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I protagonisti e le criticità delle start-up slovacche

dicembre 15, 2010 by Italo 

In un’ecosistema innovativo c’è sempre più bisogno di una rete che colleghi startup e spin-off, investitori, imprese, istituzioni, centri di ricerca, università, acceleratori d’impresa, incubatori, parchi scientifici e tecnologici.

Il mese scorso abbiamo partecipato al 3° incontro informale delle startup slovacche. Un barcamp che ha visto una quarantina di partecipanti e molte idee di business interessanti: da sistemi per il risparmio energetico, incubatori di idee, sistemi di tech transfer, evangelisti di cloudcomputnig, sviluppatori di database fino ad una azienda edile.

Nelle parole di Rado Grezo, uno dei organizzatori e creativo della Saatchii Slovacchia, il primo Startup Camp “è nato come una sfida. Ci siamo chiesti se in Slovacchia esistono idee di business innovative. Per trovare la risposta abbiamo organizzato uno startup camp a Bratislava“.

Oltre a rappresentare una prova del potenziale innovativo in Slovacchia, questi incontri sono un’occasione per mettere insieme esperienza e risorse del business tradizionale con le idee innovative e le persone capaci di farle diventare realtà (l’importanza del team).

Il CEO del fondo di investimento FHGB group ci spiega perché e venuto: “So esattamente cosa o, meglio, chi sono venuto cercare. Più che un progetto ho bisogno di persone capaci di ragionare fuori dagli schemi del business tradizionale e capaci di agire. Ho visto su facebook che hanno confermato la partecipazione per stasera due persone che volevo incontrare, allora sono venuto.”

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Chi sono i protagonisti del’ecosistema innovativo slovacco?

Dušan Zeleník e uno dei 5 studenti che hanno ideato un sistema per il risparmio energetico che ha vinto il 2° posto nella competizione mondiale Imagine Cup (organizzato da Microsoft). “Il riconoscimento ci ha aperto le porte a nuove opportunità. Ci hanno notato i signori di Neulogy, che hanno trovato la società Monogram interessata a investire nel nostro progetto. Adesso stiamo creando la società e cerchiamo un nostro posto sul mercato“.

Michal Truban è CEO di una delle maggiori società di hosting in Slovacchia: websupport.sk. “Abbiamo lanciato il progetto freeweb.sk, dove a parte del servizio hosting gratis per i progetti interessanti e no profit, offriamo anche consulenza gratis per le startup slovacche. Raccogliamo le applicazioni dalle quali scegliamo i progetti che ci sembrano avere potenziale. Poi li invitiamo da noi e cerchiamo capire come possiamo aiutarli”.

Quali i fattori critici?

Dalla esperienza di Michal Truban “nella maggior parte dei casi le startup slovacche hanno bisogno di sviluppare la parte del marketing, impostare il business model, creare il design per i loro prodotti o essere aiutate con gli aspetti amministrativi e legali del business. Il grosso problema che abbiamo in Slovacchia e la barriera linguistica. Pochi progetti sono orientati verso il mercato globale. Esistono pochissimi contatti con un network internazionale di startup e investitori. In generale direi che molti sanno creare un progetto interessante, ma pochi sanno come venderlo”.

“Innovazione per me è il frutto del lavoro di una mente innovativa. Per diventare realtà il progetto innovativo ha bisogno di un investimento. E l’unico modo come far maturare un progetto innovativo e farlo conoscere agli utenti finali”, racconta Dusan Zelenik e fa il paragone con gli Stati uniti. “Negli USA, nonostante il numero di startup sia molto alto, la percentuale delle startup di successo e maggiore dell’Europa. Il momento critico e anche più importante e il modo di presentare il progetto agli investitori. In America il processo avviene nelle ‘fabbriche delle startup’. Il fattore decisivo e pero il fatto che le startup sono costantemente in contatto con gli investitori. Essi vengono in queste ‘fabbriche’ e trovano i progetti interessanti in un solo posto. In Slovacchia non funziona cosi. Il fattore critico e proprio il momento di presentazione dell’idea agli investitori”.

E quale ruolo per una Camera di Commercio bilaterale?

La risposta dei partecipanti del terzo startup camp a questa nostra domanda e chiara: “Venite a condividere le vostre esperienze. Ci servono i punti di vista diversi e contatti internazionali per condividere le idee nostre. L’apertura della CCIS verso incontri come questo aiuta a far conoscere le idee innovative in Slovacchia e quelle italiane. Secondo Michal Truban “è il momento di pensare ai progetti concreti da parte delle istituzioni come la vostra orientate verso le startup slovacche in Italia e viceversa”.

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