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Architettura dell’uomo, architettura per l’uomo: progettare in modo sostenibile

marzo 13, 2012 by Italo 

by Gianluca Villa, Architetto

Negli anni ’70 nasce in Germania la “Bioedilizia”, in risposta alla crisi energetica che costrinse gran parte dell’Europa Occidentale a ricercare fonti alternative di energia. Il termine equivale anche a “bioarchitettura”, “architettura bioecologica”, “architettura sostenibile”,  e sta ad indicare un approccio culturale legato alla minimizzazione dell’impatto delle costruzioni sia sulla salute dell’uomo che sull’ambiente. Con il passare del tempo la bioedilizia si è sviluppata notevolmente introducendo i principi ecologici ed il concetto di sviluppo sostenibile.

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La bioarchitettura contrasta l’inquinamento atmosferico e l’eccessivo consumo di energia e risorse naturali (per nulla illimitate) per consegnare alle generazioni future un ambiente più sano e naturale impiegando materiali naturali, ecocompatibili e non inquinanti. Dalla stretta relazione tra bioarchitettura ed ecosostenibilità, emergono i principi per una corretta e moderna progettazione architettonica.

L’Architettura Bioecologica costituisce oggi una risposta allo stato di progressivo degrado e distruzione dell’ambiente che ci ospita: essa non è un settore, non è una parte specialistica dell’Architettura; in realtà il suffisso “bio” si riferisce, in modo molto ampio, alla auspicata presenza di “vita” in un’architettura, ormai ritenuta per diversi aspetti e da più punti di vista, morente. Quindi un’architettura fatta per la vita, un’architettura in grado di creare “case” e quindi “città” intese come organismi viventi. Il termine “ecologico” rappresenta il desiderio e la volontà che l’architettura possa creare luoghi, microcosmi virtuosi che sappiano rapportarsi in modo equilibrato e sinergico con l’ambiente in cui si inseriscono e che inevitabilmente trasformano.

Pensiamo l’architettura bioecologica come una profonda rilettura, una sorta di rifondazione dell’Architettura stessa che prende origine da un vasto campo di ricerche fortemente interdisciplinari e interconnesse. Questo termine è quindi giustificato dalla necessità di rendere riconoscibile un percorso di ricerca tecnica e culturale ancora acerbo, ma in via di rapido attecchimento; un modus operandi rappresentativo della complessità delle interazioni messe in gioco quando si pensa ad una architettura fatta per la vita.

Si potrebbe allora parlare di architettura olistica, di sistema operativo multidisciplinare e interdisciplinare, o più concretamente e più efficacemente di architettura naturale e finalmente, ancora di Architettura.

Se ci si ferma a riflettere, chi si occupa di architettura non può che trovare la causa dell’attuale crisi del settore delle costruzioni nel fatto che ormai siano rari gli esempi di ricerca culturale, professionale, tecnologica, progettuale volti al rispetto dell’uomo, alla sua salute psicofisica e a una trasformazione dell’ambiente che favorisca il riprodursi della vita e operi per l’equilibrio dei rapporti sociali. L’Architettura è ormai solo disciplina autorappresentativa nel migliore dei casi, rappresentativa della sua subalternità al mercato e celebrativa del potere in quelli peggiori.

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È decisivo quindi riportare al centro delle riflessioni il rapporto tra l’Architettura stessa e la vita, pensata come teatro di relazioni intricate e complesse, ma riconducibili a semplici principi base ed in questo senso adottata come chiave di lettura di un’attività umana, ossia quella di pensare la trasformazione del territorio per la costruzione dei luoghi dell’abitare, connaturata all’esistenza dell’uomo, per questo “naturale”.

Inoltre per creare il giusto equilibrio nell’habitat domestico è necessario indirizzare la scelta verso prodotti ecologicamente corretti, privi di solventi o additivi chimici. In gran parte dell’Europa l’attenzione verso i temi del costruire e dell’abitare sano e in armonia con l’ambiente sta facendo riscoprire l’architettura in legno; un rilancio che è significativo soprattutto nel campo del sociale e del residenziale, dalle case unifamiliari agli edifici multipiano, dove si registra una tendenza decisamente in crescita e un rapido rinnovamento della tecnologia del legno.

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