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Una nuova era: l’Unione dell’Energia

marzo 27, 2015 by Italo 

„L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto“.
La „Dichiarazione Schuman“, rilasciata il 9 maggio 1950 dall’allora Ministro degli Esteri francese Robert Schuman, proponeva la creazione di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio, i cui membri avrebbero appunto messo in comune le produzioni di carbone e acciaio. La base su cui si fonda quella che è diventata oggi l’Unione europea è proprio l’energia. Nel corso degli anni tanti sono stati gli sforzi per rendere la politica energetica dei Paesi membri omogenea e la fruizione della stessa accessibile a tutti e oggi, più che mai, questo tema è divento una priorità assoluta, incorporata nel programma politico del nuovo Presidente della Commissione europea, Juncker.
La strategia europea punta alla creazione di un’Unione dell’Energia in modo da garantire energia sicura e accessibile a tutti i cittadini e a tutte le imprese europee. Utilizzare l’energia in modo saggio, lottando contro il cambiamento climatico, non è solo un investimento per il futuro dei propri figli, ma è anche un modo per creare nuovi posti di lavoro e per far crescere l’UE in modo sostenibile. L’Unione dell’Energia, consentirà un libero flusso di energia che prescinderà dai confini nazionali e garantirà un approvvigionamento di energia sicuro per l’intera UE. Grazie alle nuove tecnologie e all’utilizzo di infrastrutture di recente costruzione, i costi per le famiglie europee subiranno un notevole taglio. L’attuazione di una politica energetica comune, che sia così ambiziosa da abbracciare tutte le diverse fonti di energia, si tratti di energia fossile (petrolio, gas, carbone), nucleare o rinnovabile (solare, eolica, da biomassa, geotermica, idraulica, maremotrice) darà avvio ad una nuova rivoluzione industriale, che trasformerà presto l’UE in un’economia a basso consumo di energia, più sicura, più competitiva e, soprattutto, più sostenibile.
L’Unione dell’energia, in particolare, comporterà:
una clausola di solidarietà: per ridurre la dipendenza da singoli fornitori potendo fare pieno affidamento ai paesi vicini, soprattutto in caso di perturbazioni dell’approvvigionamento energetico. Gli accordi conclusi dai paesi dell’UE per acquistare energia o gas da paesi terzi saranno caratterizzati da una maggiore trasparenza;
flussi di energia equiparati a una quinta libertà: la libertà dell’energia di attraversare le frontiere, applicando rigorosamente le regole attuali in ambiti come la separazione dell’energia e l’indipendenza dei regolatori, anche agendo in giudizio se necessario. Il mercato dell’elettricità sarà riorganizzato per renderlo più interconnesso, più rinnovabile e più reattivo. Gli interventi dello Stato nel mercato interno saranno sostanzialmente rivisti e i sussidi che hanno ripercussioni negative sull’ambiente gradualmente eliminati;
l’efficienza energetica al primo posto: l’efficienza energetica sarà ripensata radicalmente e considerata una fonte di energia a sé stante, in grado di competere alla pari con la capacità di generazione;
una transizione verso una società a basse emissioni di CO2 costruita per durare: l’energia prodotta a livello locale, anche da fonti rinnovabili, dovrà essere assorbita nella rete in modo agevole ed efficiente; si promuoverà la leadership tecnologica dell’UE, sviluppando la prossima generazione di tecnologie dell’energia da fonti rinnovabili e raggiungendo una posizione di leadership nell’elettromobilità, mentre le imprese europee aumenteranno le esportazioni e saranno competitive a livello globale.

MRS_RobertSchuman

„L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto“.

La „Dichiarazione Schuman“, rilasciata il 9 maggio 1950 dall’allora Ministro degli Esteri francese Robert Schuman, proponeva la creazione di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio, i cui membri avrebbero appunto messo in comune le produzioni di carbone e acciaio. La base su cui si fonda quella che è diventata oggi l’Unione europea è proprio l’energia. Nel corso degli anni tanti sono stati gli sforzi per rendere la politica energetica dei Paesi membri omogenea e la fruizione della stessa accessibile a tutti e oggi, più che mai, questo tema è diventato una priorità assoluta, incorporata nel programma politico del nuovo Presidente della Commissione europea, Juncker.

La strategia europea punta alla creazione di un’Unione dell\’Energia in modo da garantire energia sicura e accessibile a tutti i cittadini e a tutte le imprese europee. Utilizzare l’energia in modo saggio, lottando contro il cambiamento climatico, non è solo un investimento per il futuro dei propri figli, ma è anche un modo per creare nuovi posti di lavoro e per far crescere l’UE in modo sostenibile. L’Unione dell’Energia, consentirà un libero flusso di energia che prescinderà dai confini nazionali e garantirà un approvvigionamento di energia sicuro per l’intera UE. Grazie alle nuove tecnologie e all’utilizzo di infrastrutture di recente costruzione, i costi per le famiglie europee subiranno un notevole taglio. L’attuazione di una politica energetica comune, che sia così ambiziosa da abbracciare tutte le diverse fonti di energia, si tratti di energia fossile (petrolio, gas, carbone), nucleare o rinnovabile (solare, eolica, da biomassa, geotermica, idraulica, maremotrice) darà avvio ad una nuova rivoluzione industriale, che trasformerà presto l’UE in un’economia a basso consumo di energia, più sicura, più competitiva e, soprattutto, più sostenibile.

L’Unione dell’energia, in particolare, comporterà:

  • una clausola di solidarietà: per ridurre la dipendenza da singoli fornitori potendo fare pieno affidamento ai paesi vicini, soprattutto in caso di perturbazioni dell’approvvigionamento energetico. Gli accordi conclusi dai paesi dell’UE per acquistare energia o gas da paesi terzi saranno caratterizzati da una maggiore trasparenza;
  • flussi di energia equiparati a una quinta libertà: la libertà dell’energia di attraversare le frontiere, applicando rigorosamente le regole attuali in ambiti come la separazione dell’energia e l’indipendenza dei regolatori, anche agendo in giudizio se necessario. Il mercato dell’elettricità sarà riorganizzato per renderlo più interconnesso, più rinnovabile e più reattivo. Gli interventi dello Stato nel mercato interno saranno sostanzialmente rivisti e i sussidi che hanno ripercussioni negative sull’ambiente gradualmente eliminati;
  • l’efficienza energetica al primo posto: l’efficienza energetica sarà ripensata radicalmente e considerata una fonte di energia a sé stante, in grado di competere alla pari con la capacità di generazione;
  • una transizione verso una società a basse emissioni di CO2 costruita per durare: l’energia prodotta a livello locale, anche da fonti rinnovabili, dovrà essere assorbita nella rete in modo agevole ed efficiente; si promuoverà la leadership tecnologica dell’UE, sviluppando la prossima generazione di tecnologie dell’energia da fonti rinnovabili e raggiungendo una posizione di leadership nell’elettromobilità, mentre le imprese europee aumenteranno le esportazioni e saranno competitive a livello globale.

Unione dell'Energia

Per realizzare pienamente l’Unione dell’Energia, l‘UE deve cooperare con i paesi sviluppati e con i paesi in via di sviluppo, siano essi paesi produttori, paesi di transito o paesi consumatori. Sempre di più, affacciandosi sulla scena mondiale, si rileva necessario per l’UE e per i suoi Stati membri interloquire uniti in una sola voce nei consessi internazionali.

La Slovacchia, che avrà il compito di presenziare il Consiglio dell’UE durante il secondo semestre del 2016, ha proposto come tema principale da affrontare durante questi sei mesi, proprio l‘energia. Il Viceministro degli Affari Esteri slovacco, Peter Javorcik, ha sottolineato comunque, come la Slovacchia sia più interessata a risolvere problemi legati alla sicurezza energetica e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, piuttosto che a trovare una soluzione per il miglioramento dell’efficienza energetica.

Fonte: DG Energy – European Commission

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