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CONFINDUSTRIA e i servizi innovativi e tecnologici: l’Osservatorio Italia Digitale 2.0

settembre 29, 2009 by Italo 

Le imprese italiane sono in fondo alla classifica europea degli ordinativi ricevuti via rete nel 2008.

I dati  sono dell’Osservatorio Italia Digitale 2.0 ed indicano che proprio le PMI sono afflitte dal digital divide. : il fenomeno esiste e, considerato che l’Italia è ferma al 3% contro il 31% della Gran Bretagna, porta evidentemente alla perdita di efficienza e quindi risparmio, ma anche di occasioni di profitto e creazione di nuovi posti di lavoro.

Stefano Pileri, Presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, ha presentato ieri i risultati dell’osservatorio al Ministro Renato Brunetta, chiedendo di “seguire il “fil rouge” che si ricava dal Rapporto 2009 Italia Digitale, elaborato con il Dipartimento, per recuperare il ritardo nell’offerta in rete di servizi pubblici e privati a cittadini ed imprese.

I dati sono interessanti e possono portare a consistenti risparmi alla spesa pubblica corrente.

I margini di miglioramento sono notevoli e la Pubblica Amministrazione può essere fondamentale per migliorare nettamente le condizioni dei cittadini e delle imprese.

(vai al pdf)

La Pubblica Amministrazione, in quanto principale interlocutore web delle imprese insieme alle banche, ha la possibilità di ricoprire un ruolo fondamentale come driver per l’utilizzo dei servizi digitali e la crescita digitale, soprattutto verso le PMI che sembrano essere il vero tallone d’achille del digital divide, posizionando le imprese italiane in fondo alla classifica europea degli ordinativi ricevuti via rete nel 2008 (Italia 3% contro il 31% della Gran Bretagna – Fonte: Elaborazioni Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici su dati Eurostat, 2008).

Dall’osservatorio emerge però un dato molto interessante: “l’’utilizzo di internet mobile appare essere segmentato in due cluster principali: business users (imprenditori e dirigenti) e giovani (studenti)”. Questi cluster nevralgici fanno intuire che se è vero che le PMI italiane sono ancora indietro sulla banda larga, c’è la possibilità di recuperare il tempo perso grazie a quel vizio tutto italiano di possedere 1,22 cellulari a persona.

I prossimi passi da fare?

Le dimensioni d’impresa obbligano a cercare soluzioni che favoriscano la cooperazione all’interno delle Reti d’imprese e dei Distretti, anche articolati su più territori.

(vai al pdf)

La presentazione del rapporto la trovate qui e qui la rassegna stampa di google.

L’impresa è ardua sopratutto avendo scoperto dal blog di Michele Ficara che per partecipare all’evento si doveva confermare via fax:

…sarà un (futile) dettaglio, ma se il buongiorno si vede dal mattino…”.

Osservatorio Italia Digitale 2.0”
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Comments

2 Responses to “CONFINDUSTRIA e i servizi innovativi e tecnologici: l’Osservatorio Italia Digitale 2.0”

  1. roberto on ottobre 6th, 2009 10:31

    credo sia un problema di privacy
    se si vogliono trattare i dati si deve avere la firma…non basta la mail

  2. Italo on ottobre 6th, 2009 11:31

    Il porblema della certificazione delle mail esiste ma è evidente il paradosso rimarcato con ironia di Michele Ficara. Poi se pensiamo che i cambiamenti avvengono solo attraverso gesti, anche piccoli, ma concreti…

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