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Slow Food – la miglior risposta alla “fast life”

gennaio 20, 2015 by Italo 

Un nuovo fenomeno chiamato slow food dilaga non solo in Italia ma, a quanto pare, anche nel resto mondo e come cavallo di battaglia propone la consapevolezza di un nuovo diritto, ossia quello di vivere il pasto innanzitutto come un piacere, una passione.

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Questa nuova filosofia culinaria nasce per dare risposta ai tanto noti fast food, dando un’alternativa alle abitudini frenetiche, non solo gastronomiche, che ormai sono un punto fisso per gran parte della popolazione mondiale, difendendo le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo, ma soprattutto difendendo le biodiversità mirando ad un approccio sostenibile, tenendo in considerazione che la vita dipende dalla presenza di ecosistemi sani. Perciò, contro la follia universale della “fast life”, sembra necessario scegliere la tranquillità per piacere materiale.
Queste credenziali hanno portato nel 1996 Carlo Petrini, noto gastronomo, scrittore ed attivista italiano, alla fondazione di un movimento culturale internazionale che opera in forma di associazione senza scopo di lucro chiamata proprio Slow Food.
Slow Food è impegnata a ridare valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali.

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A Milano è stato presentato un accordo di collaborazione tra Expo 2015 e Slow Food, che vedrà l’associazione della chiocciola protagonista dell’Area della biodiversità all’interno di Expo, in nome della biodiversità ed alla lotta alla malnutrizione. Nutrire il Pianeta, è un tema molto sensibile per Slow Food: «È giunto il momento di affrontare il problema della malnutrizione e la lotta alla fame, non possiamo più tirarci indietro, aiutiamo gli africani e gli altri popoli in difficoltà a diventare i protagonisti del loro destino», così Carlo Petrini racconta la presenza di Slow Food a Expo. E conclude con un auspicio: «Speriamo che Expo metta al centro delle sue attività anche i temi sociali, non solo quelli turistici. Solo così sarà davvero un successo per il nostro Paese».

La partecipazione di Slow Food al progetto, puntando sulla biodiversità, non è casuale, ma è contestualizzato in ogni momento. A Slow Food è affidata la cura dell’area, così come l’ideazione dei menù e la gestione degli approvvigionamenti. Expo Milano sarà una tappa fondamentale di un percorso strategico che dovrà garantire al Pianeta un’alimentazione sostenibile.

Questa nuova filosofia culinaria nasce per dare risposta ai tanto noti fast food, offrendo un’alternativa alle abitudini frenetiche, non solo gastronomiche, che ormai sono un punto fisso per gran parte della popolazione mondiale, difendendo le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo, ma soprattutto difendendo le biodiversità mirando ad un approccio sostenibile, tenendo in considerazione che la vita dipende dalla presenza di ecosistemi sani. Perciò, contro la follia universale della “fast life”, sembra necessario scegliere la tranquillità per piacere materiale.

Queste credenziali hanno portato nel 1996 Carlo Petrini, noto gastronomo, scrittore ed attivista italiano, alla fondazione di un movimento culturale internazionale che opera in forma di associazione senza scopo di lucro chiamata proprio Slow Food.

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Slow Food è impegnata a ridare valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali.

A Milano è stato presentato un accordo di collaborazione tra EXPO 2015 e Slow Food, che vedrà l’associazione della chiocciola protagonista dell’Area della biodiversità all’interno di Expo, in nome della biodiversità ed alla lotta alla malnutrizione. Nutrire il Pianeta, è un tema molto sensibile per Slow Food:

«È giunto il momento di affrontare il problema della malnutrizione e la lotta alla fame, non possiamo più tirarci indietro, aiutiamo gli africani e gli altri popoli in difficoltà a diventare i protagonisti del loro destino», così Carlo Petrini racconta la presenza di Slow Food a Expo. E conclude con un auspicio: «Speriamo che Expo metta al centro delle sue attività anche i temi sociali, non solo quelli turistici. Solo così sarà davvero un successo per il nostro Paese».

La partecipazione di Slow Food al progetto, puntando sulla biodiversità, non è casuale, ma è contestualizzato in ogni momento. A Slow Food è affidata la cura dell’area, così come l’ideazione dei menù e la gestione degli approvvigionamenti. Expo Milano sarà una tappa fondamentale di un percorso strategico che dovrà garantire al Pianeta un’alimentazione sostenibile.

Slow Food

EXPO



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