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Perché il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria fa tremare il governo slovacco

ottobre 6, 2011 by Italo 

L’aumento delle garanzie finanziarie nel fondo di stabilità europeo da 440 a 779 miliardi di Euro che il governo slovacco ha appena approvato, sta creando diversi malumori e discussioni in Parlamento.

Per la Slovacchia, aumentare le garanzie nel FESF significa contribuire con 7,72 miliardi di Euro, poco meno cioè della metà del budget nazionale. E’ chiaro quindi che l’approvazione di questo aumento non sia per niente sicura, specie per il fatto che esiste un precedente non troppo lontano nel tempo, quando la Slovacchia rifiutò di contribuire agli aiuti per la Grecia, optando per una posizione opposta a quella dei grandi paesi UE.

Contrari

Bratislavsky kraj

Contro l’approvazione si è schierato il partito liberale SaS secondo cui aderire al fondo FESF sarebbe uno spreco di risorse. Rincara la dose Juraj Miškov, membro del partito e Ministro dell’Economia, che ha dichiarato: “Siamo fermamente convinti della nostra posizione: non c’è neanche una minima possibilità di arretramento.

Richard Sulík, presidente di SaS e Presidente del Parlamento, spiega i tre principali motivi con i quali sta cercando di convincere i colleghi in camera. In primis, indebiteremmo notevolmente la Slovacchia. Nel caso in cui i paesi forti dell’UE (ormai più volte ipotizzato), decidano di dare vita ad una nuova unione monetaria, chiamiamola “Euro del nord”, e considerando anche il fatto che la Slovacchia deve rimanere legata alla Germania, l’unica variabile importante per valutare l’idoneità del paese ad adottare il nuovo sistema sarà la situazione finanziaria del paese.[…] Vi posso garantire che se ora noi emettessimo impegni irrevocabili ed incondizionabili in valore di X miliardi di euro, il rating della Slovacchia peggiorerebbe e non migliorerebbe di certo. Ergo: ci stiamo allontanando da soli dalle opportunità del futuro. Questo è il primo motivo.

Il secondo motivo è l’ammontare del capitale. Sommando tutto stiamo parlando di cifre multiple rispetto al budget nazionale. Questo è ciò che stiamo per firmare: stiamo per rilasciare questi soldi rinunciando al contempo a decidere come utilizzarli. Andiamo a consegnare la competenza su questa decisione, che di Costituzione spetta al Parlamento nazionale, ad un ente, un qualche consiglio di Governatori, che non è stato mai eletto da nessuno e che, senza il mandato degli elettori, deciderà che se ne fa di questo capitale. Ho addirittura dubbi sulla Costituzionalità. E non sono solo io, anche in Germania sono state sollevate accuse ufficiali.

Il terzo motivo, e quello più importante: il ragionamento in sé. Agire con il FESF è come spegnere un incendio con il ventilatore. Non risolve i problemi. Se il problema è che i paesi sono eccessivamente indebitati, non possiamo risolvere il problema con ulteriori debiti. Il FESF significa altri debiti”.

.. e favorevoli

Al contrario il ministro delle finanze, Ivan Mikloš (SDKÚ DS – il partito del Primo Ministro Radičová) è convinto che la Slovacchia debba aderire al progetto FESF. Non riesce però a garantire il supporto del parlamento e confessa che nella coalizione manca un’intesa. Che non esiste neanche su altri temi chiave.

L’approvazione della partecipazione della Slovacchia al FESF potrebbe quindi potenzialmente innescare un terremoto politico, che mandi in opposizione il governo di Radičová. Questa preoccupazione viene confermata anche da Anton Marcicin, deputato del partito di governo KDH (Democrazia cristiana): “E’ ovvio che le possibilità rimangono aperte, non sappiamo cosa succederà domani. I problemi importanti sui quali non esiste un’intesa e che attendono la colazione sono tre. Il primo è la questione FESF, strategica sia dal punto di vista delle relazioni internazionali che da quello del funzionamento dell’economia. Il secondo riguarda il budget dello stato per i prossimi anni; il Ministero delle Finanze, infatti, già parla di entrate così basse da non poter finanziare il funzionamento base dello stato. Il terzo problema è la riforma fiscale.”

Ed è proprio quest’ultimo problema quello che interessa di più il partito liberale SaS, per il quale questa riforma rappresenta uno dei pilastri del proprio programma di governo. L’unica cosa, per ora, sulla quale esiste il consenso all’interno della colazione, è che serve più tempo per la discussione.

Scenari

Il parlamento dovrebbe prendere una decisione sul FSEF entro 16 ottobre, portando la Slovacchia ad essere così uno degli ultimi paesi aderenti della Zona Euro. Non rimane molto tempo, e se il Fondo di stabilità non viene bloccato da un altro paese, l’SDKU di Mikuláš Dzurinda insieme al KDH ed al MOST-HID, non avranno altra possibilità che cercare un accordo con lo SMER di Robert Fico, che ha a questo punto ha tutti gli assi in mano.

Il presidente dello SMER ha dichiarato infatti che non supporterà i giochi della SaS “che pensa di poter trarre profitto dalle posizioni contrarie”. Róbert Fico è da tempo favorevole, ma la situazione attuale gli permette di aspettare prima di assumere qualsiasi decisione, visto che i parlamentari del suo stesso partito non lo supporteranno se non ci sarà un’intesa di coalizione. Nella situazione attuale questo significa cioè assumere una posizione uguale a quella di SaS.

Foto: flickr| Bratislavsky kraj

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