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La Confindustria Slovacca, l’automotive e la politica economica

novembre 4, 2009 by Italo 

Tomáš Malatinský, presidente di AZZZ SR, la Confindustria Slovacca, parla del futuro industriale del paese: c’è bisogno di diversificare, puntando su industria ad alto contenuto tecnologico e servizi, ma in questo periodo di crisi “bisogna sfruttare ogni possibilità”.

L’intervento è stato ripreso durante l’incontro tra AZZZ SR, la Camere di Commercio Italo-Slovacca e la Camera di Commercio Franco-Slovacca e alcune industrie dell’automotive presenti in Slovacchia: PSA Peugeot Citroen, Brovedani e FAB Group. Incontro di cui vi parleremo meglio nel post di domani.

Tutto nasce dalla voce di una prossima internazionalizzazione in Slovacchia di una grande casa automobilistica. Voce puntualmente smentita e forse dovuta da una passata possibilità che GM venisse a produrre alcuni componenti in Slovacchia.

“In Slovacchia ci sono già tre grosse aziende automobilistiche [PSA, Kia e VolksWagen, ndr] ma noi vorremmo diversificare gli investimenti esteri puntando ad altri come la produzione ad alto contenuto tecnologico e ai servizi. Perché si sa che nel settore dei servizi si impiegano più lavoratori”.

Ma poiché in alcune regioni della Slovacchia la disoccupazione sta aumentando, offrire lavoro ai disoccupati diventa una necessità. Conclusione: bisogna prendere quello che c’è, anche se fuori dalle strategie industriali di lungo orizzonte.

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La seconda domanda riguarda il mancato aumento del salario minimo in Slovacchia, che secondo la legge dovrebbe seguire l’indice di inflazione. “Nel periodo della crisi abbiamo pensato che la paga minima non si deve aumentare perché è un onere difficile da mantenere”. E ancora: “Il governo ha il diritto di prendere queste decisioni e la responsabilità che comportano”.

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Quando infine gli viene chiesto se la crisi sia passata la risposta è decisa: “No, e dobbiamo combattere ancora a lungo. Però si dice che le persone riescono ad abituarsi anche ai periodi di crisi”. Dobbiamo essere un po’ modesti e certe volte è meglio risparmiare. Il governo deve controllare i conti pubblici o la prossima generazione sarà piena di debiti.

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