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Bratislava e il boom edilizio (2/2): le previsioni per il 2011

gennaio 31, 2011 by Italo 

Giulio Severini, architetto italiano che lavora in Slovacchia da anni, risponde al reportage di Internazionale. L’amministratore di Studio Medea s.r.o. conferma lo stallo del settore negli ultimi due anni, ma avverte: la ripresa arriverà già nel 2011.

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Non buttiamo via il bambino con l´acqua sporca.

Condividiamo le problematiche sollevate dall’arch. Stefan Slachta sullo sviluppo caotico, speculativo e poco ragionato di Bratislava. A me, Architetto italiano, basta guardare gli indici di cubatura permessi  in alcune zone per inorridire.

Tutto questo, concordo, va fermato, cambiato. Non è più possibile costruire senza prevedere servizi, strade ecc. Ma se parliamo di necessità abitative credo si sia ancora lontani dall´aver soddisfatto una domanda che ricerche di mercato effettuate da TNS ( una delle più quotate società di ricerche di mercato operanti in SK), per conto di ISI group s.r.o., davano a fine 2008, su Bratislava, una necessità di 150.000 abitazioni.

Ricordo inoltre che quanto è stato fatto a Bratislava in questi ultimi anni ha del miracoloso. Io non dimentico la Bratislava alla caduta del muro. Sicuramente si poteva fare meglio. Ma bisogna riconoscere che si è fatto tanto.

Parlando poi di prospettive per il 2011, pur non vedendo tutto rosa crediamo che :

Economia:

la spinta, che il trend positivo della Germania ci ritrasmette, durante il 2011 dovrebbe, a fronte di una crescita del PIL Slovacco di circa il 4%, significare:

  • •    Una crescita dell’esportazione, del commercio, dei servizi ecc.
  • •    Uno stabilizzarsi, seconda metà del 2011, del mercato del lavoro.

Investimenti :

Anche il nostro “sole 24 ore” segnalando una ripresa dei mercati dell’Est indica, insieme ad altri, la Slovacchia come uno dei paesi con le migliori prospettive. Infatti un PIL al 4% rilancia l´economia, ridà fiducia agli investitori, che noi, operatori locali, vediamo riapparire, timidamente forse, ma dopo un assenza di due anni riapparire. Rinascono così ipotesi di espansione, di decentramento  produttivo, di investimenti immobiliari a breve (edifici a reddito),  o a lungo termine in progetti di sviluppo ( 3/5 anni). Si ricomincia a “progettare”.
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Uffici :

Per ragioni evidenti, in tale settore, una ripresa dell’economia e quindi del commercio significa, in presenza di un offerta ancora alta e di prezzi di affitto ragionevolmente bassi, una ripresa dei progetti di espansione a due tre anni. Il mercato in questo periodo riassorbirà il 1.300.000 m2 segnalati come sfitti.

Retail:

per due anni il settore è stato praticamente fermo. I nostri dati sugli appartamenti sfitti sono superiori a quelli del’arch. Stefan Slachta.

Le banche, che hanno finanziato almeno l´80% di ogni abitazione sfitta, hanno riaperto il credito. Questa apertura, il PIL al 4% e la stabilizzazione della disoccupazione porteranno a riempire quegli alloggi. La domanda infatti c´è, oggi ancora timorosa ma crescerà con la diminuzione dell’incertezza.

Evidentemente i nuovi progetti verranno valutati volta per volta e saranno finanziati con richieste di equity più prudenti. Quindi anche in questo caso coloro che valutano possibilità d’investimento saranno portati, salvo eccezioni, a ragionare a due, tre anni.

Aree industriali:

per quanto riguarda le aree industriali il discorso non cambia, una ripresa dell’economia e degli scambi tenderanno nel 2011 a riempire gli spazi ancora liberi e si assisterà nella seconda metà dell´anno ad una ripresa dei progetti sospesi.

Per Studio Medea s.r.o.
Arch. Giulio Severini

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