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Immigrazione: si tratta davvero di un problema comune?

giugno 4, 2015 by Italo 

La questione delle migrazioni figura tra le dieci priorità politiche dell‘attuale Commissione Juncker. Il 13 maggio 2015, la Commissione ha presentato un‘agenda europea sulla migrazione. In questo documento vengono delineate sia le azioni da adottare tempestivamente per far fronte alla crisi migratoria nel Mediterraneo, sia le strategie a lungo termine per gestire, nei prossimi anni, i flussi di migranti.
Tra le varie misure d´emergenza , sta facendo molto discutere la proposta  delle „quote“, vale a dire un meccanismo di redistribuzione dei migranti sul territrio dell’Unione europea. Tra i principali oppositori a questa iniziativa, oltre a Francia e Germania,  troviamo la forte resistenza da parte della Repubblica Ceca e della Slovacchia.
I paesi più interessati all’arrivo di nuovi migranti sono,  invece, Grecia e Italia che da alcuni anni si trovano in forti difficoltà  nel gestire  questi  ingenti  flussi.  Questi paesi chiedono da tempo l’implementazione di una politica e di una strategia comune europea per affrontare  il problema.
Il 27 maggio 2015 la Commissione europea ha presentato l’attesa proposta legislativa ridimensionando,  in parte, la proposta iniziale dell’agenda. Si prevede così un meccanismo di ricollocazione obbligatoria all’interno del territorio europeo di  40.000 migranti provenienti da Italia e Grecia. I migranti saranno  scelti tra le nazionalità maggiormente soggette ad accettazione del diritto d’asilo e la ridistribuzione  terrà conto di una serie di criteri come: il Pil, la popolazione, il  tasso di disoccupazione ed il numero di richiedenti accolti dai paesi ospitanti.
La Slovacchia sarebbe chiamata ad accettare quasi 800 migranti, pari all’1,96% del totale. Tuttavia, il governo slovacco si oppone con forza a questo piano, appellandosi  al rischio di infiltrazioni terroristiche  ed all’imposizione da parte di Bruxelles di una  „solidarietà forzata“.
Probabilmente il grande limite di questa normativa comune risiede  nel fatto che, seppur obbligatoria, i singoli paesi ospitanti potranno comunque decidere in ultima istanza se accogliere o meno il richiedente asilo. Inoltre, un paese potrà anche bloccare l’arrivo di migranti per motivi di ordine pubblico.
Pur affrontando un tema molto acceso e delicato in Europa, l’iniziativa della Commissione,  può essere considerata come un superamento del regolamento di Dublino II del 2003 ed buon passo avanti nella gestione comune delle migrazioni.

La questione delle migrazioni figura tra le dieci priorità politiche dell’attuale Commissione Juncker. Il 13 maggio 2015, la Commissione ha presentato un’agenda europea sulle migrazioni. In questo documento vengono delineate sia le azioni da adottare tempestivamente per far fronte alla crisi migratoria nel Mediterraneo, sia le strategie a lungo termine per gestire, nei prossimi anni, i flussi migratori.

ID-10016366

Tra le varie misure d’emergenza, sta facendo molto discutere la proposta  delle „quote“, vale a dire un meccanismo di redistribuzione dei migranti sul territorio dell’Unione europea. Tra i principali oppositori a questa iniziativa, oltre a Francia e Germania,  troviamo la forte resistenza da parte della Repubblica Ceca e della Slovacchia.

I paesi maggiormente interessati dall’arrivo di nuovi migranti sono Grecia e Italia che da alcuni anni si trovano in forti difficoltà  nel gestire  questi  ingenti  flussi.  Questi paesi chiedono l’implementazione di una politica e di una strategia comune europea per affrontare  il problema.

ID-100108982 (1)

Il 27 maggio 2015 la Commissione europea ha presentato l’attesa proposta legislativa ridimensionando,  in parte, la proposta prevista dall’agenda iniziale. Si delinea, così, un meccanismo di ricollocazione obbligatoria all’interno del territorio europeo di 40.000 migranti provenienti da Italia e Grecia. I migranti saranno scelti tra le nazionalità maggiormente soggette ad accettazione del diritto d’asilo e la ridistribuzione terrà conto di una serie di criteri tra cui: il PIL del paese, l’entità della popolazione residente, il  tasso di disoccupazione ed il numero di richiedenti accolti nel paese ospitante.

La Slovacchia sarebbe chiamata ad accettare quasi 800 migranti, pari all’1,96% del totale. Tuttavia, il governo slovacco si oppone con forza a questo piano, appellandosi  al rischio di infiltrazioni terroristiche ed all’imposizione da parte di Bruxelles di una „solidarietà forzata“.

Probabilmente il grande limite di questa strategia comune risiede  nel fatto che, seppur obbligatoria, i singoli paesi ospitanti potranno comunque decidere in ultima istanza se accogliere o meno il richiedente asilo. Inoltre, un paese potrà anche bloccare l’arrivo dei migranti per motivi di ordine pubblico.

Pur affrontando un tema molto acceso e delicato in Europa, l’iniziativa della Commissione può essere considerata come un superamento del regolamento Dublino II del 2003 ed un buon passo avanti nella gestione comune delle migrazioni.

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