Pensare globale, agire locale: l’eredità di Piero Bassetti
marzo 1, 2009 by Italo
Globus et Locus, l’associazione di istituzioni che ha proposto l’italicità all’attenzione pubblica, assume come italici tutti coloro che hanno radici etniche italiane o italofone, ma anche quelli che si stabiliscono in Italia e nei Paesi italofoni abbracciandone lingua e cultura e coloro che, in tutto il mondo, hanno un’affinità con i valori, il pensiero, le realizzazioni e i prodotti di matrice italica, contraddistinti da uno stile e un gusto riconosciuto e stimato.

Secondo un noto paragone di Bassetti, Presidente di Globus et Locus, la comunità globale italica è un Commonwealth di culture, di esperienze, di ideali, una ricerca di comunanza di tutte le genti che abbiano quella sensibilità, quel gusto, quel modo di pensare rivolto a quel mondo della conoscenza in cui sia l’innovazione il momento nel quale il sapere e il potere si incontrano per fare il costume, i valori, la storia.
La proposta allora è quella di alimentare la rete italica con interventi, suggerimenti e idee che possa nutrire questa visione, anche attraverso Italoblog.
L’italicità è un’appartenenza di vario genere e grado che si compone di una vasta rete di nodi grandi e piccoli, sparsi in tutto il mondo, di cui le CCIE sono parte vitale e vivace. Le Camere di Commercio italiane all’estero, oltre a rappresentare il business italiano all’estero, sono un’interfaccia tra due business community, ossia una struttura complessa di mediazione tra interessi economici, lingue e culture.
La direzione centro-periferia, cioè Italia – estero, è una semplificazione delle potenzialità delle CCIE ed è apertamente rifiutata da queste libere associazioni.
L’interesse prevalente delle CCIE non si sovrappone in modo semplice alla realizzazione di azioni interessanti per l’Italia. Le CCIE si distinguono piuttosto per uno spessore comunitario, ossia per la capacità di aggregare elementi di una comunità, di cui gli uffici soltanto funzionali, come per esempio l’ICE, sono chiaramente privi. Esse divengono piuttosto un luogo di riconoscimento della loro identità di ‘comunità miste’ – formate da imprese sia locali sia di origine italiana. Il sistema delle CCIE non può essere trattato esclusivamente a livello informativo od organizzativo.





















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