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Renzo Piano a Vieni via con me: italiani all’estero per esprimere l’approccio al “fare”

gennaio 28, 2011 by Italo 

Sulle reti televisive italiane ha avuto spazio un contributo molto particolare sul significato del “fare” e sul tema dell’italianità  all’estero: a offrirlo è stato l’architetto Renzo Piano, con un intervento durante la terza puntata di Vieni Via con me, programma ideato e condotto in collaborazione da Fabio Fazio e lo scrittore Roberto Saviano.

Durante la trasmissione, ogni intervista con gli ospiti è sempre stata conclusa con una domanda molto precisa sull’Italia di oggi: “andare via o restare?” Il parere di Renzo Piano è autorevole poiché la sua figura professionale ha sempre avuto una portata internazionale, a partire dalla sua formazione, completata tra Stati Uniti e Inghilterra, fino ai suoi progetti in Germania, Francia, Australia.

L’Italia soffre di un tasso di disoccupazione all’8,7%: il dato, registrato a novembre dall’Istat, è il più alto dall’inizio delle serie storica iniziata nel 2004. Ancora più sintomatico delle condizioni dell’economia italiana è il tasso di disoccupazione giovanile che, nello stesso mese, ha toccato una vetta record a 28,9%, con un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 2,4 punti percentuali nel confronto con novembre 2009. Oltre 1 giovane su 4 è senza lavoro.

Come devono reagire i giovani imprenditori, divisi tra la necessità di trovare spazi per “fare”, per mettersi in gioco, per esprimere i propri talenti in un ambiente con più possibilità di quello italiano, e il desiderio di farlo nel proprio paese? Secondo Renzo Piano i giovani devono partire. Ma devono farlo con l’obiettivo di ritornare. “Devono andare via per curiosità, non per diperazione. Partire per capire com’è il resto del mondo e anche per un altro motivo, ancora più importante: per capire se stessì.”

L’architetto ha inoltre aggiunto una considerazione sulla qualità che rendono unici gli imprenditori italiani nel loro approcio al “fare”, anche nel constesto di un paese straniero. “Noi italiani siamo come dei nani sulle spalle di un gigante. Il gigante è la cultura: una cultura antica che ci ha regalato una straordinaria, invisibile capacità di cogliere la complessità delle cose, articolare i ragionamenti, tessere arte e scienza insieme; questo è un capitale enorme. Per questa italianità” ha concluso Renzo Piano “c’è sempre un posto a tavola, in ogni parte del mondo.”

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