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Quanto sono Italian Way i Pupi Siciliani di Mimmo Cuticchio?

giugno 11, 2009 by Italo 

Mimmo cuticchio racconta la sua storia e quella del suo teatro dei Pupi, rivelandoci come alle volte per innovare bisogna tornare alle tradizioni.

Questa volta eravamo al Teatro di Marionette di Bratislava e sul palco c’era un grande maestro puparo, figlio e nipote di pupari altrettanto grandi: Mimmo Cuticchio. La sua Associazione Figli d’Arte Cuticchio di Palermo è tra gli ultimi rappresentanti dell’Opera dei Pupi in Europa.

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Così a fargli compagnia sul palco, oltre agli assistenti, c’erano anche loro: i Pupi. Insieme hanno messo in scena Rinaldo dell’Aquila Bianca, una delle 371 puntate regolarmente rappresentate nel Teatro dei Pupi Santa Rosalia di Palermo. Ma a differenza delle rappresentazioni siciliane gli spettatori del Dolce Vitaj hanno potuto assistere senza teli, potendosi concentrare sulle espressioni di Cuticchio mentre interpretava i vari personaggi, da Ruggero dell’Aquila Bianca a Carlo Magno, dai cavalli ai mostri.

Al posto degli applausi finali il puparo ha però chiesto tempo per raccontare i Pupi, la loro nascita, com’erano e come sono oggi. Ci si è trovati così di fronte alla storia di una eccellenza italiana che dalla lontana Palermo ha catapultato i Pupi nei teatri di tutta Europa, ambasciatori dell’identità competitiva siciliana. Una storia che inizia così: “..io quando vado all’estero parlo sempre siciliano, così mi capiscono tutti”. Per sapere come continua basta cliccare sui tre video qui sotto:

Innovazione e tradizione ieri: l’Opera dei Pupi e la Seconda Guerra Mondiale

Nascita di un Pupo

Innovazione e tradizione oggi: storia di un’eccellenza tutta italiana

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