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Il bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno in Slovacchia secondo lo chief economist di Unicredit Bank

maggio 17, 2010 by Italo 

Incontriamo Jan Toth un paio di settimane fa nella sede di Unicredit Slovakia, un palazzo di una dozzina di piani a due passi dalla stazione centrale.

Ci chiede se vogliamo intervistarlo in Slovacco o in Inglese. Noi scegliamo l’Inglese ovviamente, ma gli rivolgiamo la prima domanda in Slovacco. Lui ci guarda, sorride e ci chiede di ripeterla in Inglese.

Comincia così la chiacchierata con il chief economist di Unicredit Bank. Una persona all’apparenza meticolosa, che risponde ad ogni domanda con precisione, senza abbondare con le parole ma dicendo tutto. L’impressione a stargli davanti è forte.

Il soggetto di fondo è l’economia slovacca: cominciamo parlando delle prospettive per l’economia Slovacca nel 2010, dove si aspetta una crescita del PIL pari al 3% o 3,1% e di un 4%, 3,8%. per il 2011. Ma avverte: “questo non significa che ci aspettiamo un boom nell’economia quest’anno, piuttosto il contrario, bisogna tener conto che il livello di crescita quest’anno beneficia enormemente del basso livello dello scorso anno”.

Bene l’industria, trainata dall’aumento della domanda straniera di beni industriali, e male i servizi. Un pochino meglio invece il turismo grazie al fatto che “le valute straniere vicine hanno acquisito valore rispetto all’euro, e ora per Polacchi, Cechi ed Ungheresi non siamo più cosi costosi, rispetto all’anno scorso”.

Situazione più controversa, secondo Jan Toth, è quella del settore delle costruzioni: “per le transazioni immobiliari e per la costruzione delle infrastrutture, come autostrade, ci aspettiamo un enorme boom, ma il settore delle costruzioni immobiliari probabilmente quest’anno toccherà il fondo”.

Leggendo le analisi economiche uscite in questi ultimi mesi ci viene spontaneo chiedere al nostro interlocutore perché le prospettive economiche sono migliori in Slovacchia rispetto agli altri paesi dell’Europa Centro-Orientale.

“Ci sono principalmente due differenze: la prima e che il governo ha avviato dei progetti PPP (Partnership Pubblico-Privato) ambiziosi, il governo di fatto ha finanziato o ha indotto la costruzione di autostrade e gli importi sono generalmente abbastanza rilevanti rispetto alla dimensione  dell’economia, la seconda questione e che due settori, quello dell’auto e quello dell’elettronica, malgrado la crisi, stanno vedendo nuovi investimenti messi in cantiere, e questo dovrebbe aiutare l’economia nella seconda meta del 2010 e anche nel 2011, ad avere una crescita piu elevata”.

L’eccellenza negli investimenti diretti dall’estero si confronta però con un alto tasso di disoccupazione (aumentato di circa il 5,5% durante la crisi) che paragonato al tasso storico slovacco non è cosi tanto, ma all’interno dell’Ue è uno dei più alti.

La situazione finanziaria sembra stabile al momento, ma passati i sei mesi di sussidio di disoccupazione le entrate subiranno un declino, “per questo motivo non prevediamo una grossa crescita nel settore dei servizi, il più grosso settore dell’economia che continuerà ad essere debole quest’anno”.

Il ritratto dell’economia slovacca dipinge un paese dall’Industria forte e vigorosa, ma con un mercato interno debole. Questo comporta dei rischi legati al governo, perché il settore interno produce molte più tasse rispetto alle esportazioni, o all’industria. “Il debito  fiscale dello stato continuerà quindi ad essere abbastanza ampio e probabilmente il governo non riuscira a  raggiungere i suoi obiettivi fiscali” fissati al 5.5% del PIL. “L’anno scorso il debito fiscale ha raggiunto circa il 7% del PIL e per quest’anno ci aspettiamo che si aggiri intorno al 6,5%, escludendo i progetti PPP”. Inoltre entro il 2012 il nuovo governo dovrà raggiungere un livello di deficit pari al 3%del PIL “e senza la previsione di un aumento di spesa pubblica ne un aumento delle tasse, il raggiungimento di quell’obiettivo si prospetta difficile”.

Tornando ai progetti PPP, dalle parole di Jan Toth comprendiamo che danno molto ossigeno all’economia slovacca. L’economista aggiunge però che “secondo la metodologia europea i progetti PPP appena avviati non rientrano nel deficit pubblico ma tuttavia prima o poi dovrebbero essere pagati tramite i conti pubblici”. Per questo è necessario creare uno spazio nei conti pubblici per il finanziamento futuro dei PPP già da ora.

Chiudiamo la chiacchierata cercando di stimolare il nostro interlocutore sull’argomento a lui più vicino: le banche.

“Le banche non hanno passato un bel periodo l’anno scorso, hanno dovuto confrontarsi con due questioni principali: la crisi economica, dovuta al fatto che la domanda globale nei confronti dei nostri beni e calata, e di conseguenza il collasso delle esportazioni e dei servizi relativi al settore industriale, e nello stesso periodo le banche e l’economia hanno subito un altro colpo, ossia l’adozione dell’euro. E’ stato soprattutto duro per le banche, molte entrate sono andate perdute per la mancanza di valuta locale”. Così i profitti globali nel settore bancario si sono dimezzati l’anno scorso, raggiungendo il livello di dieci anni fa, e alcune banche hanno chiuso in perdita.

Nonostante questo triste ritratto nel settore bancario slovacco e ceco, in paragone con il settore bancario dei paesi sviluppati, c’è spazio per i prestiti. “Il rapporto depositi-prestiti della Slovacchia e uno dei piu bassi all’interno dell’UE inoltre le banche non hanno rischiato con quei prodotti sofisticati rivelatisi poi incomprensibili e dolenti per le banche”.

Di seguito le domande linkate ai video sottotitolati in italiano:

1 -- Quali sono le prospettive per la Slovacchia nel 2010?

2 -- Perche le prospettive economiche sono migliori in Slovacchia che altrove?

3 -- Quali sono le implicazioni  causate dall’alto tasso di disoccupazione per il mercato interno e per il rendimento economico del paese?

4 -- Industria forte e vigorosa, mercato interno debole. Che rischi comportano per l’economia slovacca?

5 -- Quali sono le misure che il nuovo governo dovrebbe prendere per ridurre i rischi delle partnership pubblico-privato nell’ambito dei progetti PPP?

6 -- Il settore bancario e pronto per nuovi investimenti?

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