Se il Presidente della Repubblica risponde via web…
marzo 10, 2010 by Italo
Vedere il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rispondere, sul proprio sito web, alle richieste di due semplici cittadini rappresenta un punto di svolta nella comunicazione, non solo istituzionale.
Basta andare sul sito www.quirinale.it/ per notare “Il Presidente Napolitano risponde ai cittadini”.

Ecco alcuni punti chiave:
- Le opinioni dei cittadini hanno una risposta diretta, senza mediazioni dei media
- La risposta del Presidente della Repubblica diventa un mezzo che ha un proprio significato: una risposta pubblica è un modo per comunicare a tutti, trasemttendo trasparenza, vicinanza e riconoscimento della validità dell’interlocutore
- il web è riconosciuto come luogo adatto per comunicare non più top down ma tra pari
Riporto alcuni stralci di una interessante analisi di Massimo Mantellini:
“Ovviamente esiste una interpretazione meno entusiasmante di eventi simili. Quella secondo la quale il fulcro del problema con le nuove tecnologie di comunicazione sia quello di saperle dominare, piuttosto che utilizzarle con semplicità ed immediatezza. Traduzione: quello di Napolitano è un messaggio esattamente identico a quelli cui eravamo abituati (vale a dire un messaggio verticale che scenda dai piani alti a quelli bassi) ma declinato e pesato per i nuovi strumenti oggi disponibili.
Il secondo aspetto importante di una scelta del genere è che il Quirinale, per lo meno nei confronti dei tanti cittadini che utilizzano la Rete per informarsi, salta il filtro interpretativo dei media. Non li esautora ovviamente dalla possibilità di “utilizzare” le parole del Presidente come meglio credono, ma traccia una linea netta fra informazione ed opinione. Sembra un aspetto poco rilevante ma non lo è: significa ridimensionare una centralità dei mediatori dell’informazione che molto spesso ha in questo Paese declinazioni opache e discutibili. Quello che ha detto il Presidente è raggiungibile all’indirizzo web tal dei tali, chiunque può controllare, il resto è interpretazione”.
“Ma anche in questo caso va osservato che, per esempio in ambito di comunicazione politica, le scelte di entrambi gli schieramenti continuano ad essere spesso scelte convenzionali. È possibile seguire su Internet, visto che ormai è tecnologicamente banale, i comizi dei principali candidati, ma resta difficile se non impossibile ottenere attenzioni individuali, risposte personali a quesiti personali, come invece la Rete consentirebbe.
Molti politici in eccitazione da prossime elezioni sbarcano su Twitter o su Facebook, ma nella grande maggioranza dei casi lasciano dietro la tastiera uno stagista oppure, nel migliore dei casi, appaltano a una società di esperti il servizio. Nei casi di maggiore onesta dietro ai messaggi politici verso la Rete c’è un impersonale Noi, negli altri c’è un Io fittizio e un po’ ridicolo e comunque incapace di qualsiasi feedback autentico.”
“Per questa ragione la scelta del Presidente della Repubblica va accolta con l’entusiasmo un po’ ingenuo che riserviamo alle belle novità . Perché racconta di una Rete nella quale, a dispetto dei santi, il tono e il punto di vista della singola persona vale assai di più di qualsiasi misurato e professionale comunicato stampa. Una misura ed una professionalità delle quali ormai non sappiamo più che farcene”.
Certo non siamo ancora al livello americano, come riporta Gigi Cogo, in cui l’uso dei social media è oramai acettato e diffuso.
Qui un breve riepilogo in progress sull’uso di twitter da parte dei politici italiani.




















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Buongiorno,
Grazie per citare il nostro progetto (http://www.lademocrazia.it). Tutto nacque da un’idea: come si comportano i politici in Twitter? Quanti sono? Comunicano bene? Beh, dopo aver raccoto i dati e fatto i primi studi ci siamo resi conto che pochi sono i politici italiani nel popolare social network di microblogging e, quelli che lo usano, lo usano poco e spesso male.
Stiamo ora seguendo l’evoluzione delle regionali, notando come si tenti di salire sul carro twitter, magari abbandonandolo a fine consultazioni, tipico comportamento in Italia.
Vedremo!
Grazie ancora
Lucio
Grazie Lucio, è molto interessante il vostro progetto!
[...] (Ente italiano per il teatro), la giornata godrà della bendizione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che il 27 lancerà un messaggio che sarà letto in ogni teatro italiano prima della [...]
Al Gentilissimo Signor Presidente della Repubblica Italiana
On.le GIORGIO NAPOLITANO
Potremmo festeggiare insieme la nascita della REPUBBLICA ITALIANA e di DANTE personaggio. I nostri patrioti per l’Unità d’Italia, con Mazzini e Garibaldi, ne andrebbero fieri. La situazione politico-culturale lo richiederebbe.
Fin dal 1993 ho infatti dimostrato che Dante personaggio è stato fatto nascere, da Dante persona, il MARTEDI’ 2 GIUGNO 1265 (Par., XXII, 110 – 117). L’ho dimostrato anche al Convegno Internazionale su “DANTE E LA SCIENZA” tenutosi a Ravenna nella mattinata del 29 Maggio 1993 con Presidente di Turno il professor CESARE VASOLI dell’ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI che, personalmente, mi dava ragione. Nessuno mi ha mai smentito, mentre i complimenti più forti mi sono venuti dalle molte lettere inviatemi dal Professor Giorgio Barberi Squarotti.
Il Presidente della Repubblica CARLO AZEGLIO CIAMPI gentilmente mi rispondeva il 12 giugno 2002 con lettera protocollata – Divisione relazione con i cittadini – AC12L777 – AMM/lt. (cfr. You Tube).
Link: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA
Con deferenti saluti.
Firenze 30/ 04/2010
Giovangualberto Ceri