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Social network e imprenditori italiani: chi li usa e quanto?

novembre 15, 2010 by Italo 

In questo post vogliamo approfondire l’utilizzo dei social network nelle aziende italiane, soprattutto da parte dei loro manager.

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È, infatti, recente la pubblicazione dello studio condotto da Hsm, azienda leader nell’executive education, su un campione di 680 manager selezionati tra i quasi 2.000 partecipanti alla settima edizione del World Business Forum, evento rivolto alla business community del nostro Paese, tenutasi a Milano il 27 e 28.

Svariati sono i motivi che spingono i manager a creare un profilo professionale on line.

I principali sono sicuramente la volontà di creare relazioni di business (39%) e di tenersi informati su competitor, clienti, partner e altri manager (18%).

I network privilegiati sono Linkedin (76%), seguito a poca distanza da Facebook (70%) mentre Twitter si ferma al 21% delle preferenze e Youtube al 18%.

È interessante notare che la stessa fotografia scattata sulle aziende cambia in colori e prospettive.

Le aziende, infatti, sembrano non avere ancora adottato l’abitudine di utilizzare i social network come strumenti di comunicazione e di relazione con i propri stakeholders.

Solo il 33% degli intervistati conferma la presenza della propria azienda sui social network, e di questi il 71% indica Facebook come canale preferito.

Twitter se per gli imprenditori è un canale marginale, è, invece, molto utilizzato dalle aziende (64%), seguito da Youtube e Linkedin (entrambi al 50%).

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Obiettivo delle aziende sui social network è quello di informare i consumatori (28%), mentre solo l’11% si pone come obiettivo quello di ascoltare i consumatori. D’altra parte il 47% delle aziende presenti sui social network lo è a partire solo dal 2009.

Nelle aziende sembrano mancare figure adatte a gestire i social network: il 48% degli intervistati ammette che nella sua azienda non ci sono competenze specifiche e il 37% indica il dipartimento comunicazione come area che si occupa dei social network.

Eppure, come dice Gary Hamel, l’unico modo, per le aziende, per avere successo in un contesto di forte competizione è quello di essere innovative.

Il mondo del business sta cambiando, Internet ha allargato i confini, i clienti sono sempre più partecipativi e le aziende sono obbligate a stare al passo con queste trasformazioni.

Internet ha democratizzato l‘accesso all’informazione e alla conoscenza e questo consente alle aziende di tutte le dimensioni di essere aggiornate sulle situazioni e sulle competenze necessarie per portare avanti il proprio business.

Se un dirigente degli anni Sessanta fosse catapultato dalla Macchina del Tempo nei corridoi di una delle nostre aziende vagherebbe spaesato tra nuove tecnologie, prodotti, sistemi, modelli di comunicazione, fino a quando qualcuno gli illustrasse gli stili di management in uso. Gli stessi che conosceva lui. Uguali. Immutati.

Il futuro del management” evidenzia ciò che tutti sanno ma che nessuno ammette: il modo con cui si gestiscono le aziende è sorpassato, e il management deve svecchiarsi e cambiare per non fallire le sfide del nuovo secolo. L’autentica innovazione non è quella di prodotto, processo o strategia. Il vantaggio competitivo che dura più a lungo è quello che deriva dall”innovazione nel modo di gestire le aziende”.

(Gary Hamel, Il futuro del management)

Questa la fonte: pragmatiko.it

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