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Il mondo degli Italici: in “Vivo altrove” la vera storia della neo-emigrazione dall’Italia

maggio 12, 2010 by Italo 

Lunedì 10 maggio è uscito in Italia “Vivo altrove” di Claudia Cucchiarato, un libro che apre una serie di domande sulla cosiddetta fuga degli emigranti italiani di oggi.

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Oltre al libro c’è il blog, vivoaltrove.it, in cui le storie dei giovani italiani emigrati all’estero diventano uno storytelling collettivo che mette in luce un’identità liquida e in movimento che Bassetti definirebbe italica.

Ecco che il blog diventa “un luogo virtuale in cui uscire dall’invisibilità e discutere, proporre o anche solo far sentire la nostra voce” come dice la stessa autrice, che da brava emigrante italiana vive a Barcellona.

Il fenomeno della fuga colpisce molti giovani italiani. Da qui l’idea di raccoglierne le storie per aprire una finestra che svela una storia che sfugge ai numeri delle statistiche ufficiali. Sempre dalle parole dell’autrice, scopriamo che L’Anagrafe degli Italiani all’Estero non riuscirà mai ad avere un censimento completo di questa generazione di «neomigranti»: tendiamo a non registrarci in nessun Consolato, ci spostiamo continuamente. E se non esistono i dati, noi non esistiamo, siamo «nessuno».”

E’ un quadro alquanto inquietante che dovrebbe far riflettere: attorno al 2000 si è attenuato il flusso emigratorio dall’Italia, caratterizzato attualmente dall’altro tasso, almeno un quarto, di professionisti spesso laureati, la cosiddetta “fuga dei cervelli“.

Sul blog trova posto anche la scrittrice romana, Igiaba Scego che sottolinea questo aspetto:

“Io ho un dottorato di ricerca e conosco tante persone piene di idee. Il sistema Italia non permette loro di fare ricerca. Molti dei miei amici hanno scelto la strada dell’emigrazione, altri hanno abbandonato il sogno e ora fanno i commessi, i camerieri o perdono il loro talento in un call center. L’Italia ha pagato per formare quelle persone e arrivati al momento della raccolta disperde questo patrimonio immenso.”

E l’estero è visto come porta per il riconoscimento.

Ma se i giovani sono il futuro, l’Italia come può cambiare rotta? Oppure esiste una linea di mezzo? Come cambiare punto di vista e dare forma alla comunità dei giovani Italiani all’estero vero patrimonio d’italicità?

Sono tante le iniziative degli italiani che seguono questa scia: prima tra tutte, senza dimenticare che siamo un Camera di Commercio, sono le tante imprese italiane all’estero, veri hub italici.

Nel migliore dei casi, le imprese aiutano a diffondere la propria cultura, spesso tramite azioni di responsabilità sociale, vedi i numerosi festival sulla cultura italiana, che fanno la strada ad un’emigrazione più comprensibile.

Poi c’è il lato economico: espatriare per costruire con le proprie imprese strade, gallerie, ponti, porti, ferrovie e conoscenza per alimentare l’economia dell’Italia dall‘estero.

La stessa Claudia Cucchiarato vive all’estero ma scrive per l’Italia.

Tornando alle imprese: solo nel settore costruzione il fatturato nel 2007 all’estero è quasi quanto in Italia: secondo dati del rapporto italiani ne lmondo si parla di 5,5 miliardi di euro rispetto agli “autoctoni” 6,3.

E‘ perciò imperativo sviluppare il potenziale che l’Italia ha all’estero: e questo nuovo progetto, il libro e il blog, aiuta sicuramente a creare una community ben connessa e sviluppata.

Magari, grazie al libro di Claudia, potremmo lanciare un focus sulla moltitudine di blog e prodotti editoriali  dedicati e pensati dalla comunità italica del mondo.

Citando ancora Bassetti, senza dimenticare di essere un blog che vive in rete e grazie ad una rete d’imprese:

In un mondo sempre più interconnesso, sono nate nuove mobilità e nuovi popoli glocali, che percepiscono nella rete, più che nei confini nazionali, lo spazio ideale per condividere linguaggi, modi di vivere e valori comuni.. Un’entità che sarà capace di comunicare e proporre delle forme alternative di emigrazione ed aiutare a sviluppare le attività che arricchiscono sia il contesto dove sono emigrate, sia l’Italia…

…Gli italici, in particolare sono un’aggregazione transnazionale, unita da valori consolidati in secoli di civiltà italica, che inizia a prendere coscienza di sé e a comunicare, alla quale andrebbe offerta ora l’opportunità di trovare il modo (o i modi) di aggregarsi in rete”.

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