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Intervista a Peter Pellegrini, Ministro dell’Educazione

settembre 1, 2014 by Italo 

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Al momento della Sua nomina ministeriale ha dichiarato che immaginava diversamente il funzionamento del settore rispetto a come l’ha trovato. Quali ritiene possano essere le Sue prossime priorità?

Dopo il mio arrivo al Ministero dell’Istruzione, ho capito che, per prima cosa, sarebbe stato necessario iniziare ad operare dei cambiamenti riguardo al funzionamento del Ministero stesso. Mi riferisco all’organizzazione e alle modalità di gestione, anche delle numerose organizzazioni presenti nel settore. Il loro numero è eccessivamente elevato rispetto al reale utilizzo. Per tale motivo, i miei primi passi si sono indirizzati verso il cambiamento della struttura organizzativa dell’istituzione stessa e all’analisi della situazione di funzionamento delle varie organizzazioni nel settore. Le mie prime decisioni sono state dettate proprio dal mio precedente incarico al Ministero delle Finanze ove, secondo il mio parere, il sistema funzionava meglio: più flessibile e attivo. Attualmente, al Ministero abbiamo una nuova struttura organizzativa e sono stati eseguiti cambiamenti in alcune posizioni chiave. Credo che queste modifiche aiutino il Ministero a diventare più dinamico. Successivamente, ci aspetterà la revisione delle leggi chiave che disciplinano il settore scolastico, ovviamente anticipata da tutte le discussioni necessarie con i nostri partner attivi in ambito didattico.

L’aumento degli stipendi degli insegnanti è un tema politico molto delicato e sempre attuale. In che modo intende agire Lei?

Farò tutto il possibile per continuare ad aumentare gli stipendi e credo fermamente di riuscire a trovare un modo per poterlo fare anche nel 2015.  Nonostante il governo abbia già presentato una prima bozza di budget, questa non corrisponde alle esigenze del nostro settore. Prima che il governo lo approvi sarà necessario attendere fino al mese di ottobre e, nel frattempo, si potrà intraprendere una trattativa. Avendo lavorato al Ministero delle Finanze, mi rendo conto delle difficoltà esistenti per costituire un budget e di quanto sia difficile trattare per approvarlo. E’ molto importante dimostrare la nostra capacità di risparmiare “in casa propria” sulle spese inutili, relative alla gestione della struttura. I fondi così risparmiati possono poi essere utilizzati per affrontare le altre priorità – le scuole, il materiale didattico, gli insegnanti. Questo modo di agire offre un margine più ampio nelle trattative. Se risparmiamo direttamente sulle spese del Ministero, abbiamo diritto anche a chiedere di più. Con questo atteggiamento nei confronti dei fondi pubblici saremo in grado di aiutare altre scuole che si trovano in uno stato d’emergenza – perdite d’acqua, vetrate da cambiare. Non abbiamo ancora i fondi necessari per aumentare gli stipendi degli insegnanti ma presumo che, insieme al Ministero delle Finanze, troveremo il modo per farlo il prossimo anno. Oltre ai mezzi finanziari dovremo trovare il modo di pagare gli stipendi visto che, attualmente, è in vigore una legge sul freno all’indebitamento. Probabilmente, nel mese di dicembre vedremo se per gli insegnanti verrà applicata un’eccezione a tale legge costituzionale o se bisognerà presentare un’altra soluzione.

Tra i neolaureati e neodiplomati disoccupati troviamo una grande percentuale di studenti che hanno scelto l’indirizzo umanistico. L’ex Ministro Dušan Čaplovič ha dimostrato la volontà di aumentare il numero degli studenti nell’ambito delle specializzazioni tecniche. Anche Lei intraprenderà la stessa strada e quali strumenti applicherà?

Sì, il mercato del lavoro richiede maggiormente neolaureati e neodiplomati nel settore tecnico. Già durante quest’anno accademico gli studenti che hanno scelto di frequentare un indirizzo tecnico hanno diritto ad una borsa di studio di motivazione ad esempio nei settori di: informatica applicata, ingegneria biomedica, elettrotecnica, energetica, metallurgica, informatica, cibernetica e tecnologie chimiche. I finanziamenti per le Università contengono questo pacchetto finanziario per motivare e offrire la possibilità ai giovani di orientarsi verso alcuni studi meno intrapresi. Anche gli studenti di altre facoltà approvate (fisica, chimica, geografia, informatica e matematica) possono ottenere un compenso. Percepisco questa situazione come un problema sociale che riflette il funzionamento di tutta la nostra economia e finanza, perciò mi dedicherò intensamente a tutto ciò.

E’ da tanti anni che nella classifica QS World University Rankings, che confronta le 800 migliori università al mondo, non si trova nessuna Università Slovacca. Quale è il motivo ed in che modo lo stato potrebbe migliorare la qualità del settore universitario?

Ce ne sono molte di classifiche di rating al mondo. E’ necessario dire che alla realizzazione delle classifiche si fa il riferimento importante ai criteri in base a quali le università vengono valutate. Ad esempio, se alla classificazione dell’Università uno dei criteri importanti è  ricezione di un premio per il lavoro scientifico tipo il Premio Nobel o Medaglia di Fields (cioè Classifica Shanghai) allora parliamo dei criteri che per le Università Slovacche sono molto svantaggiati. Ma esistono le valutazioni di rating ove le Università Slovacche ottengono un buon risultato ad esempio: CWUR (Center for World University Rankings), ove l’Università Comenio si trova alla 732° posizione, URAP (University Ranking by Academic Performance), ove si trova alla 495° posizione. Anche nel caso della Classifica Shanghai ARWU (Academic Ranking of World Universities) l’Università slovacca di tecnologia di Bratislava ha raggiunto nel 2012  la 101° – 150° posizione nel settore di informatica. Per il Sistema universitario slovacco è decisiva la valutazione delle Università in funzione del loro accreditamento e la stima delle attività universitarie, scientifiche, creative e di ricerca. Quest’anno maggior parte delle nostre Università hanno acceduto questo processo. Aspettiamo i risultati.

Alcune persone in riferimento al miglioramento di qualità delle Università suggeriscono di adottare il sistema del pagamento parziale da parte degli studenti per la formazione universitaria. Quale è la Sua opinione su questo argomento?

Quest’argomento non è l’argomento del giorno. E tra l’altro il governo attuale nella sua dichiarazione del programma ha garantito un tipo di formazione universitaria gratuita per i frequentatori nelle Università pubbliche.

Tanti studenti eccellenti vanno a studiare all’estero. Esiste secondo Lei un modo per attirare l’attenzione di neolaureati delle prestigiose Università a ritornare a lavorare in Slovacchia?

Una delle missioni del governo e di tutta la società è di creare in Slovacchia le migliori condizioni per renderli interessanti anche per “i migliori cervelli”. Per il futuro di successo del nostro paese è necessario essere in grado di utilizzare potenziale umano dei nostri cittadini. Una delle possibilità è ad esempio la realizzazione delle strutture top di ricerca scientifica presso l’Academia Slovacca delle scienze e presso le Università che daranno la base alle condizioni per sviluppare la carriera dei nostri scienziati. Anche per quelli che si trovano attualmente all’estero. Abbiamo anche ripristinato il sistema di garanzia per il supporto degli studenti slovacchi presso le migliori Università di tutto il mondo che gli impegna dopo aver terminato gli studi diventare i dipendenti degli istituti/ organizzazioni statali.

Forse il problema più grande delle scuole superiori e delle Università avvertito anche dagli imprenditori è il distacco dalla prassi. Perchè secondo Lei la formazione scolastica e i programmi educativi offerti  non sono allineati con le esigenze di prassi?

Si, lo considero il problema che dobbiamo affrontare. Mi dispiace ancora di più perchè il sistema di formazione degli alluni nelle scuole superiori professionali con la partecipazione diretta dei datori di lavoro funzionava molto bene.  Attualmente stiamo ritornando a tale sistema affidandosi non solo alle nostre esperienze precedenti ma anche ispirandosi dagli paesi tipo Austria, Germania o Svizzera. In questo caso anche i genitori devono essere d’aiuto rendendosi conto che forse è meglio indirizzare i propri figli in formazione professionale  che vantarsi in giro che il mio figlio frequenta il liceo.  Potremmo cominciare a parlarne di più e divulgare la consapevolezza di esistenza delle diverse professioni interessanti spesso ben retribuite e della richiesta sul mercato di lavoro di queste professioni tenendo il conto dell’interesse e del talento del proprop figlio per garantirgli un buon futuro. L’istituto statale di formazione professionale sta elaborando un progetto facendo i test con gli alluni già della quinta elementare valutando non solo le loro conoscenze acquisite ma anche a cosa sono più portati o sul tecnico o sulle materie umanistiche. I testi preliminari si stanno applicando già in questo periodo.

Il Ministero non risponde solamente alla formazione scolastica ma anche alla scienza, alla ricerca e allo sport. Anche questi settori sentono mancanza delle fonti finanziarie. Ha l’idea in che modo aumentarli?

Una delle mie priorità è aumentare l’effettività  di utilizzo delle finanze assegnate al ministero. In questa linea mi occuperò anche del finanziamento nei settori menzionati. Ritengo importante di stabilire le priorità esplicite e le priorità basate sui fatti su quali concentreremo il nostro supporto.

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