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Intervista a M. Lajčák, Ministro degli Affari Esteri ed Europei

novembre 10, 2014 by Italo 

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Crescita e occupazione, maggiori diritti ai cittadini e un ruolo più forte dell’Europa nel mondo, sono le priorità dell’Italia per la presidenza semestrale dell’UE. Considera possibile che dopo un periodo di 6 mesi i cittadini dell‘UE possano effettivamente percepire eventuali cambiamenti?

Un periodo di sei mesi è relativamente breve per poter valutare in che misura i cittadini possano percepire un cambiamento. In questa fase di costruzione di una nuova Commissione Europea, è importante imprimere, nei prossimi mesi, un forte dinamismo al processo e, a tal fine, la Presidenza italiana si sta adoperando. Le riunioni del Consiglio dei Ministri si focalizzano sul tema del miglioramento del funzionamento dell’Unione Europea, processi procedurali inclusi, e sul raggiungimento degli obiettivi politici. I risultati delle elezioni del Parlamento Europeo rappresentano per noi un campanello di allarme e ci costringono a prendere in considerazione il cittadino nell‘adozione di misure concrete. Il cambiamento è in gran parte il risultato di misure globali a lungo termine, soprattutto nell’ambito della crescita economica e dell‘occupazione. Ho fiducia nella Presidenza italiana, che è energica e spero avrà successo.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Matteo Renzi, ha sottolineato che la crisi “ha lasciato in tutti noi delle ferite profonde”, nonostante ciò “l’Europa deve riscoprire il suo spirito.” Qual è, secondo la Sua opinione, lo spirito europeo, in particolare in questo periodo in cui è scoppiato il conflitto in Ucraina?

La crisi ha lasciato in noi una ferita, ma soprattutto ci ha fatto ricordare che con un approccio irresponsabile possiamo compromettere il progetto europeo; la responsabilità e la solidarietà devono rappresentare i pilastri della stabilità europea. Lo “spirito europeo” sta proprio nel ricordo e nel rispetto di questi principi fondamentali. Guardando la situazione ucraina, ci rendiamo conto di come questi valori contribuiscano sostanzialmente alla pace, stabilità e prosperità economica come la conosciamo nell’UE.

I Paesi alla Presidenza del Consiglio dovranno, nei prossimi anni, prestare più attenzione agli Stati come Georgia, Moldavia e Ucraina, che hanno recentemente firmato accordi di associazione con l‘UE. Che cosa comporterà tutto ciò per l’UE e per i paesi associati, in particolare per l’Ucraina?

L’importanza degli accordi di associazione sta nel fatto che mirano ad approfondire le relazioni politiche ed economiche tra i paesi associati e l‘UE, nonché l’assistenza economica e legale per l’accesso di questi al mercato interno dell’UE. In questo contesto, una parte molto importante dell’accordo è rappresentato dalle disposizioni di natura commerciale, relative alla realizzazione di un’area di libero scambio globale e approfondita (i cosiddetti DCFTA). Per la Slovacchia, così come per gli altri paesi dell’Unione Europea, comincia il cammino verso una cooperazione commerciale più intensa sotto forma di una agevolata affermazione dei propri prodotti su nuovi mercati, in particolare su quelli ampi, come quello ucraino. Dall’altra parte, DCFTA, oltre all’eliminazione dei dazi all’importazione, offrirà ai paesi associati l’opportunità di avvicinarsi alla legislazione commerciale e settoriale dell’UE e, non da ultimo, di aumentare il loro potenziale economico e d‘investimento. L’accelerazione della cooperazione economica e la conseguente crescita attraverso DCFTA stanno acquisendo importanza, soprattutto in relazione alla situazione tesa in Ucraina che sta provocando conseguenze negative per l’economia del paese.

Nel 2016 la Slovacchia assumerà la Presidenza dell‘UE. Il nostro paese sarà adeguatamente preparato e in grado di essere a capo del Consiglio dell‘UE? Come si svolgeranno i preparativi per un periodo così importante per la Slovacchia?

Per la Slovacchia si tratta storicamente della prima Presidenza Europea. La assumiamo con grande umiltà, ma allo stesso tempo la consideriamo un‘opportunità unica. Il Paese alla Presidenza svolge principalmente un ruolo di mediatore onesto. Il suo compito principale è quello di portare i 28 paesi che siedono in Consiglio a un comune accordo sulla legislazione europea, così come di rappresentare il Consiglio dell’Unione Europea nei negoziati con le altre istituzioni. Inoltre, la Presidenza offre l’occasione di presentare il paese, la popolazione, la cultura, ma anche la capacità innovativa, ai partner europei. Il governo slovacco si sta preparando, per questo incarico, dall’estate del 2012 imparando dalle preziose esperienze degli altri paesi, Italia compresa. La formazione delle risorse umane rappresenta oggi per noi una sfida particolare: si tratta di funzionari pubblici che condurranno i negoziati in seno al Consiglio per i singoli settori. Abbiamo bisogno di abili negoziatori dei quali potremmo avvalerci a Bruxelles anche dopo la Presidenza.

Eserciteremo la Presidenza insieme ai Paesi Bassi e a Malta, che presiederanno il Consiglio prima e dopo della Slovacchia. I paesi citati cercheranno di garantire la continuità di temi, opinioni e riforme discusse?

I Paesi Bassi e Malta sono i nostri partner chiave. Stiamo lavorando in trio per preparare un programma congiunto, informarci sui preparativi, scambiarci esperienze. L’ultimo incontro del trio si è tenuto nel settembre 2014 ad Amsterdam. Il nostro programma sarà, in parte, composto dalla normativa “ereditata” dalle presidenze precedenti. Già da ora è possibile affermare che le priorità condivise dal trio saranno la stabilità economica e la crescita sostenibile. Tuttavia, ogni membro del trio individua i propri temi specifici, le proprie priorità. La dinamica Presidenza italiana ne è un ottimo esempio.

Che cosa ottiene la Slovacchia esercitando la Presidenza dell‘UE per un semestre?

L’obiettivo della Presidenza è quello di guidare il Consiglio dell’UE. In questo modo, possiamo sviluppare l’agenda che più ci interessa, affrontare i nostri temi e presentarci. Per la Slovacchia, che ha una storia di successo, la Presidenza significa qualcosa di più: sarà un’occasione per consolidare le nostre posizioni nelle politiche europee, che crescono di importanza continuamente. Si crea, inoltre, uno spazio per approfondire il dibattito pubblico sull’UE, su come la vorremmo e su quale posizione la Slovacchia dovrebbe assumere. La Presidenza è quindi un impulso per una migliore comprensione dell’UE nell’amministrazione pubblica ed un’opportunità per un dibattito fondato. Solo con la realizzazione di tutto ciò possiamo efficacemente difendere le nostre posizioni a Bruxelles anche dopo il 2016. È necessario aggiungere che la Presidenza è un’opportunità da non perdere per la promozione a migliaia di visitatori esteri di Bratislava e dei suoi dintorni come una meta turistica attraente.

La Slovacchia, a capo della Presidenza dell’UE, vorrebbe risparmiare sui costi rispetto ai suoi predecessori. Secondo Lei, questa decisione non danneggerà la possibilità di presentare la cultura slovacca e l‘ambiente nei confronti degli altri paesi? In che modo la Slovacchia intende risparmiare risorse?

Tra due anni inizierà il periodo di Presidenza slovacca e non conosciamo ancora la spesa totale. Comunque, è già chiaro che i costi saranno limitati e nel contempo simili a quelli delle Presidenze precedenti. Non sottovalutiamo la cultura, anzi: collaboriamo intensamente con il Ministero della Cultura della Repubblica Slovacca alla preparazione del programma culturale. Ai cittadini europei vogliamo presentare il meglio delle nostre arti, della nostra cultura ed industria creativa.

Può dirci qual è il programma previsto dalla Presidenza slovacca?

Vogliamo preparare un programma ambizioso, ma realistico. A livello nazionale è in corso la preparazione dei vari Ministeri che eserciteranno la Presidenza, un dibattito presso il Convegno Nazionale sull’Unione Europea e la discussione con i partiti politici. A livello europeo lo stiamo preparando assieme ai Paesi Bassi e a Malta, basandoci sul programma legislativo della Commissione Europea per il prossimo periodo. Tuttavia, è ancora troppo presto per prevedere quale sarà il programma e le priorità della Presidenza slovacca. Comunque, per la scelta di queste ultime, abbiamo una soluzione sicura: si deve trattare di una specificità slovacca che possa apportare un valore aggiunto a tutta l’Europa, poi di settori di competenza esclusiva e concorrente dell’EU, e, infine, si deve trattare di un obiettivo specifico e raggiungibile.

Quest’anno è iniziata la cosiddetta fase preparatoria. I cittadini slovacchi, gli alunni e gli studenti avranno la possibilità di partecipare in qualche modo alla realizzazione dei preparativi per la Presidenza slovacca?

Il pubblico slovacco ha già la possibilità di partecipare ai preparativi per la Presidenza. Il Convegno Nazionale sull’Unione Europea offre uno spazio pubblico di discussione sulle priorità politiche. Prossimamente, vogliamo coinvolgere, attraverso alcuni finanziamenti, anche le organizzazioni non-governative e le università. Queste istituzioni ci aiutano a comunicare le priorità ad un pubblico più ampio e a ricevere un feeedback. Vogliamo prima di tutto puntare sui giovani. La nostra fonte di ispirazione è l’attuale Presidenza slovacca del gruppo di Visegrad, il cui logo è stato creato tramite un concorso studentesco. Inoltre, gli studenti dell‘Università di Cirillo e Metodio di Trnava gestiscono BrandingSlovenska.com, un portale dedicato alla costruzione del marchio del paese.

Ritiene che il periodo della Presidenza slovacca possa contribuire ad aumentare la consapevolezza e l’interesse del nostro paese per l’Unione Europea?

La scarsa partecipazione alle ultime elezioni europee è stata di lezione per noi. Il mio Ministero prende questo compito molto seriamente e farà di tutto per ravvivare il dibattito pubblico riguardo all’Unione Europea in Slovacchia. Tuttavia, non dipende solo da noi funzionari e politici. La Presidenza è una questione che riguarda tutta la popolazione. La sua riuscita dipenderà dall’utilizzo che ciascuno di noi ne farà, per il beneficio della Slovacchia e della sua popolazione.

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