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Uno sguardo all’economia slovacca

marzo 30, 2015 by Italo 

Uno sguardo sull’economia slovacca
Secondo gli ultimi dati elaborati da VUB Banka, nell’ultimo anno la situazione dell’economia slovacca si è caratterizzata per:
un’andatura stabile di crescita del PIL;
una Composizione del PIL stabile e sostenuta sia dal lato della domanda interna che dal lato della domanda estera;
un primo trimestre 2015 relativamente forte per quanto riguarda il settore industriale e il settore delle costruzioni;
un tasso di occupazione decisamente migliorato;
un tasso di inflazione in ribasso, dovuto soprattutto al basso prezzo del petrolio;
rendimenti dei titoli di stato spesso negativi, grazie alle attività di acquisto della BCE.
Nel 2014 la composizione del PIL slovacco risulta essere stata guidata non solo dalla crescita della domanda interna ma anche da un saldo positivo della bilancia commerciale.
Per quanto riguarda il settore industriale, lo scorso anno si è assistito a un leggero calo dell’output totale, anche se l’industria nel suo complesso è riuscita a chiudere con un risultato del +2,4%, migliore rispetto alle aspettative. Analizzando più da vicino i risultati raggiunti dall’industria, si può notare un calo di circa il 4% nel settore automobilistico. I risultati migliori, invece, si sono registrati nella produzione di apparecchiature elettroniche e nella produzione di metalli base.                                                                                                                                                       Anche il settore delle costruzioni ha visto una buona crescita, arrivando ad un aumento del 3,3% nel mese di gennaio, che ha annullato gli effetti dei precedenti ribassi, attestandosi su una crescita annuale dello 0,3% rispetto al mese di gennaio 2014.
Molto significativo è stato anche il continuo ribasso del tasso di disoccupazione, sceso dell’1,6% su base annuale, che si è recentemente attestato intorno al 12,6%. Anche l’inflazione continua a calare, non solo in Slovacchia ma anche a livello europeo; questo fatto è dovuto, in gran parte, al ribasso del prezzo del greggio.
Durante lo scorso mese di Febbraio, il budget statale ha ampliato il proprio “cash deficit” di 680 milioni di euro. Ciò è stato dovuto principalmente a fattori esogeni, piuttosto che a movimenti fiscali consolidati. A livello di contabilità pubblica, si è assistito a un decremento delle entrate fiscali più che compensato, tuttavia, dall’entrata di fondi europei.
Per quanto riguarda invece la situazione europea, si è assistito, negli ultimi mesi, ad un costante decremento dei titoli di stato di molti paesi, in seguito alla politica estensiva di acquisto attuata dalla BCE. Attualmente, i titoli di stato slovacchi, a breve termine, hanno rendimenti molto prossimi allo zero.
La moneta unica europea ha perso molto del suo valore nelle passate settimane rispetto al dollaro. Secondo gli analisti, la motivazione è da ricercare principalmente nelle divergenti politiche tra la Fed americana e la BCE.
Gli analisti di VUB Banka stimano che, complessivamente, l’economia slovacca manterrà i ritmi sostenuti fino ad ora, sia a livello di ouput industriale che di incremento del PIL, attraverso i consumi delle famiglie e la stabilità della bilancia commercSecondo gli ultimi dati elaborati da VUB Banka, nell’ultimo anno la situazione dell’economia slovacca si è caratterizzata per:

Secondo gli ultimi dati elaborati da VUB Banka, nell’ultimo anno la situazione dell’economia slovacca si è caratterizzata per:

un’andatura stabile di crescita del PIL;

una Composizione del PIL stabile e sostenuta sia dal lato della domanda interna che dal lato della domanda estera;

un primo trimestre 2015 relativamente forte per quanto riguarda il settore industriale e il settore delle costruzioni;

un tasso di occupazione decisamente migliorato;

un tasso di inflazione in ribasso, dovuto soprattutto al basso prezzo del petrolio;

rendimenti dei titoli di stato spesso negativi, grazie alle attività di acquisto della BCE.

ID-100293625

Nel 2014 la composizione del PIL slovacco risulta essere stata guidata non solo dalla crescita della domanda interna ma anche da un saldo positivo della bilancia commerciale.

Per quanto riguarda il settore industriale, lo scorso anno si è assistito a un leggero calo dell’output totale, anche se l’industria nel suo complesso è riuscita a chiudere con un risultato del +2,4%, migliore rispetto alle aspettative. Analizzando più da vicino i risultati raggiunti dall’industria, si può notare un calo di circa il 4% nel settore automobilistico. I risultati migliori, invece, si sono registrati nella produzione di apparecchiature elettroniche e nella produzione di metalli base.

Anche il settore delle costruzioni ha visto una buona crescita, arrivando ad un aumento del 3,3% nel mese di gennaio, che ha annullato gli effetti dei precedenti ribassi, attestandosi su una crescita annuale dello 0,3% rispetto al mese di gennaio 2014.

Molto significativo è stato anche il continuo ribasso del tasso di disoccupazione, sceso dell’1,6% su base annuale, che si è recentemente attestato intorno al 12,6%. Anche l’inflazione continua a calare, non solo in Slovacchia ma anche a livello europeo; questo fatto è dovuto, in gran parte, al ribasso del prezzo del greggio.

Durante lo scorso mese di Febbraio, il budget statale ha ampliato il proprio “cash deficit” di 680 milioni di euro. Ciò è stato dovuto principalmente a fattori esogeni, piuttosto che a movimenti fiscali consolidati. A livello di contabilità pubblica, si è assistito a un decremento delle entrate fiscali più che compensato, tuttavia, dall’entrata di fondi europei.

Per quanto riguarda invece la situazione europea, si è assistito, negli ultimi mesi, ad un costante decremento dei titoli di stato di molti paesi, in seguito alla politica estensiva di acquisto attuata dalla BCE. Attualmente, i titoli di stato slovacchi, a breve termine, hanno rendimenti molto prossimi allo zero.

La moneta unica europea ha perso molto del suo valore nelle passate settimane rispetto al dollaro. Secondo gli analisti, la motivazione è da ricercare principalmente nelle divergenti politiche tra la Fed americana e la BCE.

Gli analisti di VUB Banka stimano che, complessivamente, l’economia slovacca manterrà i ritmi sostenuti fino ad ora, sia a livello di ouput industriale che di incremento del PIL, attraverso i consumi delle famiglie e la stabilità della bilancia commerciale.

Fonte: dati VUB Banka

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Una nuova era: l’Unione dell’Energia

marzo 27, 2015 by Italo 

„L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto“.
La „Dichiarazione Schuman“, rilasciata il 9 maggio 1950 dall’allora Ministro degli Esteri francese Robert Schuman, proponeva la creazione di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio, i cui membri avrebbero appunto messo in comune le produzioni di carbone e acciaio. La base su cui si fonda quella che è diventata oggi l’Unione europea è proprio l’energia. Nel corso degli anni tanti sono stati gli sforzi per rendere la politica energetica dei Paesi membri omogenea e la fruizione della stessa accessibile a tutti e oggi, più che mai, questo tema è divento una priorità assoluta, incorporata nel programma politico del nuovo Presidente della Commissione europea, Juncker.
La strategia europea punta alla creazione di un’Unione dell’Energia in modo da garantire energia sicura e accessibile a tutti i cittadini e a tutte le imprese europee. Utilizzare l’energia in modo saggio, lottando contro il cambiamento climatico, non è solo un investimento per il futuro dei propri figli, ma è anche un modo per creare nuovi posti di lavoro e per far crescere l’UE in modo sostenibile. L’Unione dell’Energia, consentirà un libero flusso di energia che prescinderà dai confini nazionali e garantirà un approvvigionamento di energia sicuro per l’intera UE. Grazie alle nuove tecnologie e all’utilizzo di infrastrutture di recente costruzione, i costi per le famiglie europee subiranno un notevole taglio. L’attuazione di una politica energetica comune, che sia così ambiziosa da abbracciare tutte le diverse fonti di energia, si tratti di energia fossile (petrolio, gas, carbone), nucleare o rinnovabile (solare, eolica, da biomassa, geotermica, idraulica, maremotrice) darà avvio ad una nuova rivoluzione industriale, che trasformerà presto l’UE in un’economia a basso consumo di energia, più sicura, più competitiva e, soprattutto, più sostenibile.
L’Unione dell’energia, in particolare, comporterà:
una clausola di solidarietà: per ridurre la dipendenza da singoli fornitori potendo fare pieno affidamento ai paesi vicini, soprattutto in caso di perturbazioni dell’approvvigionamento energetico. Gli accordi conclusi dai paesi dell’UE per acquistare energia o gas da paesi terzi saranno caratterizzati da una maggiore trasparenza;
flussi di energia equiparati a una quinta libertà: la libertà dell’energia di attraversare le frontiere, applicando rigorosamente le regole attuali in ambiti come la separazione dell’energia e l’indipendenza dei regolatori, anche agendo in giudizio se necessario. Il mercato dell’elettricità sarà riorganizzato per renderlo più interconnesso, più rinnovabile e più reattivo. Gli interventi dello Stato nel mercato interno saranno sostanzialmente rivisti e i sussidi che hanno ripercussioni negative sull’ambiente gradualmente eliminati;
l’efficienza energetica al primo posto: l’efficienza energetica sarà ripensata radicalmente e considerata una fonte di energia a sé stante, in grado di competere alla pari con la capacità di generazione;
una transizione verso una società a basse emissioni di CO2 costruita per durare: l’energia prodotta a livello locale, anche da fonti rinnovabili, dovrà essere assorbita nella rete in modo agevole ed efficiente; si promuoverà la leadership tecnologica dell’UE, sviluppando la prossima generazione di tecnologie dell’energia da fonti rinnovabili e raggiungendo una posizione di leadership nell’elettromobilità, mentre le imprese europee aumenteranno le esportazioni e saranno competitive a livello globale.

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„L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto“.

La „Dichiarazione Schuman“, rilasciata il 9 maggio 1950 dall’allora Ministro degli Esteri francese Robert Schuman, proponeva la creazione di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio, i cui membri avrebbero appunto messo in comune le produzioni di carbone e acciaio. La base su cui si fonda quella che è diventata oggi l’Unione europea è proprio l’energia. Nel corso degli anni tanti sono stati gli sforzi per rendere la politica energetica dei Paesi membri omogenea e la fruizione della stessa accessibile a tutti e oggi, più che mai, questo tema è diventato una priorità assoluta, incorporata nel programma politico del nuovo Presidente della Commissione europea, Juncker.

La strategia europea punta alla creazione di un’Unione dell\’Energia in modo da garantire energia sicura e accessibile a tutti i cittadini e a tutte le imprese europee. Utilizzare l’energia in modo saggio, lottando contro il cambiamento climatico, non è solo un investimento per il futuro dei propri figli, ma è anche un modo per creare nuovi posti di lavoro e per far crescere l’UE in modo sostenibile. L’Unione dell’Energia, consentirà un libero flusso di energia che prescinderà dai confini nazionali e garantirà un approvvigionamento di energia sicuro per l’intera UE. Grazie alle nuove tecnologie e all’utilizzo di infrastrutture di recente costruzione, i costi per le famiglie europee subiranno un notevole taglio. L’attuazione di una politica energetica comune, che sia così ambiziosa da abbracciare tutte le diverse fonti di energia, si tratti di energia fossile (petrolio, gas, carbone), nucleare o rinnovabile (solare, eolica, da biomassa, geotermica, idraulica, maremotrice) darà avvio ad una nuova rivoluzione industriale, che trasformerà presto l’UE in un’economia a basso consumo di energia, più sicura, più competitiva e, soprattutto, più sostenibile.

L’Unione dell’energia, in particolare, comporterà:

  • una clausola di solidarietà: per ridurre la dipendenza da singoli fornitori potendo fare pieno affidamento ai paesi vicini, soprattutto in caso di perturbazioni dell’approvvigionamento energetico. Gli accordi conclusi dai paesi dell’UE per acquistare energia o gas da paesi terzi saranno caratterizzati da una maggiore trasparenza;
  • flussi di energia equiparati a una quinta libertà: la libertà dell’energia di attraversare le frontiere, applicando rigorosamente le regole attuali in ambiti come la separazione dell’energia e l’indipendenza dei regolatori, anche agendo in giudizio se necessario. Il mercato dell’elettricità sarà riorganizzato per renderlo più interconnesso, più rinnovabile e più reattivo. Gli interventi dello Stato nel mercato interno saranno sostanzialmente rivisti e i sussidi che hanno ripercussioni negative sull’ambiente gradualmente eliminati;
  • l’efficienza energetica al primo posto: l’efficienza energetica sarà ripensata radicalmente e considerata una fonte di energia a sé stante, in grado di competere alla pari con la capacità di generazione;
  • una transizione verso una società a basse emissioni di CO2 costruita per durare: l’energia prodotta a livello locale, anche da fonti rinnovabili, dovrà essere assorbita nella rete in modo agevole ed efficiente; si promuoverà la leadership tecnologica dell’UE, sviluppando la prossima generazione di tecnologie dell’energia da fonti rinnovabili e raggiungendo una posizione di leadership nell’elettromobilità, mentre le imprese europee aumenteranno le esportazioni e saranno competitive a livello globale.

Unione dell'Energia

Per realizzare pienamente l’Unione dell’Energia, l‘UE deve cooperare con i paesi sviluppati e con i paesi in via di sviluppo, siano essi paesi produttori, paesi di transito o paesi consumatori. Sempre di più, affacciandosi sulla scena mondiale, si rileva necessario per l’UE e per i suoi Stati membri interloquire uniti in una sola voce nei consessi internazionali.

La Slovacchia, che avrà il compito di presenziare il Consiglio dell’UE durante il secondo semestre del 2016, ha proposto come tema principale da affrontare durante questi sei mesi, proprio l‘energia. Il Viceministro degli Affari Esteri slovacco, Peter Javorcik, ha sottolineato comunque, come la Slovacchia sia più interessata a risolvere problemi legati alla sicurezza energetica e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, piuttosto che a trovare una soluzione per il miglioramento dell’efficienza energetica.

Fonte: DG Energy – European Commission

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L’iscrizione all’A.I.R.E.

marzo 24, 2015 by Italo 

Nel 1988 fu istituito, con la legge n°470 art.6, l’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’estero). Si tratta di un registro anagrafe gestito dalla Farnesina (Ministero degli Affari Esteri) il quale consente ai cittadini italiani residenti all’estero di usufruire di alcuni diritti tra i quali, ad esempio:
la possibilità di votare per elezioni politiche e referendum, per corrispondenza nel Paese di residenza, e per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo, nei seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all’UE;
la possibilità di ottenere il rilascio o rinnovo di documenti di identità e di viaggio, nonché certificazioni;
la possibilità di rinnovare la patente di guida.
L’iscrizione all’AIRE rappresenta un diritto-dovere del cittadino. Chiamati a iscriversi all’anagrafe sono:
i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi;
coloro che già risiedono all’estero, sia perché nati all’estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.
Nel caso, invece, di lavori stagionali, i cittadini che si spostano per meno di un anno, militari presso uffici esteri o sedi NATO e dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero, non hanno l’obbligo civile o legale di iscrizione all’AIRE.
L’iscrizione all’AIRE è effettuata a seguito di dichiarazione resa dall’interessato all’Ufficio consolare competente per territorio entro 90 giorni dal trasferimento della residenza e comporta la contestuale cancellazione dall’Anagrafe della Popolazione Residente (A.P.R.) del Comune di provenienza.
All’apposito modulo di richiesta (reperibile nei siti web degli Uffici consolari) va allegata documentazione che provi l’effettiva residenza nella circoscrizione consolare (es. certificato di residenza rilasciato dall’autorità estera, permesso di soggiorno, carta di identità straniera, bollette di utenze residenziali, copia del contratto di lavoro, ecc.). Qualora la richiesta non sia presentata personalmente va altresì allegata una copia del documento d’identità del richiedente.
L’iscrizione all’A.I.R.E. é completamente gratuita.

Nel 1988 fu istituito, con la legge n°470 art.6, A.I.R.E. (Anagrafe Italiani Residenti all’estero). Si tratta di un registro anagrafe gestito dalla Farnesina (Ministero degli Affari Esteri) il quale consente ai cittadini italiani residenti all’estero di usufruire di alcuni diritti tra i quali, ad esempio:

  • la possibilità di votare per elezioni politiche e referendum, per corrispondenza nel Paese di residenza, e per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo, nei seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all’UE;
  • la possibilità di ottenere il rilascio o rinnovo di documenti di identità e di viaggio, nonché certificazioni;
  • la possibilità di rinnovare la patente di guida.

L’iscrizione all’A.I.R.E. rappresenta un diritto-dovere del cittadino. Chiamati a iscriversi all’anagrafe sono:

  • i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi;
  • coloro che già risiedono all’estero, sia perché nati all’estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.

Nel caso, invece, di lavori stagionali, ovvero: cittadini che si spostano per meno di un anno, militari presso uffici esteri o sedi NATO e dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero, l’obbligo civile o legale di iscrizione all’A.I.R.E. non sussiste.

L’iscrizione all’A.I.R.E. è effettuata a seguito di dichiarazione resa dall’interessato all’Ufficio consolare competente per il territorio entro 90 giorni dal trasferimento della residenza e comporta la contestuale cancellazione dall’Anagrafe della Popolazione Residente (APR) del Comune di provenienza.

All’apposito modulo di richiesta (reperibile nei siti web degli Uffici consolari) va allegata documentazione che provi l’effettiva residenza nella circoscrizione consolare (es. certificato di residenza rilasciato dall’autorità estera, permesso di soggiorno, carta di identità straniera, bollette di utenze residenziali, copia del contratto di lavoro, ecc.). Qualora la richiesta non sia presentata personalmente va altresì allegata una copia del documento d’identità del richiedente.

L’iscrizione all’A.I.R.E. é completamente gratuita.

Per un approfondimento sulle condizioni necessarie in Slovacchia: Ambasciata d\’Italia a Bratislava e Guida Italiani all’Estero

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Fonte: Ministero dell\’Interno della Repubblica Italiana

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Eurostat rende noto il livello dei salari minimi nei 28 paesi UE

marzo 19, 2015 by Italo 

Secondo quanto riportato da un recente sondaggio elaborato da Eurostat, le differenze degli stipendi minimi nei vari paesi europei sarebbero enormi, basti considerare, ad esempio, la differenza tra la paga minima nel Lussemburgo (1.923 euro) e la paga minima bulgara (184 euro).

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Tra i 28 paesi membri dell’Unione Europea solo sei non hanno introdotto il salario minimo, si tratta di: Italia, Austria, Danimarca, Cipro e Paesi Scandinavi (Finlandia e Svezia). La Germania è entrata a far parte per la prima volta dell’elenco dei Paesi con un salario minimo stabilito a partire dallo scorso gennaio 2015.

Calcolando la retribuzione minima oraria, la Slovacchia si posiziona a 2,18 euro/ora, ovvero allo stesso livello dell’Ungheria (2,17 euro/ora) e leggermente più in alto rispetto alla Repubblica Ceca (2 euro/ora).

Per comparare meglio gli effetti sul mercato del lavoro, tuttavia, sarebbe utile rapportare il salario minimo al salario effettivo. In Slovacchia questa proporzione si attesta al 46%, il che significa che il salario minimo legale rappresenta il 46% del salario medio effettivo nel Paese. Nei Paesi confinanti, come ad esempio Ungheria e Polonia, la percentuale si aggira, rispettivamente, al 54% e 50%. In fondo alla classifica europea si trova la Repubblica Ceca, con un salario minimo che rappresenta solo il 36% del salario effettivo medio.

Tabella a

Tabella b

Tabella c

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Nuovi incentivi dall’UE per le PMI slovacche

marzo 19, 2015 by Italo 

Lo scorso mese, a seguito di una decisione del Consiglio Direttivo della Banca Europea per gli Investimenti, è stato presentato un piano che permetterà alle piccole e medie imprese europee di beneficiare di nuovi fondi europei per gli investimenti strategici. Uno dei Vice-Presidenti della Commissione Europea, Jyrki Katainen, ha affermato che la decisione è un grande passo in avanti sia per le piccole-medie imprese bisognose di capitale e sia per l’Europa nel suo complesso.

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Più nello specifico, i fondi saranno messi a disposizione delle PMI da parte del Fondo Europeo per gli Investimenti, il quale coprirà i rischi con gli intermediari fornendo ulteriori fondi affinché il fondo principale (Fondo Europeo Investimenti Strategici) non sia pienamente operativo prima del settembre 2015.

Le misure chiave del piano di investimenti prevedono:

  • fondi disponibili e pronti già dalla fine del mese di settembre;
  • lavori su altre parti del piano investimenti, come ad esempio l’istituzione di un progetto trasparente per la raccolta e lo sviluppo delle opportunità di investimento e un centro consultivo di investimento europeo, che saranno implementati e accelerati allo scopo di assicurare che il fondo europeo per gli investimenti strategici sia pienamente operativo;
  • la rimozione di barriere regolatrici degli investimenti e il rafforzamento del mercato unico. A tal fine, la Commissione prevederebbe di lanciare a breve una carta verde all’interno del mercato comunitario, così da istituire una consultazione pubblica di tutte le parti interessate.

Secondo quanto ribadito dal numero uno della Commissione Europea, J.C Juncker, questo piano di investimenti sarà una priorità per l’Europa, che è pronta a mobilitare circa 315 miliardi di euro di investimenti privati e pubblici all’interno dell’UE. Questi fondi saranno destinati principalmente a progetti di realizzazione della banda larga e collegamenti energetici, oltre che alle piccole e medie imprese.

Le opportunità dedicate alla Slovacchia

Fonte: www.europa.eu/rapid/press-release

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Il progetto STAIR: 8 tirocini formativi

marzo 18, 2015 by Italo 

Il progetto STAIR – Sustainable Tourism Across Italian Regions – quest’anno coinvolge otto ragazzi, partiti a gennaio da Torino, che stanno svolgendo uno stage in Slovacchia nel settore del turismo sostenibile. Abbiamo chiesto loro di raccontarci come procede questa avventura per conoscere meglio il programma e le opportunità che offre.

Monti-Tatra

A Bratislava lavorano Sara, Daniela, Dario ed Elisabetta.

Sara Pavesio sta svolgendo il suo stage presso un hotel, dove lavora nell’ufficio vendite e marketing. Durante lo stage si è occupata della traduzione in italiano della pagina web dell’albergo e ha iniziato a compilare un catalogo comprendente tutte le aziende italiane con sede in città, o nei dintorni, per poterle contattare ed offrire loro i servizi dell’hotel, in vista di stipulare futuri contratti di collaborazione.

Sara Pavesio

Daniela Caccia sta svolgendo il suo stage presso un’agenzia turistica dove si occupa di realizzare offerte turistiche interessanti per il mercato italiano con il quale cerca nuove collaborazioni e partnerships.

Inoltre, supporta un’agenzia che si occupa della promozione della regione di Bratislava, dove collaborando ad un progetto promozionale in vista di Expo Milano 2015.

Infine, lavora part-time anche presso la Camera di Commercio Italo-Slovacca.

Daniela Caccia

Dario Quaglia ed Elisabetta Narese lavorano per un’agenzia di promozione, che si occupa, in particolare, della promozione del turismo italiano in Slovacchia. Quello che l’agenzia si propone per il futuro è di avviare un interscambio tra Slovacchia e Italia, puntando ad un significativo aumento del turismo italiano in Slovacchia.

Dario ed Elisabetta stanno lavorando alla realizzazione del materiale promozionale riguardante l’Italia e di pacchetti turistici per l’EXPO 2015 di Milano. Contattano hotel, stanno creando una sezione nel sito dell’agenzia riguardante l’EXPO e si adoperano per proporre contratti vantaggiosi alle aziende slovacche interessate.

L’obiettivo è promuovere  al meglio il turismo italiano e far comprendere sia il valore culturale, ma anche economico, del Paese.

Elisabetta e Dario

Spostandoci verso est, troviamo Davide Tarantini e Giulia Aragno, tirocinanti presso la proloco di Poprad, dove stanno contribuendo alla realizzazione del Festival Viva l’Italia, per quanto riguarda tutti i suoi aspetti (presentazioni power point, ricerche di potenziali contatti interessati al festival, creazione del sito web in italiano della Pre Mesto e di Viva Italia, varie ricerche nel web) che si terrà nel centro storico di Poprad dal 17 al 21 giugno 2015.

Oltre a questo, stanno aiutando la Pre Mesto e stanno collaborando con il loro tutor, Fabio Bortolini, per la promozione e la creazione di una sottosezione del Cai (Club Alpino Italiano) sui Monti Tatra e ciò implica diverse attività di promozione turistica per la valorizzazione delle potenzialità di questa zona.

Davide

Giulia

Infine, nella città di Stará L’ubovňa Davide e Gloria svolgono il loro stage presso il Castello di L’ubovňa.

Gloria Assetta lavora al castello; sta studiando la storia di questo suggestivo luogo per poter iniziare a fare la guida turistica a breve. Nel frattempo, si occupa della traduzione dei contenuti web e delle brochure informative per i turisti italiani.

Anche Davide Cassinelli, laureato in Scienze del Turismo alla facoltà di Lingue e Letterature straniere della città di Torino, lavora all’interno del castello della città, svolgendo diversi compiti, tra i quali: la guida turistica in lingua straniera, traduzioni in lingua per le brochures degli eventi e per il sito internet.

Davide e Gloria

I tirocini, della durata di tre mesi, sono stati preceduti da un periodo di formazione in aula e si concluderanno nel mese di aprile 2015.

Per informazioni sui prossimi bandi: http://www.consorzio-infor.it/

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La Slovacchia alla guida dell’Europa

marzo 17, 2015 by Italo 

Da luglio a dicembre 2016, la Slovacchia presiederà il Consiglio dell’Unione Europea. Succederà alla presidenza olandese del primo semestre 2016 e precederà la presidenza maltese nel primo semestre del 2017. Durante il periodo nel quale la Slovacchia reggerà il timone comunitario, saranno affrontati temi e questioni cruciali di carattere sia nazionale che internazionale.

ID-10046621

QUESTIONI DI RILIEVO PER LA PRESIDENZA

Maggiore risalto sarà dato all’occupazione, interconnessa in particolare con l’educazione, come questione aperta e corrente. Le priorità della presidenza slovacca sono state definite da un Panel ad hoc che si è riunito durante il 2° Workshop della Convenzione Nazionale sull’UE, in cui si sono tenute le discussioni mirate a definire l’agenda slovacca in vista dell’importante impegno internazionale che attende il paese. Le discussioni, che hanno avuto luogo presso la SR MFEA lo scorso 9 febbraio, sono state aperte dal Segretario di Stato Peter Javorcík.

“Uno degli obiettivi è quello di identificare le idee che possono essere presentate a livello europeo dalla presidenza slovacca,” ha detto il Segretario di Stato Javorcík, aggiungendo che alcuni aspetti potrebbero  essere: il mercato del lavoro, l’istruzione e i gruppi sociali emarginati. “Questo argomento è importante per la Slovacchia, tenuto anche conto delle statistiche poco lusinghiere riguardo alle questioni citate.”

La disoccupazione, secondo le indagini, è chiaramente la più grande preoccupazione dei cittadini europei. Quasi il 22% delle persone di età inferiore ai 25 anni (UE-28) è, al momento, disoccupato. Si può prevedere, dunque,  quasi con certezza, che il tema rimarrà in primo piano anche durante la presidenza slovacca nel 2° semestre del 2016.
Le discussioni del Panel hanno prodotto molte idee e posto l’accento sull’importanza della formazione che, secondo diversi relatori, dovrebbe essere interconnessa con le possibilità di occupazione a tutti i livelli. Il dibattito si è focalizzato, inoltre, su questioni come l’aumento della mobilità degli studenti, la mobilità del lavoro all’interno dell’UE e la riduzione delle barriere amministrative di reciproco riconoscimento dei diplomi come potenziale strumento comunitario per la promozione delle cosiddette competenze generiche e la presenza di dati attendibili e di qualità tali da sostenere le seguenti politiche.

I relatori del seminario sono stati: Ivan Hromada, della Rappresentanza Permanente della Repubblica Slovacca per l’Unione Europea; Branislav Žúdel, dell’Istituto per la Politica Finanziaria; Miriam Toplánska,  della DG della Commissione per l’Occupazione e l’Inclusione Sociale e Renáta Králiková, dell’Istituto Governance Slovacca. Negli ultimi mesi, inoltre, si sono tenuti una serie di workshop sulle potenziali priorità in vista della presidenza slovacca. Il primo, l’11 dicembre 2014, si è incentrato sulla politica di coesione. La Convenzione Nazionale sull’Unione Europea si è tenuta presso i dipartimenti della diplomazia, in collaborazione con il Centro per gli Affari Europei.

ENERGIA ED EVASIONE FISCALE

Insieme al tema della dell’occupazione, vi sono anche questioni come energia ed evasione fiscale che potrebbero rientrare tra le priorità del 2016 per la presidenza slovacca dell’Unione Europea, secondo quanto riportato dal Ministro degli Affari Esteri ed Europei, Miroslav Lajčák, in un’intervista rilasciata lo scorso 12 gennaio.

“Sono questi i temi di interesse per la Slovacchia”, ha detto Lajčák dopo il suo incontro con i rappresentanti dei partiti politici Christian Democratic Movement (KDH), Libertà e Solidarietà (SaS), Ordinary People e Personalità Indipendenti (Olano), Unione Cristiana dei Democratici slovacchi (SDKÚ ), Most-Hid e SIET.
Il 1 ° luglio 2016, la Slovacchia sostituirà i Paesi Bassi, che presiederanno l’Unione Europea a partire da gennaio. Secondo le norme comunitarie, la presidenza rientra sempre nelle competenze di un gruppo di tre stati per la durata di 18 mesi. La Slovacchia si assumerà questa responsabilità insieme con i Paesi Bassi e Malta.

DIPLOMAZIA SLOVACCA

La cosa certa è che la presidenza slovacca del Consiglio dell’Unione Europea avrà un grande impatto sulla posizione internazionale del paese e sulla sua reputazione tra i membri dell’Unione Europea. La membership non permanente della Slovacchia nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) nel 2006 – 2007 fu un’occasione di grande visibilità grazie alla quale si è dimostrata la maturità e la professionalità della diplomazia slovacca, ancora ai suoi albori. La presidenza slovacca del Consiglio dell’Unione Europea sarà una sfida politica significativa che metterà ancora una volta alla prova le capacità amministrative e tecniche del paese, migliorando l’esperienza pratica del personale di servizio civile, ampliando la loro conoscenza dell’agenda europea e contribuendo a dare la possibilità di portare propri contributi nell’UE.

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I SEE You – un nuovo progetto per l’imprenditorialità giovanile 2.0

marzo 16, 2015 by Italo 

Il progetto I SEE YOU (Initiative to foster Social Entrepreneurship Experience for Youth) é un progetto che nasce con l’intento di formare e aumentare le capacità imprenditoriali dei giovani disoccupati in Europa, focalizzandosi nello specifico sui giovani migranti e/o appartenenti a minoranze. Il progetto vuole offrire, ai giovani disoccupati che dimostrino affinità con le IT, gli strumenti per la creazione di una propria impresa sociale. I SEE YOU è co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Erasmus+ 2014, Attività Chiave 2, Partenariati Strategici nel settore della gioventù.

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L’ente capofila di questa iniziativa è  FH JOANNEUM GESELLSCHAFT M.B.H. (Austria), gli altri partner coinvolti sono: Union of Self-Employed Professionals and Workers of Spain (Spagna), Universidad Nacional de Educacion Adistancia (Spagna), Programma integra s.c.s. (Italia), Taliansko Slovenska Obchodna Komora (Slovacchia), IONAD FORBARTHA GNO TEORANTA (Irlanda), Totem Learning  (Regno Unito) e Fundatia Danis pentru Dezvoltare Manageriala (Romania).

Più di 100 giovani, con una età compresa tra i 18 e i 24 anni, provenienti da Austria, Italia, Irlanda, Romania, Slovacchia, Spagna, e Regno Unito avranno accesso a corsi di formazione imprenditoriale e avranno modo di imparare a gestire un vero e proprio business attraverso attività di simulazione di problematiche aziendali. Allo stesso tempo, i giovani lavoreranno in team internazionali, che permetteranno loro di stabilire una prima rete di business. Inoltre, questi potenziali nuovi imprenditori verranno affiancati dai cosiddetti „business angels“ e da altre importanti figure imprenditoriali che mostreranno loro come avviare un business di successo.

Gli obiettivi del progetto sono i seguenti:

- valutare e classificare tramite le 10 competenze chiave per l’imprenditoria giovanile (leadership, volontà di esplorare, capacità di progettare, capacità di prendere decisioni, capacità di dare la priorità, creatività, spirito di iniziativa, competenze digitali, competitività e capacità di pensare in modo critico) i vari contesti nazionali  degli enti che partecipano al progetto, sottolineando eventuali discriminazioni presenti nei confronti dei migranti o per le minoranze;

- sviluppare una strategia che permetta di attrarre i giovani imprenditori, contattare e interagire con i giovani disoccupati, ponendo una maggiore attenzione nei confronti dei giovani migranti e/o appartenenti a minoranze;

- identificare e analizzare le difficoltà e gli ostacoli che i giovani migranti e/o appartenenti a minoranze devono affrontare nel tentativo di diventare imprenditori cercando e proponendo attività idonee ad eliminare la discriminazione. Aumentare la consapevolezza verso tali tematiche, soprattutto in contesti politici;

- sviluppare un percorso di formazione sull’imprenditoria rivolto ai giovani di diversi paesi europei, garantendo il riconoscimento di tali percorsi formativi;

- spiegare il concetto e la strategia operativa dei business angels ai giovani, che diventeranno imprenditori del futuro, sviluppando una strategia transnazionale su come attrarre questi finanziatori;

- sviluppare e testare uno strumento di business simulation per migliorare le competenze chiave e la generale fiducia dei potenziali imprenditori.

Le attività che verranno svolte sono le seguenti: produzione di un practice manual sull’imprenditoria giovanile in Europa; definizione e classificazione delle competenze chiave per l’imprenditoria; stesura di un piano di azione per l‘attivazione dei giovani e moltiplicatori per promuovere un loro attivo coinvolgimento; stesura di un piano strategico per l’inclusione di migranti/minoranze che, nel tentativo di attivarsi come imprenditori, si trovano ad affrontare ulteriori difficoltà e discriminazioni; sviluppo ed erogazione di corsi di formazione sull’imprenditorialità rivolti a giovani di diversi paesi europei; ricerca, contatto e attivazione di collaborazioni con i business angels presenti nei vari contesti nazionali; sviluppo e implementazione di uno strumento di business simulation, un cosiddetto seriuos game che simula situazioni reali legate all’imprenditoria, in cui diverse squadre si sfidano al fine di accrescere competenze ritenute chiave per un imprenditore; diffusione e disseminazione delle attività e dei prodotti del progetto, anche attraverso l’uso dei social media.

Il progetto è ufficialmente iniziato il primo novembre 2014 e terminerà il 31 ottobre 2016.

Per partecipare e per ottenere ulteriori informazioni consultare il sito: www.iseeyou-network.eu

Per tutti gli aggiornamenti: www.facebook.com/SocialEntrepreneurshipForYouth

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Il lavoro nel mercato unico europeo

marzo 6, 2015 by Italo 

Da alcuni anni a questa parte è andata affermandosi, all’interno del territorio dell’Unione Europea, la sempre più diffusa possibilità per tutti i cittadini comunitari di lavorare all’estero. In concreto, per chi cerca lavoro in un altro stato membro dell’Unione Europea è importante conoscere i propri diritti di cittadino. L’articolo fornirà una breve introduzione alle recenti normative europee in materia di lavoro, i suggerimenti, le nuove opportunità e le informazioni necessarie.

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Ultime novità normative per chi cerca un lavoro in un paese dell’UE diverso dal proprio.

  • Indennità di disoccupazione: Si può continuare a ricevere l’indennità di disoccupazione per almeno 3 mesi dal paese in cui si ha lavorato da ultimo, fino ad un massimo di 6 mesi, a seconda dell’ente che la eroga. Si può fare soltanto se: si è in stato di disoccupazione completa  (non parziale o intermittente) e si ha diritto all’indennità di disoccupazione nel paese in cui si è perso il lavoro.

Quando si arriva nel nuovo paese ospitante, bisogna: iscriversi come persona in cerca di lavoro presso i servizi nazionali per l’impiego entro 7 giorni dalla data in cui si è revocata la propria disponibilità presso i servizi per l’impiego del paese che si è lasciato, presentare all’atto dell’iscrizione il modulo U2 (ex modulo E 303) ed acconsentire ad eventuali verifiche effettuate sui richiedenti nel paese ospitante, come se si beneficiasse di una indennità di disoccupazione da parte di tale paese.

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Se si desidera rimanere più di 3 mesi all’estero, si deve chiedere un’estensione al servizio nazionale per l’impiego al paese in cui si ha perso il lavoro, spiegando il motivo della richiesta. È importante convincere il servizio competente che si ha buone possibilità di trovare un lavoro nel paese ospitante, altrimenti potrebbe negare l’estensione.

  • Posti di lavoro nella pubblica amministrazione: In quanto cittadini dell’UE, si ha il diritto di lavorare in un altro paese dell’UE, anche come dipendente pubblico, ad esempio, presso imprese statali, enti pubblici e amministrazioni pubbliche. Si tratta di solito di posti nel servizio diplomatico, nelle forze armate, nelle forze di polizia e di sicurezza, nel settore giudiziario e nell’amministrazione fiscale. Anche in tali settori, comunque, le posizioni che non implicano l’esercizio di pubblici poteri devono essere aperte ai cittadini di altri paesi dell’UE.

  • Permessi di lavoro: In quanto cittadini dell’UE, generalmente non si è tenuti ad avere un permesso di lavoro per lavorare nei vari paesi dell’Unione Europea. Nell’UE i lavoratori autonomi non hanno bisogno di un permesso di lavoro.
  • Tassazione: Non esiste una normativa europea che stabilisca come tassare il reddito (salario, pensione, prestazioni, proprietà, successioni, donazioni o altre fonti di reddito) dei cittadini dell’UE che vivono, lavorano o soggiornano al di fuori del loro paese di origine. Vi sono solo leggi nazionali e trattati fiscali bilaterali tra paesi, che però non prevedono tutte le eventualità e variano notevolmente. Per maggiori info riguardanti le tassazioni nei vari paesi dell’UE si può visitare il link: http://europa.eu/youreurope/citizens/work/taxes/income-taxes-abroad/index_it.htm

  • Disoccupazione e indennità: I regimi di sicurezza sociale variano notevolmente all’interno dell’Europa, e ogni paese dell’UE è libero di decidere in maniera autonoma come impostare il proprio sistema previdenziale.La normativa europea stabilisce tuttavia con quale regime nazionale si sia assicurati quando sono in gioco due o più paesi, ad esempio se si ha vissuto o lavorato in un paese dell’UE diverso dal proprio. Per saperne di più: http://europa.eu/youreurope/citizens/work/unemployment-and-benefits/index_it.htm

Secondo i più recenti dati dell’Unione Europea, si è registrato, negli ultimi decenni, un evidente trend in crescita per quanto riguarda lo spostamento di merci e persone, sempre più interconnessi tra loro, all’interno del mercato unico europeo. Questo fatto comporta che le economie comunitarie nel loro complesso rappresentino un modello di cooperazione e un aggregato sociale ed economico tra i più prosperi al mondo.

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Il progetto STAIR: turismo sostenibile in Slovacchia

febbraio 25, 2015 by Italo 

Negli ultimi anni si è sentito sempre più spesso parlare di “turismo sostenibile”: si tratta di un tipo di turismo promosso da operatori che rivolgono una particolare attenzione al rapporto tra l’attività turistica e le caratteristiche del contesto territoriale, che adottano strategie operative affinché tale rapporto sia all’insegna dell’armonia e del rispetto. Il turismo sostenibile si propone quale modello alternativo di turismo, che non rinuncia alla vitalità economica e alla ricerca del benessere della comunità locale. Tuttavia, la priorità non è la crescita rapida dei redditi turistici, ma piuttosto la valorizzazione della natura, delle tradizioni culturali, storiche e culinarie del territorio, promuovendo investimenti duraturi nel tempo e lungimiranti.

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Proprio sui principi cardine del turismo sostenibile, si è sviluppato il progetto STAIR – Sustainable Tourism Across Italian Regions – promosso della regione Piemonte e sostenuto dall’ente di formazione INFOR, nato con l’idea di finanziare Progetti di Mobilità Transnazionale, attraverso la Direttiva relativa alla Mobilità Transnazionale 2012/2014.

Il progetto STAIR, in particolare, prevede l’organizzazione di visite aziendali in Spagna per i titolari e gli amministratori di piccole e medie imprese e tirocini formativi in Spagna, Repubblica Slovacca e Bulgaria per giovani non occupati, di età inferiore a 35 anni.

Il tirocinio all’estero rappresenta una preziosa occasione di crescita professionale e personale, che consente di effettuare un periodo di full-immersion in un’azienda affermata e in una cultura straniera. Durante la mobilità, il tirocinante acquisisce nuove competenze, applica quanto già appreso, entra in contatto con metodi di lavoro differenti e perfeziona la padronanza di almeno una lingua straniera.

Per quanto riguarda la proposta di tirocinio in Slovacchia, INFOR, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-Slovacca, ha permesso ad otto ragazzi residenti nella regione Piemonte di partire per un’esperienza lavorativa e formativa in questo settore.

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Il tirocinio di 14 settimane, attualmente in corso, è stato preceduto da un corso di formazione di 4 settimane tenutosi in Italia, propedeutico alla partenza. Durante il corso di formazione, della durata di 80 ore, i ragazzi hanno incontrato vari docenti con i quali hanno affrontato diversi temi tra cui: la redazione di un curriculum vitae efficace, la presentazione ad un colloquio di lavoro,  una riflessione teorica sul significato di turismo sostenibile, un’analisi dell’economia piemontese e slovacca,  la redazione di un business plan, lo studio delle CSR (Corporate Social Responsibility), la promozione turistica,  i vari tipi di contratto in Italia, la comunicazione e la sua importanza nel mondo odierno. La metà delle ore di formazione in aula è stata, inoltre, dedicata alla preparazione linguistica dei tirocinanti.

Tra i vari docenti che hanno tenuto il corso:

Enrico Gennaro, Presidente di Italian Senior Expert Service (ISES), associazione di volontariato, senza fini di lucro, la cui attività principale consiste nel fornire assistenza ad imprese e comunità sul territorio nazionale e nei Paesi in via di sviluppo, per mezzo di esperti senior disponibili a trasferire le proprie conoscenze professionali.

Domenico Piano, titolare della Società di Consulenza di Direzione Arpa Consulting, con esperienza pluriennale in ricerca e selezione di personale.

Maria Rosa Thea, per vent’anni Export Manager in tre diverse aziende. Per altri vent’anni è stata Dirigente del Centro Estero Camere Commercio Piemontese, responsabile del settore formazione e progetti speciali transnazionali.

Umberto Gellona, ha ricoperto, fino al 2000, posizioni di direttore Vendite e Marketing, direttore Generale e Amministratore Delegato di diverse importanti società italiane e multinazionali.

Chiara Damilano, counselor psicosintetista e formatrice, esperta in comunicazione.

Antonio De Carolis, ha sviluppato il suo percorso professionale in aziende leader nei settori dei servizi assicurativi, della moda e della pubblicità.

Andrea Martra, svolge attività di consulting e formazione in Italia e all’estero.

Laura Marello, responsabile Settore Nuove Imprese della Camera di Commercio di Torino.

Il progetto STAIR è sicuramente un’opportunità per aumentare le potenzialità dei partecipanti, un’ottima occasione affinchè il talento incontri l’opportunità.

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Regione

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