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Recupero dei crediti insoluti – il punto di vista dell’Avvocato Pavol Biksadský

ottobre 15, 2014 by Italo 

PAVOL FOTO

Non conosco un imprenditore che trattando questo tema rimarrebbe indifferente. La situazione in cui, nel bilancio della società, risulta in modo sfacciato la partita “crediti insoluti” provoca e inquieta ciascun imprenditore o dirigente. Alcuni sopportano la situazione con  calma stoica, alcuni, compreso me, ritengono il mancato pagamento delle fatture una forma di furto. Una volta esaurita la pazienza, tuttavia, il creditore si rivolge finalmente ad un avvocato, al quale, ovviamente, richiede il servizio del recupero del credito più celere possibile. Ma dentro di sé, spesso, pensa che l’avvocato non se ne interessi per niente, addirittura tragga profitto dalla sua sfortuna … Questo è un errore, un grosso errore.

Cercherò allora di far luce sui retroscena del lavoro dell’avvocato, dedicato ai problemi del recupero giudiziale dei crediti.

No, non è solo una questione di alto onorario; noi preferiamo lavorare con i clienti su progetti “costruttivi”, quando negoziamo e redigiamo contratti, consigliamo il cliente nello sviluppo dei piani di business, trattiamo le questioni delle strutture societarie. Il recupero dei crediti è per l’avvocato un lavoro che, oltre alla dimensione professionale, riguarda anche quella personale; comprendiamo la frustrazione del cliente, anche noi emettiamo fatture ed attendiamo il loro pagamento. Perciò credetemi, noi facciamo tutto quello che possiamo per dare al cliente notizie positive. Purtroppo, spesso, queste notizie positive semplicemente non esistono, oppure è necessario aspettarle con pazienza. Per quali motivi?

1. Il sistema giudiziario

La necessità di attenersi alle procedure che la legge prevede ai fini dell’applicazione giudiziaria delle leggi è “un prezzo” che dobbiamo pagare per vivere in democrazia.

Il primo fatto piuttosto spiacevole che sorprende i clienti è la necessità di pagare il contributo unificato  (consistente nel 6% della somma vantata in giudizio). Sì, tale importo si deve pagare in anticipo e sì, sarà restituito solo nel caso di esito positivo della causa. Certo, il processo può durare uno, due, tre anni … Non importa, se la difesa del debitore è completamente insensata, il debitore ha semplicemente il diritto di presentare questa difesa che dovrà essere regolarmente trattata dal tribunale.

Un’altra richiesta molto frequente dei clienti, soprattutto quelli italiani, è il desiderio di ottenere immediatamente delle misure cautelative, sequestri, provvedimenti cautelativi (soprattutto per congelare i crediti del debitore nei confronti dei suoi clienti). La logica è del tutto chiara. Purtroppo ciascuno teme, spesso ragionevolmente, che la sentenza, purché definitiva in merito, non necessariamente garantisca un effettivo recupero della somma vantata. E’ proprio triste che i comportamenti illegittimi dei debitori stiano aumentando, come anche la loro creatività per evitare di pagare i debiti con la svalutazione del loro stato attivo patrimoniale. Purtroppo, il sistema giudiziario, molto spesso, non riesce a tenere il passo. Si stanno moltiplicando le situazioni di svuotamento delle società, con vari trasferimenti di patrimonio a soggetti correlati, e lo Stato è debole proprio nel punto in cui dovrebbe essere forte – nella persecuzione dei reati, bancarotte fraudolente delle società, vari tipi di “abbandoni” delle società indebitate (personalmente ho trattato il caso di un debitore che irrideva il creditore, addirittura per iscritto, dicendo che se avesse perso la causa, avrebbe trasferito il patrimonio della società debitrice; ciò è successo, il creditore ha vinto la causa, ma il debitore ha trasferito il patrimonio ad una persona correlata – caso da manuale giuridico – gli agenti investigatori della polizia si sono meravigliati, per fortuna solo in prima istanza, senza capire in che cosa consistesse il reato…).

Dall’altra parte è necessario ripetere costantemente ai clienti, giustamente arrabbiati, che non esiste una prerogativa automatica per l’emissione delle misure cautelative. Tale valutazione dipende da un giudizio quasi insindacabile del giudice assegnato. Di conseguenza, il ricorso per le misure cautelative è la prima occasione seria (ovviamente tranne il deposito del ricorso e la partecipazione all’udienza), dove si dimostrerà la vera esperienza e professionalità di un avvocato. Il recupero giudiziario di crediti non è più il mero discorso di redigere il ricorso e attendere con calma l’udienza. Si stanno coinvolgendo sempre di più nuovi elementi innovativi e creativi, in particolare la redazione dei ricorsi per nuovi tipi di misure cautelative, la ricerca del patrimonio del debitore, sui quali potrebbero farsi valere queste misure, il costante controllo se le persone correlate al debitore non abbiano costituito una nuova società, ecc. Non si raggiungerà sempre il successo, ma cerchiamo sempre di metterci il massimo impegno e nel gioco viene posta tutta la nostra conoscenza ed esperienza.

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2. Il carattere del giudice

A mio parere, in fin dei conti tutto dipende dal carattere del giudice concreto. Neanche la riforma più ideale della procedura civile può avere significato, se non sarà applicata da giudici ben istruiti, decorosi e con un adeguato livello di integrità morale. Per fortuna ce ne sono molti così, non è necessario incorrere nel pessimismo.

Dall’altra parte, ci sono anche casi diversi. Ne indico uno per tutti, dalla mia prassi: la base dei rapporti civili deve essere il cosiddetto “buon costume”. In altre parole il diritto naturale dovrebbe precedere, prevalere sul cosiddetto diritto “positivo”, cioè la legge scritta. Questi buoni costumi devono essere anche il criterio di interpretazione. Ora Vi chiedo di connettere questa premessa teorica con la frase del giudice: “dal punto di vista morale sono pienamente dalla parte vostra, ma la legge non mi permette di darvi ragione …”. E’ un’assurdità in principio.

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3. Prevenzione, prevenzione, prevenzione

Non sarà mai sufficiente ripeterlo: il miglior modo per evitare crediti insoluti è prevenirli già nel momento in cui nasce l’affare stesso. Purtroppo, spesso proprio in questo momento si  trascura il compito dell’avvocato e l’avvocato è solo l’ultima soluzione (quasi come quando andiamo da un dentista solo quando ci fa male un dente…). E’ estremamente opportuno, già nella fase della negoziazione di un affare commerciale, porre più attenzione alla forma ed al contenuto di quanto pattuito con i partner commerciali.

Il primo passo dovrebbe essere quello di verificare la forma giuridica del business partner. Se intraprendo affari commerciali con una società a responsabilità limitata con capitale sociale di 5.000,00 Euro senza richiedere un acconto cospicuo o altre garanzie, senza conoscere bene questo cliente, non mi dovrei meravigliare se il mio credito di 30.000,00 Euro rimanesse insoluto e non venisse mai pagato.

Il passo successivo è la creazione di un forte “fondamento contrattuale”. È un fenomeno frequente che si moltiplichino vari “consulenti commerciali” ovvero dei pseudo legali che lavorano con i contratti con il sistema download (in quanto Google trova tutto) o con il sistema copia ed  incolla. Ancora una volta vorrei richiamare un paragone dalla vita quotidiana: affrontare il rapporto commerciale senza un buon contratto o con un contratto preparato chissà come da chissà chi, è di fatto la stessa cosa di uomo che si operasse da solo all’appendice. Nell’ambito medico non ce lo permetteremmo mai. Nell’ambito giuridico, purtroppo, sì. E invece, spesso sono proprio dettagli minuziosi, formulazioni verbali, che hanno un ruolo cruciale  nella fase processuale; solo un avvocato esperto è in grado di anticipare questi dettagli. Se, ad esempio, nel contratto di compravendita non accordiamo una riserva del diritto di proprietà (nel senso che la proprietà passa al compratore solo al momento del pagamento del prezzo), non ci dobbiamo meravigliare se il debitore che non aveva pagato il prezzo della merce, l’ha già nel frattempo venduta, avendo già  speso anche la somma così incassata …
In conclusione solo un’affermazione: l’assistenza legale di un avvocato – professionista – già nella fase della nascita di un affare commerciale, è un presupposto essenziale affinché il problema dei crediti insoluti non venga in essere. Tuttavia, se nonostante ciò succedesse il contrario, bisogna appoggiarsi ad un vero professionista, portare ottimismo ragionevole e pazienza. E ancora, vorrei porre attenzione sull’importante riforma del processo civile preparata dal Ministero della Giustizia, che nel momento della pubblicazione di quest’articolo sarà in fase avanzata. Le soluzioni da essa contemplati dovrebbero considerevolmente contribuire all’ottimismo sopra menzionato.

Avv. Pavol Biksadský, CIMA Cert . BA

lo Studi legaleo Biksadský & Partners s.r.o. dal 2006 si dedica alle consulenze legali per imprenditori italiani in Slovacchia

studio legale

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