Top

Flessibilità, creatività e territorio dentro e fuori il salone del mobile, l’evento open source

aprile 15, 2010 by Italo 

La fiera ha iniziato a superare i confini degli spazi espositivi e dei padiglioni per aprirsi e integrarsi con i luoghi della città scoprendo un rapporto strategico e intenso con il territorio.
Come due facce della stessa medaglia, complementari e bisognose l’una dell’altra per garantirsi il reciproco successo, snodo unico e sempre più fondamentale per un’economia della creatività come quella a cui fa riferimento il Made in Italy.

Le fiere non promuovono più solo prodotti o servizi, ma il nuovo modo in cui vengono costruite aiuta a promuovere momenti, occasioni, luoghi e professionalità: decisiva è la disponibilità da parte di tutti i soggetti cittadini, sia Pubblici che Privati  per accettare le trasformazioni temporanee di spazi generalmente adibiti ad altri scopi.

Un modello che il Sistema Italia, con i suoi innumerevoli festival, ha già adottato per la promozione internazionale delle sue città e del suo Made in Italy.

Ilaria Mauric

Ma l’evento che promuove un territorio e la sua competitività trova nel Salone del Mobile, e nel cosidetto FuoriSalone, uno degli esempi più clamorosi: se si parla di design poi, è considerato l’evento mondiale per eccellenza che, numeri alla mano,  innalzano Milano a capitale mondiale.

Lo scorso aprile il Salone del Mobile ha registrato quasi 350mila visitatori. Sommando espositori, studenti stranieri e appassionati (quasi 300 nel 2009) si ottiene una metropoli dinamica e multilingue.

Questi numeri rappresentano un contributo significativo in termini di prestigio, opportunità di business e turismo d’affari per il territorio. Nasce un circolo virtuoso, attraverso una valorizzazione di tutte le componenti dell’economia locale e attraverso modalità di animazione della città, che dovrebbe essere imitato e preso a esempio anche in altre occasioni.

Per essere all’altezza della sfida competitiva, servono spinte di sistema e dinamismo: è necessaria una regia che metta da parte interessi ed egoismi individuali per essere al passo con le altre metropoli europee come Parigi, Londra, Berlino e, per altri aspetti, Barcellona.

Servono strategie e programmi compatibili e coordinati, qualificazione dei servizi complementari e sinergici; una vera e propria rete interdisciplinare che condivide compiti e benefici.

Tornando a Milano e al Salone troviamo da una parte la fiera, l’istituzione centralizzata e organizzata, con una struttura precisa, punto d’incontro classico, dedicata a relazioni evidentemente business to business.

Dall’altra il FuoriSalone, evento diffuso nel territorio, senza organizzazione centrale e affidato alla spontanea condivisione e dedicato ad un pubblico eterogeneo.

loveleft

La sinergia tra gli eventi contribuisce a creare un momento unico non solo per il contesto italiano che vede negli elementi fondamentali, industria, creatività e immagine, la strategia vincente.

Il fulcro rimane il Salone del Mobile: nasce nel 1961 e diventa internazionale dal 1967 che, a quasi 50 anni, riesce ogni anno ad attirare, solo all’interno della Fiera Milano a Rho, oltre 270.000 visitatori specializzati, di cui oltre il 50% esteri da più di 150 Paesi,  circa 5.000 giornalisti in rappresentanza di 800 testate italiane e di circa 1.100 testate estere provenienti da circa 70 Paesi.

Quest’anno la settimana del design è partita ieri 14  aprile e terminerà il 19: su 211.500 metri quadri saranno presenti 2.500 espositori perchè, oltre al Salone Internazionale del Mobile ci saranno altri eventi, quali Eurocucina/Salone Internazionale dei Mobili per Cucina,  il Salone Internazionale del Bagno, poi il Salone Internazionale del Complemento d’Arredo e, naturalmente, dal SaloneSatellite, vetrina di incontro tra giovani designer e aziende.

Ma è la sinergia con il FuoriSalone a rendere l’evento imperdibile: un’intero quartiere attorno a via Tortona, a cui si aggiungono altre location diffuse nella città, si trasforma e diventa un marchio, Zona Tortona appunto.

La città diventa vetrina a 360° ed ogni angolo diventa “di design” anche progetti più articolati come That’s Design! in partnership con POLI. Design – Consorzio del Politecnico di Milano – per dare visibilità ai giovani designer indipendenti, o Surfacin’ – Materials Innovation, dedicata interamente ai materiali e alla loro importantissima innovazione.

Il Fuorisalone nasce su intuizione della rivista Interni che, attorno al 1989, invita imprese e punti vendita ad organizzare piccoli eventi paralleli alla Fiera, seguendo l’esempio di New York e Colonia.

Negli anni sono nate associazioni, Zona Tortona, è stato registrato un marchio, ma tutto  è ancora sviluppato secondo modelli organizzativi orizzontali ed autonomi. La struttura è multipolare, senza una vera e propria leadership e crea una rete disordinata, complessa ma sempre caratterizzata dall’adesione da un’idea forte, il design.

Basta organizzare un evento per entrare nel grande brand Fuori Salone: da qui la definizione, presa da “fare reti d’impresa” di evento dal format aperto, un progetto open source.

La prima foto viene da qui

La seconda da qui

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)
Tags: , , , , ,

Comments

Lascia un commento





Spam Protection by WP-SpamFree

Bottom