia circolare, argomento centrale dell’agenda per l’efficienza delle risorse stabilita nell’ambito della strategia Europa 2020, al fine di promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva in grado di generare importanti benefici economici. Janez Potočnik, commissario per l’Ambiente, ha infatti spiegato: «Nel Ventunesimo secolo se vogliamo essere competitivi dobbiamo trarre il massimo dalle nostre risorse, reimmettendole nel ciclo produttivo invece di collocarle in discarica come rifiuti».
I vantaggi che l’affermazione di un’economia circolare può apportare all’economia nazionale e ,in particolare, europea sono notevoli e sostanzialmente legati al risparmio sui costi di produzione e all’acquisizione di un vantaggio competitivo, il prolungamento nell‘uso produttivo dei materiali, l‘aumento dell’efficienza per rafforzare la competitività, la riduzione dell’impatto ambientale e delle emissioni di gas e la creazione di nuovi posti di lavoro. La necessità per le imprese di ricercare nuovi modelli di impresa sempre più focalizzate sulla sostenibilità e l’efficienza e di far fronte alle sfide, attuali e future, poste dalla pressione sulle risorse e dalla crescente insicurezza degli approvvigionamenti, fa ben sperare per una futura adozione di modelli maggiormente improntati sull’economia circolare, in grado di offrire prospettive di crescita sostenibile e duratura.

“La transizione verso un’economia circolare sposta l’attenzione sul riutilizzare, aggiustare, rinnovare e riciclare i materiali e i prodotti esistenti. Quel che normalmente si considerava come “rifiuto” può essere trasformato in una risorsa”. – Commissione europea

Per effetto di una maggiore attenzione alla crescita sostenibile e ad una riduzione degli sprechi, si sta affermando, negli ultimi tempi, un nuovo concetto di economia: si tratta dell’economia circolare,  un modello secondo il quale non ci sarebbero prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate. Si definisce, in questo modo, un passaggio dal modello lineare, conosciuto finora, che parte dalla materia e arriva al rifiuto secondo il processo “produzione-consumo-smaltimento“, in cui ogni prodotto è inesorabilmente destinato ad arrivare a “fine vita”, ad un modello circolare. Esso è focalizzato su un’economia pensata per potersi rigenerare da sola; un sistema in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione di materie prime alla produzione dei beni, siano organizzate in modo tale che i rifiuti dei vari processi divengano risorse per qualcun’altro, come afferma la Ellen MacArthur Foundation, nata proprio con l’intento di promuovere l’economia circolare. Questo nuovo modello rappresenta, inoltre, una forma più collaborativa di economia prevedendo il passaggio di un gran numero di informazioni tra diversi soggetti, un utilizzo massiccio di fonti di energia rinnovabile e una forte capacità di innovazione.

ellen macarthur foundation

Anche la Commissione europea si è focalizzata sulla transizione verso un’economia sempre più circolare, argomento centrale dell’agenda per l’efficienza delle risorse stabilita nell’ambito della strategia Europa 2020, al fine di promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva in grado di generare importanti benefici economici. Janez Potočnik, commissario per l’Ambiente, ha infatti spiegato: “Nel Ventunesimo secolo se vogliamo essere competitivi dobbiamo trarre il massimo dalle nostre risorse, reimmettendole nel ciclo produttivo invece di collocarle in discarica come rifiuti”.

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I vantaggi che l’affermazione di un’economia circolare può apportare all’economia nazionale e ,in particolare, europea, sono notevoli e sostanzialmente legati al risparmio sui costi di produzione e all’acquisizione di un vantaggio competitivo, il prolungamento nell’uso produttivo dei materiali, l’aumento dell’efficienza per rafforzare la competitività, la riduzione dell’impatto ambientale e delle emissioni di gas e la creazione di nuovi posti di lavoro.

La necessità per le imprese di ricercare nuovi modelli di impresa sempre più focalizzate sulla sostenibilità e l’efficienza e di far fronte alle sfide, attuali e future, poste dalla pressione sulle risorse e dalla crescente insicurezza degli approvvigionamenti, fa ben sperare per una futura adozione di modelli maggiormente improntati sull’economia circolare, in grado di offrire prospettive di crescita sostenibile e duratura.

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