Grazie al Bric cresce l’export
febbraio 16, 2010 by Italo
Nell’ultimo mese del 2009, l‘export made in Italy verso tutti i paesi extra-Ue ha chiuso con una crescita consistente del 5,9% sul mese precedente, dopo la performance attiva del 2,7% su ottobre. Nello stesso mese, le importazioni  sono scese dello 0,3 per cento.
Sono dati dell‘Istat che indicano il  saldo commerciale del 2009 con un attivo pari a 1,26 miliardi di euro, contro i meno 66 milioni accusati nel dicembre del 2008.
Sembra quindi evitata la crisi a L scongiurata da Roubini quasi un anno fa: il dato annuo resta comunque in rosso pesante, pari a – 18 per cento, Â tuttavia meno della stima nel piano programmatico (-22%).
Il bilancio indica ottimismo, grazie all’ottimo andamento dell’export di farmaceutici (+25,4%) e mezzi di trasporto (+26,1), cui ha fatto da contraltare il raffreddamento dei prezzi dei prodotti energetici importati, petrolio in testa.
“Se il made in Italy è tornato a crescere - commenta il vice ministro dello Sviluppo economico, con delega al Commercio estero, Adolfo Urso – “il merito è delle nostre aziende che si sono mosse con destrezza sui mercati internazionali, consentendo all’Italia di fare meglio di quanto hanno fatto molti altri paesi dell’area Ocse“.
In particolare verso i cosiddetti paesi “Bric”, Brasile, Russia, India, Cina: l‘export nel 2009 verso il Brasile è aumentato del 23,3%, l’India ha segnato +21,6% e la Cina si è “fermata”, si fa per dire, a +17,3 per cento.
L’unico paese “bric” che non è rimasto in linea è la Russia, ma qui le attese per il 2010 tendono nettamente al meglio.
Non di meno il made in Italy è tornato a muoversi con una marcia in più anche verso altre aree, come il Sud Africa (+14,2), la Svizzera (+10,8) e la Turchia, dove la crescita è risultata piuttosto tumultuosa (+40,3).
Da qui.
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