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Le geografie del nuovo made in Italy

maggio 25, 2009 by Italo 

ITALIA – Geografie del nuovo Made in Italy“  è una ricerca di Symbola e Fondazione Edison sulle eccellenze italiane: una mappatura, utile a disegnare il futuro,  che indica lo stato delle cose del made in italy più rinomato e ricercato.

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“Una scommessa che si nutre di valori e di coesione sociale, di innovazione e ricerca, di ambiente e cultura, tutti elementi che possono rappresentare formidabili fattori produttivi in grado di valorizzare i saperi e i talenti dei territori.
Quello che emerge è che, nel corso di questi anni, l’Italia si è rafforzata in molti settori puntando sulla qualità, producendo quell’innovazione che fa dire ad autorevoli osservatori che le nostre aziende sono già, grazie anche al posizionamento nel campo dell’innovazione e della qualità in vari comparti produttivi, nel cuore della green economy”.

Qui è disponibile il pdf scaricabile.

Ecco alcuni elementi che raccontano le nuove geografie del Made in Italy.

INDUSTRIA. L’Italia è il secondo Paese industriale manifatturiero d’Europa dopo la Germania. L’indice di competitività elaborato da Onu e Wto, che si chiama Tpi – Trade performance index, colloca il nostro Paese al secondo posto, dietro la Germania, nella classifica dei dieci Paesi più competitivi nel commercio mondiale. Primo nel tessile, nell’ abbigliamento e nel cuoio, pelletteria e calzature. Secondo nella meccanica non elettronica, in quella elettrica e negli elettrodomestici, nella chimica, nei prodotti manufatti di base (prodotti in metallo, marmi, piastrelle in ceramica), nell’occhialeria, nell’oreficeria e nei prodotti miscellanei. Siamo oggi leader mondiali negli yacht di lusso.
È di qualche settimana fa il rapporto della Goldman Sachs, intitolato “L’Italia va meglio di quanto si creda”, dove si riconosce che il nostro Paese è tra i meno indebitati, ha imprese private dai bilanci solidi, famiglie risparmiatrici e ricche, oltre che un sistema bancario in grado di resistere meglio di altri alle turbolenze finanziarie di questa crisi.

TURISMO. L’Italia è al quarto posto nella classifica dei principali Paesi del mondo per entrate turistiche e il secondo in Europa soltanto dietro la Spagna per numero di pernottamenti di stranieri e il primo per numero di pernottamenti di turisti russi e cinesi. L’Italia è il primo Paese al mondo per numero di siti classificati dall’Unesco nella lista del patrimonio culturale mondiale.

Per superficie protetta da parchi nazionali siamo secondi in Europa e quarti per quella tutelata da parchi regionali.

 AGROALIMENTARE. Nel 2008, l’export ha registrato gli incrementi più elevati (10%), nell’ambito dell’intero sistema produttivo nazionale, accompagnati da una positiva stabilità dei consumi interni.

Siamo al primo posto in Europa nella graduatoria dei prodotti Dop e Igp con 173 prodotti certificati, seguiti dalla Francia con 161, quindi dalla Spagna con 117. Produciamo il 40% in meno del vino rispetto alla metà degli anni 80, ma il valore dell’export è quadruplicato, raggiungendo i 3,5 miliardi di euro. Una produzione nel segno della qualità con 316 Doc, 35 Docg, 119 Igt e 12 denominazioni a valenza interregionale.
Siamo i primi esportatori nel mondo e pari alla Francia per esportazioni verso gli Stati Uniti; terzo negli alimentari trasformati (vino,olio, pasta,conserve, prodotti da forno,carni lavorate). L’Italia è leader europeo per la diffusione del metodo della produzione biologica.

Nel nostro Paese opera circa un terzo delle imprese biologiche europee e si colloca un quarto della superficie bio comunitaria.

 LOCALISMO E TERZO SETTORE. Lo sviluppo economico prodotto dalla laboriosità e dalla creatività dei territori italiani è stato esaltato dalla sussidiarietà orizzontale incentrata sulla separazione, all’interno dei distretti, delle varie fasi delle attività produttive tra operatori specializzati e da importanti forme di collaborazione tra gli imprenditori stessi, le loro associazioni e le istituzioni locali.

Oggi possiamo stimare in ben oltre 300.000 le organizzazioni non profit presenti nel nostro Paese, cioè una ogni 200 cittadini. Uno degli sviluppi maggiori degli ultimi anni riguarda le fondazioni: poco più di 3000 nel 1999 ad oltre 4.700 nel 2005 (incremento quasi del 60%).

 INNOVAZIONE.Nel 2008 si è registrata la crescita di quelle piccole e medie imprese che affrontano la competizione del mercato globale incrementando la qualità dei prodotti – il 71% contro il 64% della media europea – e che ottengono, in media, il 12% del loro fatturato dall’immissione sul mercato di prodotti e servizi innovativi, meglio di Germania, Spagna e Francia.

L’Italia è leader europeo nella fotonica, di cui rappresentiamo l’8% del mercato continentale; nel biotech e in particolar modo nelle scienze della vita, con una specializzazione nel farmaceutico che ci fa essere il terzo Paese in Europa per numero di addetti e il quinto al mondo in una classifica dominata da Stati Uniti e Giappone; nell’aerospaziale siamo settimi al mondo e quarti in Europa, con una posizione di rilievo mondiale nel settore degli elicotteri, nella produzione di sistemi radar e nel controllo del traffico aereo.

ARTE E CULTURA.Il valore dell’industria culturale corrisponde al 6,3% del PIL italiano, in media con quello europeo di poco superiore. Ad esempio, siamo il terzo produttore europeo nel cinema di animazione.

L’Italia è seconda nel mondo per numero di brevetti registrati: nel periodo compreso dal 2003 al febbraio 2009, il 14,8% del numero complessivo dei depositi di registrazione di disegni e modelli comunitari nel mondo è avvenuto in Italia.
Il potenziale di crescita di questi valori è molto alto, se solo si considera che l’immenso patrimonio storico-artistico che il Paese ha a disposizione è il più vasto a livello mondiale: oltre 3.400 sono i musei, cui si aggiungono 2.000 aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco.

Da Ital Planet.

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Comments

2 Responses to “Le geografie del nuovo made in Italy”

  1. simon on maggio 26th, 2009 15:48

    Finalmente tornano le buone notizie.
    Proprio in questi giorni ho letto della stampa straniera che incorona l’ Italia come il luogo europeo a maggior contenuto di eccellenza; ho letto poi che in questa prima parte del 2009 ben il 30% delle piccole aziende esportatrici ha incrementato il fatturato estero…e ora questo interessantissimo manifesto.
    E’ una boccata di aria fresca…!

  2. Nuove geografie del made in Italy : www.italoblog.it on gennaio 22nd, 2010 09:01

    [...] è parte dell’introduzione a “ITALIA – Geografie del nuovo Made in Italy“, di cui avevamo già parlato a Maggio: ora è uscito l’aggiornamento, disponibile qui, che alla luce dell’anno appena passato, [...]

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