Top

Roubini e il rischio di una crisi a L

marzo 27, 2009 by Italo 

Interessante approfondimento del Sole24Ore.com, dedicato a Roubini (qui il suo profilo di wikipedia) in occasione della presentazione tenuta a Milano in un incontro a porte chiuse organizzato da Calyon Crédit Agricole. .

Ecco alcuni stralci:
“il professore di economia della New York University che gode oramai di una indiscussa fama mondiale per aver previsto con ampio anticipo e accurate analisi la crisi che ha messo in ginocchio il mondo, i mercati devono ancora scontare qualche altra cattiva notizia: è dell’opinione – in verità non è il solo – che i rialzi delle Borse di questi ultimi giorni siano un “bear market rally”, con nuovi ribassi in arrivo”…

nouriel-roubini

…”Dr. Doom aveva già previsto una recessione a forma di “U” quando nel mondo prevaleva la tesi di una recessione veloce a forma di “V”. Ieri Roubini ha messo in chiaro che la sua stima di recessione negli Usa sta passando da 24 a 36 mesi, con un tasso di disoccupazione negli Usa che si avvia verso quota 10 per cento. La sua “U” nel frattempo peggiora di giorno in giorno, si allunga. “Se l’Amministrazione Obama e il resto del mondo non interverranno in maniera drastica, con misure anti-crisi fiscali ancor più forti di quelle annunciate, la “U” rischia di trasformarsi in una “L”, in una depressione”…

what_was_that_bump1

…”Lo scenario futuro ideale per Roubini è un mondo più equilibrato: le economie trainate dalle esportazioni, come quella cinese e tedesca, dovranno costruirsi una base di domanda interna più solida”…

…”Roubini ha detto ieri ad alta voce quello che tutti pensano: che gli Stati vorrebbero un euro debole, un dollaro debole, uno yen debole, uno yuan debole, un franco svizzero debole. Ma questo non è possibile. E allora, qual è la previsione di Dr. Doom per il mercato dei cambi? Senza entrare molto nel dettaglio, la tesi è stata questa: l’unica “AAA” vera nel mondo al momento è quella americana. Tante “AAA” di banche, di aziende industriali, di cartolarizzazioni, persino quelle degli Stati sovrani sono crollate oppure stanno vacillando. E se gli investitori vanno ancora alla ricerca di un investimento veramente sicuro, con il marchio del massimo rating “AAA” non hanno altra scelta se non quella dei Treasuries americani: anche se l’Amministrazione Obama inonderà il mercato di titoli di Stato denominati in dollari, una grossa fetta di questi secondo Roubini sarà acquistata dalla Federal Reserve. Tutto questo significa che il dollaro Usa alla distanza non è messo poi così male. Nel medio termine, per i prossimi sei mesi, tenderà a svalutarsi secondo Roubini ma non crollerà perchè “questa sua debolezza non è un trend”.

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)
Tags: ,

Comments

One Response to “Roubini e il rischio di una crisi a L”

  1. Grazie al Bric cresce l’export : www.italoblog.it on febbraio 16th, 2010 09:01

    [...] quindi evitata la crisi a L scongiurata da Roubini quasi un anno fa: il dato annuo resta comunque in rosso pesante, pari a – 18 per cento, [...]

Lascia un commento





Spam Protection by WP-SpamFree

Bottom