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L’italico Marchionne, il nostro Steve Jobs

agosto 28, 2009 by Italo 

Sergio Marchionne, il manager che ha cambiato volto alla Fiat, in un articolo sull’ultimo numero di Time viene accostato a Steve Jobs, Ceo di Apple.

D’altronde, se lo stesso Marchionne ha definito la 500 Fiat “il nostro I-Pod”, il paragone non appare fuori luogo.

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Riconoscere il fascino e le capacità del manager italiano può apparire anche scontato ma, scorrendo la sua storia personale ritroviamo aspetti non scontati.

Per esempio l’italicità come valore: Marchionne ne è l’esempio più noto e imprevedibile, visti i risulati.

Immigrato in Canada all’età di 14 anni a seguito del padre ex maresciallo dei carabinieri, lo possiamo immaginare parte della comunità italica mondiale: addirittura membro dell’associazione dei carabinieri di Toronto, vive nel quartiere italiano costruito da Italiani (Woodbridge ) finche non si trasferisce in Svizzera per poi approdare a Torino, pur mantenendo al residenza svizzera.

Rimane memorabile la sua immagine di giovane immigrato italiano mentre ripara la sua 124 bianca nel garage di casa.

Ma, tornando ai giorni nostri, dal garage di casa lo ritroviamo accolto dal Presidente Obama e protagonista di movimenti industriali, se non geopolitici, che pongono una delle aziende italiane più rappresentative ai vertici dell’immaginario colletivo mondiale.

Tutto questo pensando in inglese e con un pullover. Anche questo contribuisce a farne un’icona contemporanea.

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Il nostro Steve Jobs appunto.

Ma la sua capacità di trasmettere nuova linfa alla Fiat, ridando smalto e appeal al marchio, appare ancora in crescita: dal suo ultimo intervento a Palazzo Chigi con il Governo, le Istituzioni territoriali e le organizzazioni sindacali, lo sentiamo puntare sull’ecosostenibilità fino a parlare di progetto “Europa” riferendosi alle trattative per l’acquisizione di Opel.

E di fronte ai rischi di ristrutturazione delle fabbriche italiane della Fiat, risponde:

” Noi abbiamo una convinzione che è insieme un invito. Non si può immaginare una Fiat senza forti radici in Italia.

Lo diciamo da anni: Fiat fa parte di questo Paese, è un pezzo importante della sua storia e vogliamo che resti un pezzo importante del suo futuro”.

Marchio globale che nasce e rimane col tricolore.

L’italico che pensa in inglese, che riporta un brand italiano ai vertici globale parlando di Europa ed ecosostenibilità e che rimarca le radici italiane del marchio.. è una linea da seguire?

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