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Elsa Morante premia Marco Risi per Fortapàsh

giugno 9, 2009 by Italo 

“… qua ci stanno due categorie: ci stanno i giornalisti-giornalisti e i giornalisti-impiegati.. e dai retta a me: questo non è un paese per giornalisti-giornalisti, questo è nu paese per giornalisti impiegati”

locandina

Ecco l’Italia a confronto con uno dei suoi più spiacevoli prodotti tipici: la Camorra.

Alla presentazione del film Fortapàsc all’ FK 35mm di Bratislava, Marco Risi e Andrea Purgatori si sono trovati di fronte ad un pubblico che però conosceva la Camorra al pari della Mafia de Il Padrino. Merito di Roberto Saviano, ovvio. Così, una volta giunti al dibattito, non c’è stato bisogno di perdere tempo in presentazioni.

L’occasione è stata offerta dal Premio Elsa Morante, che quest’anno si è arricchito della sezione cinema premiando il film che racconta la storia di Giancarlo Siani, giornalista de Il Mattino ucciso a 26 anni per la principale colpa di essere un giornalista-giornalista in una Napoli straziata dalle guerre dei clan e dalla corruzione diffusa.

Dopo la proiezione Risi e Purgatori hanno raccontato alcuni episodi avvenuti durante le riprese, interessanti per comprendere le fattezze di una situazione ormai stagnante, segno che nei 23 anni passati dalla morte di Siani la situazione non è cambiata di molto. I ragazzi continuano ad aderire alla Camorra, buona parte della cittadinanza preferisce i Camorristi alla polizia, le giunte campane vengono sciolte per associazione alla criminalità organizzata e ogni tanto qualcuno viene ucciso a colpi di pistola, come casualmente è successo all’uomo che si era offerto volontario nel sistemare una scena delle riprese.

Aggiungendo al ritratto ottenuto anche la situazione della stampa in Italia, dal dibattito è uscita un’Italia in totale disarmonia con il paese delle eccellenze, del buon vivere, del saper fare impresa. Piuttosto ci si è trovati davanti ad un paese di enormi contraddizioni, con due facce per la stessa medaglia. Ma al contempo, come Risi e Purgatori hanno tenuto a sottolineare, è da queste situazioni che vengono fuori casi eccezionali come quello di Siani. Un mix di grande talento e coraggio che, a detta soprattutto del pubblico, all’estero ci viene invidiato. Chissà poi se è meglio poter essere orgogliosi del sacrificio di grandi talenti o il non essere obbligati a seppellirli, non così giovani almeno.

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