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15 dati per la tua comunicazione B2B

agosto 30, 2010 by Italo 

Di questi tempi, ogni azienda comincia a disegnare il proprio budget per l’anno prossimo: ma quali sono i tool a disposizione per quanto riguarda la comunicazione on line?

Di fronte ai cambiamenti in atto, sopratutto in ambito economico, gli investimenti in comunicazione non sembrano arrestarsi, anzi. Come evidenzia Gene Leganza su forrester “è divertente guardare emergenti tecnologie e immaginare che impatto potrebbero avere tra qualche anno”, mentre “è un po ‘più pragmatico di concentrarsi sulle tendenze della tecnologia”.

Ma per le aziende che certamente non si accontentano di osservare ma che devono investire e programmare, quali sono le direzioni da prendere?

Per cominciare la riflessione, partiamo dall’ambito B2B, visto che molte delle aziende associate alla Camera di Commercio Italo Slovacca, operano in questo settore.

Umberto Milletti indica che “la vendita è una rivoluzione sociale, e come tutte le rivoluzioni, il passaggio da pratiche tradizionali di applicazione moderna è cucita con insegnamenti e processi innovativi per conquistare compiti banali. La rivoluzione del processo di vendita B2B attraverso la vendita di sociale non fa eccezione”. C’è da passare dal marketing di massa ad una messaggistica personalizzata, dal “ready to buy” ad una conversazione continua per arrivare ad avere una collaborative communities.

Passando ad alcuni numeri, ecco alcune tendenze pubblicate da Jeff Bullas, con video annesso, da considerare per capire il panorama del B2B Marketing sui Social Media, tema su cui abbiamo già riflettuto e su cui c’è un notevole e crescente interesse.

1. L’ 81% delle aziende B2B contano su una presenza sui social media, rispetto al 67% del B2C.

2. Il 75% delle marche B2B partecipa a Twitter contro il 49% del B2C.

3. Il 54% dei Chief Information Officers vietano l’uso di siti di social networking come Facebook, YouTube e Twitter sul luogo di lavoro.

4. Il 93% di tutti gli acquirenti business credono che tutte le società dovrebbero essere su piattaforme di comunicazione sociale.

5. L’ 85% di tali acquirenti devono utilizzare i social media per coinvolgere e interagire con loro.

6. 9 su 10 acquirenti dichiarano che quando sono pronti a comprare, essi verranno a cercare per voi.

7. Otto dei dieci responsabili IT pensano che il passaparola è la fonte più importante quando effettuano decisioni d’acquisto.

8. Il 37% degli acquirenti B2B pone domande su siti di social media cercando suggerimenti.

9. Il 93% degli acquirenti B2B utilizzano un motore di ricerca come Google per iniziare il processo di acquisto.

10. Il 74% dei dirigenti di livello C dichiarano che Internet è una preziosa fonte di informazioni.

11. Sei su dieci dirigenti C-Suite conducono più di sei ricerche online al giorno.

12. I gestori in Information Technology sono i primi classificati utenti del Web per raccogliere informazioni.

13. Il 49% dei marketer B2B non misurano il ritorno sugli investimenti.

14. Il 90% dei risultati di marketing non sono utilizzati dalle vendite.

15. Le vendite generano il 53% autonomamente mentre il reparto marketing fornisce solo il 24%.

Ovviemente si tratta di percentuali riferite al contesto Usa, ma se dobbiamo vedere la tendenze in atto, si tratta di numeri senz’altro interessanti.

Per quanto ci riguarda, confermiamo, visti i risultati ottenuti, le tendenze evidenziate da questi numeri: le conversazioni  e la tipologia di contatti nati dalla nostra presenza sui social media, indicano che siamo riconosciuti come fonte d’informazione da opinion leader e da chi è alla ricerca di informazioni del nostro settore di competenza visto che quotidianamente affrontiamo il tema dell’internazionalizzazione, parliamo di reti d’imprese, di competitività e innovazione dando parola ai protagonisti.

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