Le domande a Unicredit Bank: “Unicredit Bank supporta gli imprenditori italiani che desiderano avviare un’attività in Slovacchia attraverso servizi di Project Finance?”
settembre 2, 2010 by Italo

UniCredit Bank ha all’interno della divisione Corporate il dipartimento di Project Financing. Quest’ultimo si occupa soprattutto di finanziamento di diversi progetti che le aziende intendono sviluppare in Slovacchia, in alcuni di questi casi in sinergia con i fondi dall’Unione Europea.
E’ possibile inviarci il dettaglio del progetto che si intende sviluppare in Slovacchia, in modo tale da poter fornire la giusta assistenza. Questo perché ci sono delle differenze tra i finanziamenti in Italia e quelli appunto all’estero.
Le domande a Unicredit Bank: “Su un mutuo per l’acquisto della prima casa posso chiedere il 100% dell’importo dell’abitazione?”
settembre 2, 2010 by Italo

UniCredit Bank per quanto riguarda il mutuo per l’acquisto della casa, offre il finanziamento fino ad un massimale di 80- 90% del valore della casa, prendendo in considerazione due fattori: l’oggetto che il cliente mette in pegno ed il quadro generale del cliente stesso.
La banca accetta che l’immobile che viene messo in pegno sia un immobile abitabile tutto l’anno e che si trovi sul territorio slovacco.
In fase di richiesta del fido ipotecario, viene richiesta la perizia di stima dell’immobile, eseguita nell’ultimo anno. A questo documento si aggiunge la lettera dal catasto (non anteriore ai 3 mesi), ed altri documenti che sono necessari per la banca per poter valutare la richiesta del cliente.
Dove vanno i nostri soldi?
agosto 31, 2010 by Italo
Di open data, cioè della pubblicazione di database pubblici resi accessibili ai cittadini che possono utilizzarne i contenuti come desiderano, ne riparleremo vista l’utilità e il nostro ruolo.
Basta accennare all’esempio della California, per citarne uno.
Nel frattempo pubblichiamo questa interessante rilettura fatta da Gaspar Torriero dei conti pubblicati dalla Ragioneria della Stato: i numeri fanno riferimento al 2007, stanziamenti di competenza del disegno di legge di bilancio 1° anno,.
Numeri alla mano, non c’è da stare allegri.
| 034 – Debito pubblico | 40,48% |
| 003 – Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali | 14,27% |
| 025 – Politiche previdenziali | 9,82% |
| 029 – Politiche economico-finanziarie e di bilancio | 8,70% |
| 022 – Istruzione scolastica | 5,90% |
| 024 – Diritti sociali, politiche sociali e famiglia | 3,31% |
| 004 – L’Italia in Europa e nel mondo | 3,29% |
| 005 – Difesa e sicurezza del territorio | 2,57% |
| 033 – Fondi da ripartire | 1,83% |
| 007 – Ordine pubblico e sicurezza | 1,35% |
| 023 – Istruzione universitaria | 1,14% |
| 006 – Giustizia | 1,00% |
| 013 – Diritto alla mobilita’ | 0,98% |
| 028 – Sviluppo e riequilibrio territoriale | 0,80% |
| 011 – Competitivita’ e sviluppo delle imprese | 0,63% |
| 014 – Infrastrutture pubbliche e logistica | 0,54% |
| 008 – Soccorso civile | 0,51% |
| 017 – Ricerca e innovazione | 0,49% |
| 001 – Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri | 0,42% |
| 026 – Politiche per il lavoro | 0,37% |
| 032 – Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche | 0,34% |
| 027 – Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti | 0,20% |
| 021 – Tutela e valorizzazione dei beni e attivita’ culturali e paesaggistici | 0,18% |
| 018 – Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente | 0,14% |
| 015 – Comunicazioni | 0,14% |
| 009 – Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca | 0,13% |
| 019 – Casa e assetto urbanistico | 0,12% |
| 030 – Giovani e sport | 0,11% |
| 020 – Tutela della salute | 0,10% |
| 002 – Amministrazione generale e supporto alla rappresentanza generale di Governo e dello Stato sul territorio | 0,05% |
| 016 – Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo | 0,03% |
| 031 – Turismo | 0,01% |
| 010 – Energia e diversificazione delle fonti energetiche | 0,01% |
| 012 – Regolazione dei mercati | 0,00% |
15 dati per la tua comunicazione B2B
agosto 30, 2010 by Italo
Di questi tempi, ogni azienda comincia a disegnare il proprio budget per l’anno prossimo: ma quali sono i tool a disposizione per quanto riguarda la comunicazione on line?
Di fronte ai cambiamenti in atto, sopratutto in ambito economico, gli investimenti in comunicazione non sembrano arrestarsi, anzi. Come evidenzia Gene Leganza su forrester “è divertente guardare emergenti tecnologie e immaginare che impatto potrebbero avere tra qualche anno”, mentre “è un po ‘più pragmatico di concentrarsi sulle tendenze della tecnologia”.
Ma per le aziende che certamente non si accontentano di osservare ma che devono investire e programmare, quali sono le direzioni da prendere?
Per cominciare la riflessione, partiamo dall’ambito B2B, visto che molte delle aziende associate alla Camera di Commercio Italo Slovacca, operano in questo settore.
Umberto Milletti indica che “la vendita è una rivoluzione sociale, e come tutte le rivoluzioni, il passaggio da pratiche tradizionali di applicazione moderna è cucita con insegnamenti e processi innovativi per conquistare compiti banali. La rivoluzione del processo di vendita B2B attraverso la vendita di sociale non fa eccezione”. C’è da passare dal marketing di massa ad una messaggistica personalizzata, dal “ready to buy” ad una conversazione continua per arrivare ad avere una collaborative communities.
Passando ad alcuni numeri, ecco alcune tendenze pubblicate da Jeff Bullas, con video annesso, da considerare per capire il panorama del B2B Marketing sui Social Media, tema su cui abbiamo già riflettuto e su cui c’è un notevole e crescente interesse.
1. L’ 81% delle aziende B2B contano su una presenza sui social media, rispetto al 67% del B2C.
2. Il 75% delle marche B2B partecipa a Twitter contro il 49% del B2C.
3. Il 54% dei Chief Information Officers vietano l’uso di siti di social networking come Facebook, YouTube e Twitter sul luogo di lavoro.
4. Il 93% di tutti gli acquirenti business credono che tutte le società dovrebbero essere su piattaforme di comunicazione sociale.
5. L’ 85% di tali acquirenti devono utilizzare i social media per coinvolgere e interagire con loro.
6. 9 su 10 acquirenti dichiarano che quando sono pronti a comprare, essi verranno a cercare per voi.
7. Otto dei dieci responsabili IT pensano che il passaparola è la fonte più importante quando effettuano decisioni d’acquisto.
8. Il 37% degli acquirenti B2B pone domande su siti di social media cercando suggerimenti.
9. Il 93% degli acquirenti B2B utilizzano un motore di ricerca come Google per iniziare il processo di acquisto.
10. Il 74% dei dirigenti di livello C dichiarano che Internet è una preziosa fonte di informazioni.
11. Sei su dieci dirigenti C-Suite conducono più di sei ricerche online al giorno.
12. I gestori in Information Technology sono i primi classificati utenti del Web per raccogliere informazioni.
13. Il 49% dei marketer B2B non misurano il ritorno sugli investimenti.
14. Il 90% dei risultati di marketing non sono utilizzati dalle vendite.
15. Le vendite generano il 53% autonomamente mentre il reparto marketing fornisce solo il 24%.
Ovviemente si tratta di percentuali riferite al contesto Usa, ma se dobbiamo vedere la tendenze in atto, si tratta di numeri senz’altro interessanti.
Per quanto ci riguarda, confermiamo, visti i risultati ottenuti, le tendenze evidenziate da questi numeri: le conversazioni e la tipologia di contatti nati dalla nostra presenza sui social media, indicano che siamo riconosciuti come fonte d’informazione da opinion leader e da chi è alla ricerca di informazioni del nostro settore di competenza visto che quotidianamente affrontiamo il tema dell’internazionalizzazione, parliamo di reti d’imprese, di competitività e innovazione dando parola ai protagonisti.
Combinare gli incentivi statali per finanziare la ricerca e sviluppo: i consigli di PricewaterhouseCoopers
agosto 30, 2010 by Italo
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Tornati dalla pausa estiva riapriamo le saracinesche parlando di Ricerca e Sviluppo e degli incentivi che il Governo slovacco elargisce per stimolare nuovi progetti nel settore.
Ovviamente l’occasione ci è data dal buletin Tax & Legal Alert di agosto, in cui Lenka Bartoňová, Tax and Legal Services Manager di PwC Slovakia introduce i requisiti per ottenere tali incentivi.
Secondo il programma operativo gestito dal Ministero dell’Istruzione slovacco, le imprese possono ricevere crediti fiscali per un periodo di tre anni oppure possono beneficiare di risparmi di costo per l’acquisizione di specifici assets legati ai progetti di ricerca e sviluppo.
Ad esempio si può mandare il proprio personale presso un’agenzia di R&S che esegua in azienda il progetto. Sarà quindi questa agenzia a poter ottenere i benefici statali.
Sul versante finanziario, i progetti di ricerca e sviluppo possono essere finanziati da risorse statali che comprendono crediti fiscali e una combinazione di sussidi per l’acquisizione di asset tangibili e intangibili per un ammontare che va dal 25% fino al 100% del costo del progetto di R&S.
Il 25% tipicamente finanzia gli studi di fattibilità finanziaria dei progetti sperimentali. L’incentivo sul 100% dell’investimento può essere invece approvato per i progetti cosiddetti fondamentali.
Combinare diversi programmi di cofinanziamento statale, secondo Lenka Bartoňová, è una strategia che può risultare vincente. Può accadere, infatti, che si faccia domanda per un unico programma ma l’incentivo statale non venga approvato totalmente, allora la parte rimanente del costo qualificato può essere supportata tramite un altro piano fino al completo cofinanziamento.
L’impresa deve però tenere a mente che il medesimo costo qualificato non dovrebbe essere incluso in più domande di cofinanziamento.
PricewaterhouseCoopers provvede a fornire un’analisi rigorosa su quale possa essere il più redditizio tra i progetti di investimenti o tra i progetti di R&S. In questo modo, l’impresa può decidere per quale progetto fare domanda, poiché è molto importante esprimere un giudizio corretto e preparare opportunamente i progetto di modo che la fase di implementazione possa poi essere semplice, spedita e trasparente.
Per saperne di più rimandiamo ai video. Queste le domande:
Anche i progetti di ricerca e sviluppo possono beneficiare dei piani di incentivo statale?
Quanti incentivi possono ottenere i progetti di ricerca e sviluppo?
Un’impresa puo’ combinare i piani di incentivi statali con i fondi dell’Unione Europea?
Qui il testo dei sottotitoli in italiano che potete visualizzare direttamente sui video:
Buone vacanze!
agosto 10, 2010 by Italo
L’internazionalizzazione del benessere con Airdolomiti
agosto 6, 2010 by Italo
Una compagnia aerea e un gruppo del settore Spa e benessere per una sinergia che apre nuove scenari rivolti a chi viaggia spesso, a chi cerca di emozioni per andare oltre la semplice vacanza tra i vari appuntamenti di lavoro.
E’ AirDolomiti ad ampliare l’offerta turistica cercando nuovi stimoli che vanno oltre le esigenze di collegamento perchè mette a disposizione convenzioni con alberghi prestigiosi specializzati nel settore Spa e benessere in Italia, Austria, Polonia, Germania e, in un prossimo futuro anche in altre regioni turistiche d’Europa.
Basta volare con AirDolomiti, e, presentando la carta d’imbarco, si avranno notevoli agevolazioni per accedere a Adler Thermae Toscana, Adler Dolomiti Val Gardena, il liebes Rot Flüh ed il Mavida Balance Hotel Spa in Austria.
Il partner è Premium Spa Resorts che offre soggiorni esclusivi e all’avanguardia “rivolti alla clientela internazionale più esigente e raffinata: piscine coperte e all’aperto, fantastiche saune, svariati bagni turchi, idromassaggi, aree relax e i trattamenti di bellezza e per la cura del corpo ricercati e prestigiosi”.
Premium Spa Resorts è una realtà recente che ha ben chiaro chi possono essere i destinatari della propria offerta: immaginiamo imprenditori e i manager in movimento per l’Europa che così possono approfittare dei pochi giorni liberi tra un viaggio di lavoro e l’altro per prendersi dei momenti di relax.
E’ evidente il fascino di un offerta simile, non trovate?
Premium Spa Resorts ha stretto già collaborazioni con altre società che offrono servizi complementari allo stesso tipo di utenza: con Air Dolomiti il gruppo collabora per offrire una speciale promozione ai passeggeri che effettuaranno una prenotazione entro Dicembre 2010.
Sull’Info CCIS di luglio visione ed obiettivi di italo.sk, il blog della CCIS in Slovacco
agosto 5, 2010 by Italo
Seguendo le orme di italoblog, nasce un blog in slovacco: italo.sk, fin dal nome, ha come obiettivo mettere sempre più in comunicazione la comunità italoslovacca con il territorio Slovacco.
Abbiamo deciso di presentare italo.sk sull’info CCIS di luglio. Il blog è già attivo da un mese e pubblica non solo alcuni dei contenuti di italoblog.it tradotti in slovacco, ma anche contenuti inediti pensati per il contesto slovacco.
Nell’Info CCIS di questo mese si parla anche degli aggiornamenti sulle previsioni economiche per il 2011, del festival Dolce Vitaj e dell’evento Vino Vitaj attraverso numeri e foto, di come Brovedani investe sul personale dirigente e altro ancora.
L’importanza del “Marchio Ospitalità Italiana Ristoranti Italiani nel Mondo”
agosto 4, 2010 by Italo
Certificare la qualità del Made in Italy all’estero favorisce la valorizzazione dell’identità competitiva di un paese, l’Italia, conosciuto in tutto il mondo per la sua cultura gastronomica.
Ma è anche uno stimolo allo sviluppo economico italiano che premia le eccellenze, cioè chi sa fare impresa, lo sa fare bene e lo fa in rete.
In quest’ottica nasce il “Marchio Ospitalità Italiana -- Ristoranti Italiani nel Mondo” che ha come obiettivo specifico lo sviluppo del livello del servizio di ristorazione di imprenditori italiani all’estero e garantire il consumatore internazionale che cerca la qualità del Made in Italy.
L’iniziativa è frutto della collaborazione tra Unioncamere e FIPE, con il supporto operativo dell’IsNaRT.
Il ristorante italiano certificato potrà da una parte affiggere l’attestato di qualità e le targhe ufficiali. Dall’altra usufruirà di un piano promozionale che comprende un guida all’Ospitalità italiana, i portali specializzati come www.premiospitalita.it, www.isnart.it, www.10q.it, una newsletter, Facebook dedicata e determinati spazi all’interno di alcune trasmissioni gastronomiche italiane.
I requisiti sono:
- - presenza di personale in grado di relazionarsi con il pubblico in lingua italiana,
- - menu che contiene in prevalenza (51%) piatti e ricette della tradizione italiana,
- - descrizione degli ingredienti di almeno 5 ricette della tradizione italiana presenti nel menu e all’indicazione delle Regioni e Zone da cui provengono la maggior parte degli ingredienti di ogni ricetta,
- - la cucina deve fare uso prevalentemente di prodotti DOP e IGP italiani utilizzati nel ristorante,
- - almeno il 20% dei vini presenti sulla carta devono essere certificati DOP,
- - la stessa certificazione DOP è richiesta per l’olio d’oliva extravergine DOP,
- - almeno una persona in cucina deve qualificare la propria esperienza e competenza di cucina italiana.
Infine il progetto l’anno scorso ha goduto di una buona diffusione grazie alla viralità della certificazione dei veri cantanti italiani:
Come ti gestisco l’innovazione di chi fa innovazione – II° parte: l’importanza del rapporto con le università
agosto 2, 2010 by Italo
La presenza dei centri di ricerca all’interno delle reti di impresa è ormai un elemento competitivo cui non si può rinunciare. Anche Elips Slovakia e ad Amet, consapevoli di ciò, hanno portato al centro della propria rete i centri di ricerca.
All’interno dell’ Elips Innovation Box continuiamo la chiacchierata, iniziata la scorsa settiana, con Andrea Argondizza, CEO di Amet Italia e di Amet Slovakia, e parliamo di come sono stati creati e vengono gestiti i rapporti con le Università affinché questa collaborazione dia i suoi frutti.
“Amet nasce come spin-off del dipartimento di meccatronica del Politecnico di Torino nel 1999″. E’ stata infatti la prima azienda ad essere accolta nell’incubatore di impresa dell’ateneo, per poi, una volta “laureata“, scorporarsi dalla realtà universitaria e svilupparsi in autonomia.
Questa origine spiega la vocazione fisiologica all’innovazione e la relazione disinvolta e proficua che da sempre Amet intrattiene con il mondo della ricerca e delle università, e che le ha permesso, nel 2007, di essere definita dal Corriere Economia come una delle 30 imprese più innovative.
Quando nel 2005 Amet arriva in Slovacchia con il supporto di Elips e viene costituita Amet Slovakia, l’attitudine a creare partnership con gli enti di ricerca, che contraddistingue ormai il DNA dell’impresa, viene trapiantato anche a Košice, concretizzandosi in una consolidata partenrship anche con l’università della città.
Anche in questa operazione è stata fondamentale la conoscenza del territorio posseduta da Elips. Sono stati infatti individuati i partner giusti, reperite le fonti di finanziamento necessarie, facendo leva sul network e sugli stretti rapporti di cui Elips gode con tutti gli enti di ricerca della nazione.
“In concreto Elips ha individuato i bandi, le diverse modalità di finanziamento, i referenti degli enti di ricerca e gli interessi a valle di possibili clienti finali delle tecnologie in fase di progettazione”.
Nei progetti di ricerca vengono coinvolti operatori slovacchi e specialisti stranieri, ad oggi le relazioni e le partnership di Amet sono infatti in tutto il mondo: dal Nord America all’India, dalla vicina Germania a diverse nazioni in America del Sud e in molti altri paesi.
Diverse e flessibili sono le modalità di collaborazione previste, dai progetti di formazione, a quelli di ricerca di base e avanzata fino allo sviluppo di veri e propri progetti industriali.
Nel caso della Slovacchia Amet sta realizzando, sempre con il supporto di Elips Slovakia, un programma di formazione con le università slovacche: il fine è quello di creare un ponte tra la realtà accademica delle università e la realtà lavorativa delle imprese, come Alberto Russo aveva già sottolineato in una precedente chiacchierata, trasferendo alle istituzioni di cultura migliori strumenti per interfacciarsi efficacemente con il mondo imprenditoriale per creare così radici solide di sviluppo a medio e lungo termine per il territorio nel suo complesso.
Rimane interessante notare come una rete di imprese di respiro internazionale come questa, trova i suoi due punti cardine in Italia e in Slovacchia, dove Amet Italia ha deciso di posizinare la sua unica filiale estera.
Segue l’indice delle domande:
1 - Amet nasce come spin off del Politecnico di Torino. Quale rapporto ha Amet Slovakia e Elips con le Università slovacche?
2 - Come e dove si estende la vostra rete imprese-università-centri di ricerca?
3 - Dall’incubatore di impresa del Politecnico di Torino ad una delle 30 imprese più innovative secondo il Corriere della Sera. Quali sono le tappe di questo successo?


























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