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Marchionne e la competitività perchè “senza utili si chiude”

ottobre 29, 2010 by Italo 

E’ ancora forte l’eco provocato dall’intervista di Sergio Marchionne rilasciata la scorsa domenica sera a “Che tempo che fa“, la trasmissione televisiva di Raitre condotta da Fabio Fazio.

Non è la prima volta che in questo blog parliamo dell’Amministratore Delegato del Gruppo Fiat e di Chrysler: banalmente abbiamo in comune il fatto di essere italici, come direbbe Bassetti.

Crescere o vivere all’estero, infatti, permette di avere una visione più allargata e scevra da condizionamenti, meno ancorata a usi, spesso malcostumi, del belpaese. Anche per questo ci sembra utile parlare di alcuni passi dell’intervista che mettono in luce il punto di vista di imprenditoriale. Che è un pò il nostro.

Perchè il punto nodale dell’intervista è la parola chiave competitivà: è stata ripetuta varie volte, perchè è sui numeri che si gioca il futuro di impresa.

Sembra banale ripeterlo, ma viste le reazioni, non è così.

Tutto nasce perchè, di fronte al fatto che dei due miliardi di utile dichiarati dalla fabbrica automobilistica, nessuno viene dall’Italia, le cui fabbriche producono tutte in perdita,  Fazio chiede:

Lei sta dicendo che volendo FIAT potrebbe fare a meno dell’Italia?”.

Marchionne risponde: “Io le sto dicendo che se dovessi togliere la parte italiana dai risultati, la FIAT farebbe di più. Avrebbe fatto di più l’anno scorso, lo sta facendo adesso… quindi, uno non può gestire delle operazioni in perdita per sempre”.

Di fronte a queste parole si son scatenati molti commenti, di politici e non, ma, per quanto ci riguarda il problema è  “…(in) Polonia, dove i nostri 6.100 dipendenti producono oggi le stesse auto che si producono in tutti gli stabilimenti italiani“. (Da qui)

Tutto nasce  da un “osservatorio privilegiato” come lo definisce Fabiano Schivardi, perchè Marchionne può confrontare “la competitività del nostro sistema con quella degli altri paesi che conosce direttamente per lavoro”. Per noi, Camera di Commercio Italiana all’estero, queste parole suonano familiari.

Di fronte ai numeri c’è da poco su cui poter ragionare e il punto di vista imprenditoriale viene raccolto bene in questa frase senza retorica “Senza utili si muore“:  è l’economista Oscar Giannino a centrare il punto, attorno al quale analizza cosa sta cambiando nel rapporto tra FIAT e Italia.

Questa l’intervista che vi consigliamo di vedere.

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