Il web come strumento di governo
aprile 9, 2009 by Italo
“Usare le potenzialità del web per informare i cittadini sugli effetti della crisi e sulle misure d’intervento sociale e sostegno all’economia, proporre e discutere soluzioni condivise, offrire strumenti di auto-aiuto. E’ quello che stanno cercando di fare le amministrazioni di alcuni Paesi, con l’obiettivo di coordinare, informare, rassicurare.
In questo settore, il faro-guida è sicuramente la Casa Bianca di Barack Obama. Il nuovo presidente USA non solo ha voluto usare Youtube per anticipare il suo pacchetto di misure anti-crisi (American Recovery and Reinvestment Act), ma anche lanciato il sito Internet Recovery.gov per offrire un quadro completo e dettagliato delle iniziative in campo (che si traducono in altrettante opportunità) iniziative finanziate, fornisce aggiornamenti sull’attività anti-crisi del Governo federale e dei singoli Stati USA. Gli utenti hanno la possibilità di lasciare commenti e opinioni, e di seguire, tramite una mappa interattiva, lo sviluppo del Piano nei singoli Stati.

La strategia web del Governo americano è, inoltre, rafforzata dal sito Making Home Affordable, ideato e gestito del Dipartimento del Tesoro per offrire informazioni sui programmi di rifinanziamento e sulle modifiche apportate al sistema di concessione e gestione dei mutui. Il portale – che prevede anche una spanish version, per andare incontro alle esigenze dell’importante minoranza latino-americana – è ricco di schede informative, riferimenti utili, aggiornamenti sui principali appuntamenti con esperti della materia, notizie sui provvedimenti predisposti o in discussione da parte dell’amministrazione, sezioni FAQ, audio e video illustrativi. Speciali utilities consentono di verificare in automatico se si è nelle condizioni per ottenere un rifinanziamento del mutuo o altri aiuti economici e di calcolare le agevolazioni che si potrebbero ottenere dal Governo.
Anche nel Vecchio Continente si punta sul web in chiave anti-crisi. Il Governo spagnolo di Luis Zapatero, ad esempio, ha lanciato il sito Plan E, che ruota attorno a 5 macro-aree – famiglia, imprese, occupazione, finanza, modernizzazione dell’economia – contenenti schede tematiche approfondite ma scritte in linguaggio molto accessibile e speciali cortometraggi che – ricalcando la tecnica pubblicitaria dello slice of life – raccontano situazioni di vita vissuta per illustrare in modo didascalico agli spagnoli gli atteggiamenti e i comportamenti più giusti per affrontare la crisi economica e offrire informazioni relative alle misure di sostegno, come i sussidi di disoccupazione o gli incentivi per la famiglia.

Il sito – che, in nome della multiculturalità, è disponibile in ben 5 lingue: castigliano, catalano, inglese, allego (lingue parlate in Galizia e nei Paesi Baschi) – prevede anche incontri tematici in modalità chat con politici ed esperti di economia e finanza, nel corso dei quali gli utenti possono esprimere domande, commenti, i suggerimenti ed opinioni. L’aggiunta, rispetto al portale di Obama, è la scelta di utilizzare anche un canale Twitter per comunicare in tempo reale agli eventuali followers gli aggiornamenti del sito.
Anche il Governo Inglese ha lanciato una sua iniziativa: Real Help Now. Il portale voluto da Gordon Brown ruota essenzialmente intorno a tre cardini:

una mappa interattiva che illustra le iniziative del governo nelle diverse regioni;
delle clip audiovideo che propongono aggiornamenti su iniziative e idee per il rilancio dei vari settori economici;
alcune sezioni tematiche che offrono soluzioni pratiche per affrontare la crisi a imprenditori e comuni cittadini.

Il tono è molto più serio e formale rispetto all’esperienza spagnola, ma il linguaggio appare, in egual misura, volutamente sintetico e semplice.
E in Italia? L’unica iniziativa nel settore sembra essere quella del sito www.governoberlusconi.it, che però, vale forse la pena ricordarlo, non è lo spazio web ufficiale del Governo (che, come noto, è ospitato all’indirizzo www.governo.it). In questo caso, non abbiamo un sito tematico dedicato alle misure anti-crisi, ma solo una scheda informativa ospitata all’interno di uno spazio non ufficialmente governativo. La pagina-scheda riassume le iniziative governative per contrastare la crisi e illustra alcune forme di agevolazioni a sostegno delle necessità di famiglie e imprese. In un’altra sezione del sito, è anche possibile accedere ad un sondaggio per valutare le iniziative del Governo.
Nel complesso, la strategia web dei Governi in funzione anti-crisi economica sembrano essere accomunate dalla volontà di rispondere a 3 obiettivi fondamentali:
1. offrire rassicurazione: si comunica l’idea che il Governo è al lavoro;
2. trasmettere un’idea di trasparenza su come vengono (o verranno) spesi i soldi;
3. offrire qualche indicazione per l’auto-aiuto imprenditoriale e sociale.
In sostanza e in tutta onestà, dei “pannicelli caldi”, molto utili dal punto di vista comunicativo, ma con ovvi limiti dal punto di vista dell’impatto concreto.
D’altro canto, dubbi e riserve trovano riscontro anche nei principali appunti che vengono mossi a tali iniziative dal punto di vista tecnico-comunicativo. Linguaggio chiaro e semplice, basso livello di approfondimento, uso di applicazioni semi-interettive come le geo-mappe e forte ricorso ai video sono tratti comuni alle tre esperienze americana, spagnola e britannica. Tuttavia, a parte qualche uso circoscritto della chat e di altri canali di contatto, le potenzialità interattive e partecipative del web2.0 rimangono totalmente inespresse. Ma, d’altra parte, è onestamente difficile pensare di coinvolgere in modo sostanziale e fungibile i cittadini-internauti nella gestione di una crisi di cui gli stessi Governi stentano a trovare il bandolo della matassa.
Qui la fonte.




















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