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La cultura del lavoro: il primo fattore di competitività

marzo 1, 2009 by Italo 

Il lavoro è un valore fondante l’esistenza della comunità italiana. Il primo articolo della Costituzione lo definisce con chiarezza:

‘ L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro’.

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Del resto la storia repubblicana rappresenta un momento, certo importante, di una storia che da sempre racconta l’operosità, l’ingegno, la tenacia delle genti italiche.
I percorsi di internazionalizzazione modificano non solamente la geografia dei processi produttivi e dei flussi di merci ma incidono profondamente l’immaginario collettivo.
Il termine ‘delocalizzazione’ evoca timori e avversità. Ancora adesso nel discorso pubblico è ammantato da una dimensione negativa. Immediatamente si associa ad essa un senso di deprivazione che lo spostare produzioni verso altri Paesi può provocare: perdita di posti di lavoro, impoverimento del tessuto produttivo locale. Sono oggettivamente preoccupazioni legittime e, in taluni casi, lo spostamento di produzioni all’estero ha di fatto generato perdite occupazionali e riassetti nei sistemi produttivi locali.

In generale, però, la delocalizzazione non è stata seguita da veri e propri fenomeni degenerativi: un imprenditore su 25 (3,6%) dichiara di avere chiuso i propri stabilimenti in Italia, dopo avere aperto una nuova impresa all’estero mentre il 55,3% degli imprenditori che hanno rapporti internazionali dichiarano di non avere sostituito i loro fornitori italiani. Il 39,1% ne ha sostituito solo una parte (D. Marini, a cura di, L’Italia delle imprese. Rapporto 2007).

Piuttosto, le imprese che hanno riposizionato all’estero parte della propria produzione mettono in luce come, nella grande maggioranza dei casi, abbiano trascinato con sé anche le imprese terziste o subfornitrici più piccole. Ovvero quelle che forniscono loro produzioni e/o servizi che non riescono a trovare all’estero. Un simile processo tende a generare un’osmosi sul piano territoriale d’origine, di reciproco arricchimento.

E’ necessario agire perché i percorsi di internazionalizzazione siano percepiti ed interpretati senza eccessive semplificazioni, indagando in profondità e con propositività come le imprese che si riposizionano adeguano e rinnovano il rapporto con il proprio territorio d’origine e con il territorio d’arrivo.
La competitività è una risultante che emerge dall’interazione di numerosi fattori: alcuni tangibili, materiali – capitali, tecnologie – altri intangibili, più legati alla conoscenza – esperienze, competenze, strategie. La cultura del lavoro e la cultura d’impresa rappresentano un bagaglio di esperienze, competenze, strategie ed indicano il saper fare, la maniera con cui si fa qualche cosa.
E’ improbabile riuscire a rinnovare la competitività del sistema produttivo italiano senza che le imprese siano capaci di diffondere e condividere con i territori una cultura del lavoro.

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One Response to “La cultura del lavoro: il primo fattore di competitività”

  1. Italoblog, aziende e web: perchè il web non è cosa da poco : www.italoblog.it on febbraio 11th, 2010 09:34

    [...] cultura del fare abbiamo trovato la [...]

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