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Il progetto STAIR: turismo sostenibile in Slovacchia

febbraio 25, 2015 by Italo 

Negli ultimi anni si è sentito sempre più spesso parlare di “turismo sostenibile”: si tratta un tipo di turismo promosso da operatori che rivolgono una particolare attenzione al rapporto tra l’attività turistica e le caratteristiche del contesto territoriale, che adottano strategie operative affinché tale rapporto sia all’insegna dell’armonia e del rispetto. Il turismo sostenibile si propone quale modello alternativo di turismo, che non rinuncia alla vitalità economica e alla ricerca del benessere della comunità locale. Tuttavia, la priorità non è la crescita rapida dei redditi turistici, ma piuttosto la valorizzazione della natura, delle tradizioni culturali, storiche e culinarie del territorio, promuovendo investimenti duraturi nel tempo e lungimiranti.

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Proprio sui principi cardine del turismo sostenibile, si è sviluppato il progetto STAIR – Sustainable Tourism Across Italian Regions – promosso della regione Piemonte e sostenuto dall’ente di formazione INFOR, nato con l’idea di finanziare Progetti di Mobilità Transnazionale, attraverso la Direttiva relativa alla Mobilità Transnazionale 2012/2014.

Il progetto STAIR, in particolare, prevede l’organizzazione di visite aziendali in Spagna per i titolari e gli amministratori di piccole e medie imprese e tirocini formativi in Spagna, Repubblica Slovacca e Bulgaria per giovani non occupati, di età inferiore a 35 anni.

Il tirocinio all’estero rappresenta una preziosa occasione di crescita professionale e personale, che consente di effettuare un periodo di full-immersion in un’azienda affermata e in una cultura straniera. Durante la mobilità, il tirocinante acquisisce nuove competenze, applica quanto già appreso, entra in contatto con metodi di lavoro differenti e perfeziona la padronanza di almeno una lingua straniera.

Per quanto riguarda la proposta di tirocinio in Slovacchia, INFOR, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-Slovacca, ha permesso ad otto ragazzi residenti nella regione Piemonte di partire per un’esperienza lavorativa e formativa in questo settore.

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Il tirocinio di 14 settimane, attualmente in corso, è stato preceduto da un corso di formazione di 4 settimane tenutosi in Italia, propedeutico alla partenza. Durante il corso di formazione, della durata di 80 ore, i ragazzi hanno incontrato vari docenti con i quali hanno affrontato diversi temi tra cui: la redazione di un curriculum vitae efficace, la presentazione ad un colloquio di lavoro,  una riflessione teorica sul significato di turismo sostenibile, un’analisi dell’economia piemontese e slovacca,  la redazione di un business plan, lo studio delle CSR (Corporate Social Responsibility), la promozione turistica,  i vari tipi di contratto in Italia, la comunicazione e la sua importanza nel mondo odierno. La metà delle ore di formazione in aula è stata, inoltre, dedicata alla preparazione linguistica dei tirocinanti.

Tra i vari docenti che hanno tenuto il corso:

Enrico Gennaro, Presidente di Italian Senior Expert Service (ISES), associazione di volontariato, senza fini di lucro, la cui attività principale consiste nel fornire assistenza ad imprese e comunità sul territorio nazionale e nei Paesi in via di sviluppo, per mezzo di esperti senior disponibili a trasferire le proprie conoscenze professionali.

Domenico Piano, titolare della Società di Consulenza di Direzione Arpa Consulting, con esperienza pluriennale in ricerca e selezione di personale.

Maria Rosa Thea, per vent’anni Export Manager in tre diverse aziende. Per altri vent’anni è stata Dirigente del Centro Estero Camere Commercio Piemontese, responsabile del settore formazione e progetti speciali transnazionali.

Umberto Gellona, ha ricoperto, fino al 2000, posizioni di direttore Vendite e Marketing, direttore Generale e Amministratore Delegato di diverse importanti società italiane e multinazionali.

Chiara Damilano, counselor psicosintetista e formatrice, esperta in comunicazione.

Antonio De Carolis, ha sviluppato il suo percorso professionale in aziende leader nei settori dei servizi assicurativi, della moda e della pubblicità.

Andrea Martra, svolge attività di consulting e formazione in Italia e all’estero.

Laura Marello, responsabile Settore Nuove Imprese della Camera di Commercio di Torino.

Il progetto STAIR è sicuramente un’opportunità per aumentare le potenzialità dei partecipanti, un’ottima occasione affinchè il talento incontri l’opportunità.

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Regione

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EXPO Milano 2015 – Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita

febbraio 24, 2015 by Italo 

Dall’1 maggio al 31 ottobre 2015 Milano si appresta ad ospitare il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione: Expo 2015. Per sei mesi, il capoluogo Lombardo, diventerà una vetrina mondiale in cui i Paesi partecipanti mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta ad un‘esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del nostro pianeta e dei suoi equilibri. “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il „fil rouge„  della manifestazione e sarà il link tra tutti gli eventi organizzati all’interno e all’esterno del sito espositivo.

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Il tema di Expo 2015 servirà per riflettere su quelli che sono i controsensi  che si palesano nel mondo: da un lato, circa 870 milioni di persone che non hanno accesso ad una alimentazione adeguata al proprio fabbisogno (dati riferiti al periodo 2010-2012), dall’altra parte persone che muiono a causa di disturbi derivanti da una alimentazione scorretta (i dati mostrano come i decessi derivanti da queste „malattie del benessere“ siano pari a 2.8 milioni).

Molto importante per gli organizzatori dell’evento di Expo Milano 2015, è che l’opinione pubblica  mondiale, rifletta sullo spreco di cibo. Le ricerche dimostrano come ogni anno vengano sprecate 1.3 miliardi di tonnellate di cibo: le politiche mondiali dovrebbero essere maggiormente orientate verso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia volte a creare un equilibrio tra disponibilità e sfruttamento delle risorse.

Il sito espositivo si svilupperà su una superficie di circa 1 milione di metri quadri e sarà suddiviso in quattro aree tematiche. La prima tematica sarà relativa al racconto della storia dell’uomo attraverso il  rapporto col cibo nel corso dei secoli; il secondo tema che verrà sviluppato è il „Food Future District“, ovvero le nuove tecnologie per conservare, distribuire, acquistare e consumare cibo. La terza area tematica sarà completamente dedicata ai più piccoli, nel Children Park verranno spiegati i temi di Expo 2015 divertendosi. L’ultima area tematica si occuperà di Biodiversità, in questo padiglione verranno riprodotti tutti  gli ecosistemi che si trovano sul nostro Pianeta.

Diversi sono i personaggi pubblici pronti a sponsorizzare i principi legati al tema cardine dell’Esposizione Universale, si tratta dei cosiddetti „Expo Milano 2015 Ambassadors“.

Tra le figure da menzionare, che rappresenteranno il parterre italiano, ci sono: Carla Fracci, Don Gino Rigoldi, Ermanno OlmiMassimiliano Fuksas e tanti sportivi nostrani. Ma, essendo questa un‘esposizione universale dal tema così caro a molti volti noti, bisogna annoverare tra gli ambassadors anche l‘ambientalista indiana Vandana Shiva, che nel 1993 ha ricevuto il Right Livelihood Award, che si batte per cambiare le politiche agricole e alimetari; lo scrittore inglese Jonathan Coe, che ha pubblicato il libro “Expo 58″, parlando dell’Esposizione Universale del 1958 di Bruxelles; la scrittrice, fotografa e documentarista britannica, cresciuta a Boston, Taiye Selasi; l‘economista indiano, Premio Nobel per l’economia nel 1998, professore presso la Harvard University, Amartya Sen; quest’ultimo, economista americano, attivista del movimento pacifista statunitense negli anni sessanta e settanta, ha fondato, nel 1969, la Citizens Commission con l’intento di rendere noti i crimini di guerra commessi dagli americani durante la guerra del Vietnam ed è  anche fondatore e presidente della Foundation on Economic Trends, oltre ad essere presidente della Greenhouse Crisis Foundation, Jeremy Rifkin.

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A 2 mesi dalla grande apertura, la corsa per accapparrarsi i biglietti è ufficialmente iniziata. Oltre alle varie agenzie presenti sul territorio lombardo, sarà possibile acquistarli tramite altri enti autorizzati.

Per quanto concerne la Repubblica Slovacca, “RM Group Travels and Event Designer“, vende singoli biglietti, pacchetti predefiniti, ed offre inoltre la possibilità di organizzare e preparare un pacchetto completo cucito su misura, in base alle proprie richieste ed idee per vedere, vivere e partecipare il più possibile all’evento Expo 2015.

I pacchetti che l’agenzia offre sono i seguenti:

- EXPO di un giorno

- EXPO & gruppi e scuole

- EXPO & cultura e arte

- EXPO & moda e design

- EXPO & gastronomia

- EXPO & sport e divertimento

- EXPO & Emilia Romagna

- EXPO & Italia unica

Per ottenere maggiori informazioni consultare il sito internet: http://expo2015.sk/

Mentre per essere sempre aggiornati sulle ultime novità relative all’evento seguire la pagina Facebook: https://www.facebook.com/rmgrouptravel?fref=ts

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Fondi Europei, la situazione attuale degli stanziamenti

febbraio 24, 2015 by Italo 

Il quadro di riferimento strategico nazionale per la Slovacchia approvato dalla Commissione Europea per il periodo 2007-2013 prevedeva uno stanziamento totale da parte dell’UE di 11,5 miliardi di Euro.

A fine dicembre 2014, nell’ambito di 11 programmi operativi, la Slovacchia ha utilizzato soltanto il 63,24% del totale dei fondi europei assegnati per il periodo 2007-2013 (per un ammontare di circa 7,3 miliardi di Euro), la quota restante dovra’ essere assegnata entro la finedel 2015 (scadenza prorogata nel corrente anno dal Parlamento Europeo).

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Per il periodo 2014-2020 l’ammontare dei finanziamenti destinati al Paese è di 15,8 miliardi di Euro, sempre secondo quanto riportato dal Ministero delle Finanze slovacco.

Tabella 2

Fonte: dati forniti dal Ministero delle Finanze della Repubblica Slovacca

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L’industria automobilistica: la grande risorsa dell’economia slovacca

febbraio 23, 2015 by Italo 

L’industria automobilistica è un settore chiave per molti dei paesi dell’Europa centrale e orientale. Questo campo è stato un’importante fonte di investimenti diretti esteri per la regione negli ultimi 20 anni. I produttori di auto hanno cercato di approfittare di una forza lavoro ben istruita ed altamente produttiva, di salari relativamente bassi, di una posizione strategica della Slovacchia per l’export verso l’Est, nonché della presenza sul territorio di infrastrutture avanzate e collegamenti dal paese al centro dell’Europa. La Slovacchia è diventata, negli ultimi 20 anni, un importante polo di produzione automobilistica, con la produzione del più alto numero di automobili pro capite al mondo. Questo sviluppo è stato possibile grazie alla presenza nella regione di importanti fornitori del settore automobilistico, di calibro internazionale e, in particolare, grazie alla presenza di tre case automobilistiche di indiscussa fama: Volkswagen (Bratislava), PSA Peugeot Citroën (Trnava) e Kia Motors (Zilina).

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Lo sviluppo dell’industria automobilistica in Slovacchia, con la connessa integrazione ai più importanti centri mondiali dell’industria automobilistica del mondo, iniziò nei primi anni ‘90, quando la società tedesca Volkswagen AG decise di iniziare la propria produzione di auto nei pressi di Bratislava. Questo importante avvenimento contribuì notevolmente allo sviluppo economico della regione, dopo la perdita degli ex mercati del “blocco orientale” e la chiusura degli impianti di produzione di armamenti. La creazione di una catena di fornitura è iniziata, così, di pari passo all’arrivo di Volkswagen, che ha portato con sé ulteriori investimenti connessi al settore automobilistico e all’indotto automotive, contribuendo ad aumentare la portata del settore nel suo complesso. Tale situazione ha permesso alla Slovacchia di intraprendere un nuovo percorso di sviluppo della propria produzione industriale, incentrato sul settore automobilistico e ingegneristico.

La seconda ondata di investimenti nel settore dell’automotive si è verificata negli anni 2003-2005, grazie all’arrivo di altre due aziende automobilistiche di fama mondiale: PSA Peugeot Citroen e KIA Motors, che hanno aperto impianti produttivi a Trnava (PSA) e Žilina (KIA). In questo modo la produzione di auto in Slovacchia è aumentata in modo significativo, rendendo la Slovacchia uno dei 20 più grandi produttori di automobili al mondo. Nel 2012, la produzione ha infatti raggiunto le 926.555 autovetture, mentre il picco massimo, in termini di produzione, è stato registrato nel 2013, con oltre 990.000 autovetture assemblate.

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Come accennato, la Slovacchia, oggi, è il più grande produttore mondiale di automobili pro capite con una produzione di 171 auto ogni 1.000 abitanti. Con poco più di 5 milioni di abitanti, il paese ha prodotto una quantità di autovetture pari alla metà di tutta la produzione del Regno Unito; si contano più autovetture prodotte in Slovacchia che, per esempio, in Italia (la popolazione di questi due paesi supera i 60 milioni di cittadini). Con una produzione di circa 1 milione di automobili nel 2013, la Slovacchia risulta essere al 18° posto nella classifica dei Paesi produttori di auto in tutto il mondo. Il settore automobilistico continua ad essere il settore chiave e la forza trainante dello sviluppo dell’economia slovacca, conta una quota del 12% del PIL slovacco, nel 2013, del 41% della produzione industriale e il 26% del totale delle esportazioni.

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Settore indotto e forniture auto in Slovacchia

Non sono solo le tre case automobilistiche stabilite in Slovacchia a fare da motore trainante dell’industria automobilistica, ma anche l’elevata qualità fornita dalle aziende operanti nella supply chain, strettamente connesse agli stabilimenti automobilistici. Catene di fornitura, rappresentate da una vasta gamma di fornitori Tier-1-3, hanno molti stabilimenti anche al di fuori della Slovacchia.

La combinazione delle tre diverse culture automobilistiche operanti in Slovacchia, la vicinanza di altri stabilimenti automobilistici dell’Europa centrale e tre gruppi principali di fornitori hanno creato una struttura stabile e complessa. I vari tipi di fornitori non sono divisi solo in base al livello (Tier-1, Tier-2, Tier-3), ma anche in base alla funzionalità e alla specializzazione (ad esempio fornitori di tecnologia, fornitori di servizi di ingegneria e di costruzione, fornitori sistemici con propria R & S, iniziative di cluster, ecc).

Attualmente, 274 impianti di produzione riforniscono l’industria automobilistica operante in Slovacchia, 202 dei quali si trovano nella parte occidentale del paese, in particolare lungo l’autostrada D1 da Bratislava a Žilina e l’autostrada R1 da Trnava a Banska Bystrica.

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R & S nel settore automobilistico slovacco

Alcune delle aziende del settore stanno ampliando la propria attività, concentrandosi soprattutto nell’ambito della ricerca e dello sviluppo, un grande contributo non solo per le case automobilistiche ma anche per i fornitori, i quali possono reagire in maniera più flessibile alle esigenze dei clienti. Un altro vantaggio offerto dallo sviluppo del settore dalla R&S negli stabilimenti produttivi è il supporto dei processi di produzione e di assemblaggio, la loro ottimizzazione e lo sviluppo di nuove tecnologie e prodotti. Una continua e costante cooperazione con le università slovacche e i centri di ricerca è favorisce il supporto innovativo e sta diventando di fondamentale importanza in Slovacchia, non solo nel campo del settore automobilistico, ma anche per altri settori industriali come l’ingegneria elettrica, ICT, industria chimica, ecc.

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Fonte: dati disponibili al sito www.sario.sk (febbraio 2015)

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Il nuovo Presidente di SBA

febbraio 20, 2015 by Italo 

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Alexander Resch, AD di VUB Banka, diventerà il nuovo Presidente dell’Associazione Bancaria Slovacca SBA. Prenderà il posto di Igor Vida, di Tatra Banka, che lascerà la Slovacchia alla volta della Repubblica Ceca per gestire la Raiffeisen Bank. Resch, dal 2013, guida la seconda più grande banca slovacca.

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L’Italia di cui nessuno parla

febbraio 16, 2015 by Italo 

Molto spesso, l’Italia, nella comunità internazionale, viene descritta e citata sulla base di alcuni elementi negativi, quali ad esempio l’elevato debito pubblico e la ripresa che ancora stenta a decollare dalla fine dell’ultima crisi finanziaria. Tuttavia, a fianco di queste dure e reali difficoltà, non vengono spesso citati molti aspetti positivi del secondo Paese manifatturiero in Europa o della terza economia dell’eurozona. Un Paese, l’Italia, che è stato, negli ultimi 20 anni, uno dei più virtuosi in Europa e nel mondo e che ha contribuito attivamente all’istituzione dell’Unione Europea.

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Uno degli indici di sicuro più rassicuranti e positivi dell’economia italiana è il basso rapporto deficit/PIL, che risulta essere addirittura tra i più bassi in Europa, trovandosi al di sotto della soglia massima del 3%, condizione che ha portato alla conseguente chiusura della procedura d’infrazione.

Un altro indicatore molto promettente risulta essere l’avanzo primario, cioè la differenza tra le entrate e le uscite pubbliche al netto delle spese per gli interessi sul debito, che occupa la seconda posizione dietro soltanto alla Germania e ben al di sopra delle altre maggiori economie europee e mondiali.

Riguardo l’elevato valore del debito pubblico sarebbe invece opportuno sottolineare che, nonostante la crisi, il rapporto tra il PIL e il debito pubblico è cresciuto a un tasso tra i più bassi al mondo nelle maggiori economie e tutto questo anche grazie all’ottimo avanzo primario che ha attutito gli effetti dell’ultima crisi, evitando di scaricare tutto il suo peso sul debito pubblico. Le previsioni, comunque, riportano un declino significativo del rapporto debito/PIL a partire dal 2016.

Un’analisi della Commissione Europea sulla sostenibilità delle economie facenti parte dell’eurozona ha stimato che il debito pubblico italiano è tra i più sostenibili nel lungo termine. La misura di questa sostenibilità è stata stimata sulla base del divario tra la posizione strutturale di bilancio di ogni paese e la posizione di bilancio sostenibile ideale.

Inoltre, l’Italia, a seguito della grave crisi di qualche anno fa risulta essere stata il 3° Paese contributore per aiuti versati ai fondi salva-stati EFSF-ESM, essenziali nel fornire assistenza finanziaria a quei Paesi, come Grecia, Irlanda, Cipro e Portogallo, che si sono trovati sull’orlo della bancarotta durante la crisi. Secondo la Banca d’Italia, il contributo versato ai fondi è stato di circa 60 miliardi di euro.

Sempre in materia di aiuti finanziari, è doveroso anche ricordare che durante la crisi, le banche italiane sono risultate essere le meno esposte, richiedendo di conseguenza un ammontare di aiuto pubblico di soli 4 miliardi di euro, a differenza dei 250 richiesti dalle banche tedesche o ai 165 di quelle britanniche.

Infine, per concludere l’analisi sui dati meno conosciuti del Bel Paese, è utile ricordare che l’Italia, nonostante le vistose difficoltà che oggi presenta, è ancora in grado di fornire opportunità, innovazioni, beni di alta qualità e di lusso, esportati e apprezzati in ogni angolo del mondo: fashion, cibo e tanto altro ancora, sono a tutt’oggi colonne portanti di un Paese ferito e indebolito, ma con la forza e l’orgoglio di rinascere come ha sempre fatto nella sua storia.

Fonte: dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, disponibili al sito www.mef.gov.it (febbraio 2015).


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Le ultime novità riguardo al Codice del Lavoro slovacco

febbraio 16, 2015 by Italo 

è stato fatto un emendamento che dal 1 Marzo 2015 introduce il cosiddetto principio di responsabilità condivisa. Ciò significa che i lavoratori temporanei devono guadagnare lo stesso salario di dipendenti regolari (se entrambi fanno lo stesso lavoro). Se un lavoratore interinale guadagna meno, l’agenzia dovrebbe pagare la differenza dal proprio bilancio. Se l’agenzia non riesce a coprire questo costo, la differenza dovrebbe essere pagata dalla società.
Un’altra importante modifica include la cosiddetta presunzione di distacco. Ciò significa che se una società firma un contratto con un’altra società operante nello stesso settore, piuttosto che con un ufficio di collocamento, e il lavoro soddisfa i criteri di lavoro temporaneo, verrà considerato un incarico temporaneo e il datore di lavoro dovrà seguire le regole stabilite dalla legge per l’occupazione temporanea.
Inoltre, l’emendamento vieta le assegnazioni temporanee per lavori pericolosi classificati nella categoria più elevata, e impone un limite di 24 mesi al periodo di tempo massimo che un lavoratore interinale può lavorare per la stessa azienda.

Lo scorso 28 gennaio è stata introdotta una modifica alla legge N. 311/2001 del Codice del Lavoro slovacco: l’emendamento entrerà in vigore a partire dall’1 Marzo 2015 e introdurrà  il cosiddetto “principio di responsabilità condivisa”.

I lavoratori temporanei dovranno guadagnare lo stesso salario dei dipendenti regolari (se entrambi fanno lo stesso lavoro). Se un lavoratore interinale guadagna meno rispetto ad un dipendente regolare, l’agenzia dovrebbe pagare la differenza dal proprio bilancio. Se l’agenzia non riesce a coprire questo costo, la differenza dovrebbe essere pagata dalla società.

Un’altra importante modifica include la cosiddetta presunzione di distacco. Ciò significa che se una società firma un contratto con un’altra società operante nello stesso settore, piuttosto che con un ufficio di collocamento, e il lavoro soddisfa i criteri di lavoro temporaneo, verrà considerato un incarico temporaneo e il datore di lavoro dovrà seguire le regole stabilite dalla legge per l’occupazione temporanea.

Infine, l’emendamento vieta le assegnazioni temporanee per lavori pericolosi, classificati nella categoria più elevata, e impone un limite di 24 mesi al periodo di tempo massimo che un lavoratore interinale può lavorare presso la stessa azienda.

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Tax Seminar 2015

febbraio 12, 2015 by Italo 

Nella giornata dello scorso 5 febbraio si è tenuto il Tax Seminar 2015.

Anche quest’anno, come di consueto, l’evento é stato organizzato presso l’Hotel Crowne Plaza, dove gli ospiti del seminario hanno potuto ascoltare le presentazioni del dott. Bart Waterloos e del dott. Wilfried Serles, accompagnate dal briefing iniziale di un rappresentante del Ministero delle Finanze slovacco.

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Anche quest’anno il seminario ha avuto come argomento principale la variazione della legislazione slovacca riguardo alle imposte sul reddito, in vigore a partire dal 1° gennaio 2015.

Qui elencati i punti principali sui quali si è concentrata la discussione sulle modifiche del 2015:

  • Aumento del numero dei gruppi di ammortamento da 4 a 6. Rispetto al 2014, le tecnologie di produzione dovranno essere ammortizzate non più in 12 bensì in 8 anni, mentre le strutture amministrative o di “business” passeranno da 20 a 40 anni di ammortamento. Anche il metodo accellerato non sarà più consentito a tutti i gruppi bensì solo al 2° e al 3° con conseguente adeguamento dal metodo accellerato a quello lineare a partire dal 1° gennaio 2015;
  • Introduzione di un limite “di lusso” per l’ammortamento di vetture fissato a 48.000 euro, valido per quei contribuenti che usano i veicoli per scopi di business e dichiarano un utile ante imposte inferiore a 12.000 euro;
  • Annullamento dei crediti inesigibili inclusi nell’imponibile, al momento, ad esempio, di una conclusione di procedura per bancarotta del debitore oppure per morte del debitore stesso;
  • Costi per interessi su prestiti e crediti tra parti correlate. Saranno deducibili fino al 25% del valore dell’EBITDA (compagnie di leasing, banche e assicurazioni esentati da questa nuova regola);
  • Necessità di includere transazioni tra partner nazionali correlati nella documentazione per il trasferimento di prezzo;
  • Nuove regole e percentuali di ammortamento/svalutazione per utilizzi privati degli asset aziendali;
  • Esenzioni e detrazioni per le spese di R&S (incluse le spese per il personale laureato);
  • Tassazione di benefici monetari e non forniti dalle compagnie farmaceutiche.

Le varie presentazioni hanno discusso l’outlook economico del paese in linea con i parametri delľUnione Europea mostrando, inoltre, la posizione della Slovacchia tra i paesi confinanti quali, ad esempio, Polonia e Repubblica Ceca, come una posizione di piena competitività a livello di tassazione, qualità della vita e altri indicatori economico-statistico.

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Durante il seminario, il dott. Serles ha approfondito la presentazione discutendo delle varie riforme in atto negli ultimi anni nel sistema fiscale slovacco riconoscendo a quest’ultimo vistosi miglioramenti nell’applicazione delle norme e regole fiscali e nella maggiore equalità, anche se lo stesso Serles ha auspicato contemporaneamente un maggiore inasprimento delle pene per i reati di evasione fiscale le quali, a suo avviso, non costituiscono ancora un vero e proprio deterrente efficace a reati di questo genere.

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Intervista al candidato Presidente della CCIS Alexander Resch

febbraio 9, 2015 by Italo 

Il 3 Marzo 2015 si terranno le elezioni del Consiglio e della Presidenza della Camera di Commercio Italo-Slovacca. Il 31 Gennaio è scaduto il termine entro il quale, gli associati, dovevano far pervenire le proprie candidature per queste cariche.  Per quanto riguarda la Presidenza dell’Associazione, Alexander Resch si presenta come unico candidato; abbiamo quindi pensato di farlo conoscere meglio ai soci tracciando il suo profilo, attraverso questa breve intervista.
Alexander Resch è Amministratore Delegato di VUB Banka, Banca del Gruppo Intesa Sanpaolo, dall’ottobre 2013, nominato dopo una carriera di successo svolta, principalmente, all’interno delle aziende del Gruppo. Il suo percorso di studi comprende la Laurea in Economia e Commercio, conseguita presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (a Milano) e un MBA, conseguito presso l’University of Minnesota (negli Stati Uniti) e la Vienna University of Economics and Business (in Austria).
Come ha influito l’ambiente in cui ha vissuto sulla Sua carriera?
Sono nato a Bolzano, una città multiculturale. Questa sua caratteristica ha sicuramente influito sulla mia formazione, poiché mi ha permesso di confrontarmi con mentalità diverse e imparare l’italiano, il tedesco e l’inglese, lingue che sarebbero state determinanti per la mia formazione culturale e per il mio sviluppo professionale.
L’essere poi nato in una famiglia d’imprenditori ha contribuito a farmi sviluppare quelle doti tipiche di chi fa impresa perché, fin da bambino, sono stato coinvolto negli affari e nello sviluppo della nostra azienda. Ho sempre desiderato gestire un’azienda commerciale oppure industriale, apprezzando lo spirito imprenditoriale di assumersi responsabilità per creare valore. Ma non avrei mai immaginato di gestire una banca.
Da poco più di un anno è Amministratore Delegato di VUB Banka, come ha vissuto questa nomina?
Quando mi è stato chiesto di assumere la leadership di VUB Banka, ero amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Bank Albania da più di un anno. Sono stato molto felice al momento della nomina perché il Gruppo Intesa Sanpaolo riponeva fiducia in me e credeva nelle mie doti manageriali. Prima di andare a Tirana, avevo già lavorato in VUB dal 2004, ma con altre responsabilità. Ritornare in Slovacchia, in un paese e in una banca che conoscevo molto bene, è stata una motivazione ulteriore per affrontare quest’avventura. Amo il mio lavoro e mi piacciono i contatti personali con i nostri clienti, i più stretti collaboratori e tutto il personale della banca, che né è il motore.
A questo proposito, ha riscontrato cambiamenti significativi al Suo ritorno in Slovacchia?
Negli ultimi anni, dal punto di vista economico, la Slovacchia ha dimostrato di essere uno dei paesi europei con tassi di crescita continui e sostenibili. E’ un paese solido con ottime prospettive economiche, nel quale si vive benissimo.
E per quanto riguarda VUB Banka?
VUB è una banca solida e ben radicata nel territorio, una banca che sostiene e accompagna le imprese nel loro sviluppo e vicina alle famiglie cogliendo le loro esigenze e offrendo prodotti innovativi. Il mio mandato in VUB rappresenta continuità e intesa di intenti tra me e il mio predecessore Ignacio Jaquotot e pertanto la strategia della banca prevede oltre all’identificazione di opportunità di crescita anche l’evoluzione tecnologica e, quindi, il processo di digitalizzazione.
Che tipo di manager pensa di essere?
Anche se sarebbe meglio chiederlo ai miei colleghi, penso di essere una persona disponibile, molto positiva e ottimista, che guarda al passato per trarre gli insegnamenti per gestire il presente e preparare il futuro. Sono sistematico e fortemente orientato al raggiungimento degli obiettivi che mi vengono richiesti dal mio Gruppo Bancario. Sono molto attento al fattore umano e investo molto sulle persone, che considero elemento essenziale di qualsiasi organizzazione, e sul lavoro di squadra che è determinante per individuare e realizzare gli obiettivi aziendali. Tutto questo, al fine di offrire ai nostri clienti, famiglie ed imprese  il più elevato livello di servizi e prodotti finanziari al fine di sostenere l’economia, garantire una sempre migliore qualità della vita e contribuire a creare un futuro per i nostri figli.

Il 3 Marzo 2015 si terranno le elezioni del Consiglio e della Presidenza della Camera di Commercio Italo-Slovacca. Il 31 Gennaio è scaduto il termine entro il quale, gli associati, dovevano far pervenire le proprie candidature per queste cariche.  Per quanto riguarda la Presidenza dell’Associazione, Alexander Resch si presenta come unico candidato; abbiamo quindi pensato di farlo conoscere meglio ai soci tracciando il suo profilo, attraverso questa breve intervista.

Alexander Resch è Amministratore Delegato di VUB Banka, Banca del Gruppo Intesa Sanpaolo, dall’ottobre 2013, nominato dopo una carriera di successo svolta, principalmente, all’interno delle aziende del Gruppo. Il suo percorso di studi comprende la Laurea in Economia e Commercio, conseguita presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (a Milano) e un MBA, conseguito presso l’University of Minnesota (negli Stati Uniti) e la Vienna University of Economics and Business (in Austria).

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Come ha influito l’ambiente in cui ha vissuto sulla Sua carriera?

Sono nato a Bolzano, una città multiculturale. Questa sua caratteristica ha sicuramente influito sulla mia formazione, poiché mi ha permesso di confrontarmi con mentalità diverse e imparare l’italiano, il tedesco e l’inglese, lingue che sarebbero state determinanti per la mia formazione culturale e per il mio sviluppo professionale.

L’essere poi nato in una famiglia d’imprenditori ha contribuito a farmi sviluppare quelle doti tipiche di chi fa impresa perché, fin da bambino, sono stato coinvolto negli affari e nello sviluppo della nostra azienda. Ho sempre desiderato gestire un’azienda commerciale oppure industriale, apprezzando lo spirito imprenditoriale di assumersi responsabilità per creare valore. Ma non avrei mai immaginato di gestire una banca.

Da poco più di un anno è Amministratore Delegato di VUB Banka, come ha vissuto questa nomina?

Quando mi è stato chiesto di assumere la leadership di VUB Banka, ero amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Bank Albania da più di un anno. Sono stato molto felice al momento della nomina perché il Gruppo Intesa Sanpaolo riponeva fiducia in me e credeva nelle mie doti manageriali. Prima di andare a Tirana, avevo già lavorato in VUB dal 2004, ma con altre responsabilità. Ritornare in Slovacchia, in un paese e in una banca che conoscevo molto bene, è stata una motivazione ulteriore per affrontare quest’avventura. Amo il mio lavoro e mi piacciono i contatti personali con i nostri clienti, i più stretti collaboratori e tutto il personale della banca, che né è il motore.

A questo proposito, ha riscontrato cambiamenti significativi al Suo ritorno in Slovacchia?

Negli ultimi anni, dal punto di vista economico, la Slovacchia ha dimostrato di essere uno dei paesi europei con tassi di crescita continui e sostenibili. E’ un paese solido con ottime prospettive economiche, nel quale si vive benissimo.

E per quanto riguarda VUB Banka?

VUB è una banca solida e ben radicata nel territorio, una banca che sostiene e accompagna le imprese nel loro sviluppo e vicina alle famiglie cogliendo le loro esigenze e offrendo prodotti innovativi. Il mio mandato in VUB rappresenta continuità e intesa di intenti tra me e il mio predecessore Ignacio Jaquotot e pertanto la strategia della banca prevede oltre all’identificazione di opportunità di crescita anche l’evoluzione tecnologica e, quindi, il processo di digitalizzazione.

Che tipo di manager pensa di essere?

Anche se sarebbe meglio chiederlo ai miei colleghi, penso di essere una persona disponibile, molto positiva e ottimista, che guarda al passato per trarre gli insegnamenti per gestire il presente e preparare il futuro. Sono sistematico e fortemente orientato al raggiungimento degli obiettivi che mi vengono richiesti dal mio Gruppo Bancario. Sono molto attento al fattore umano e investo molto sulle persone, che considero elemento essenziale di qualsiasi organizzazione, e sul lavoro di squadra che è determinante per individuare e realizzare gli obiettivi aziendali. Tutto questo, al fine di offrire ai nostri clienti, famiglie ed imprese  il più elevato livello di servizi e prodotti finanziari al fine di sostenere l’economia, garantire una sempre migliore qualità della vita e contribuire a creare un futuro per i nostri figli.

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Intervista a Pier Paolo Baretta, Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze

febbraio 3, 2015 by Italo 

Pier Paolo Baretta

Il tema di questa esposizione universale, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” – Expo Milano 2015, si confronta con il problema del nutrimento dell’uomo e della Terra ed è ben allineato con gli “Obiettivi del Millennio” delineati dalle Nazioni Unite. In che modo l’Expo Milano 2015 permetterà ai visitatori di approfondire questa importante tematica?

Expo Milano 2015 sarà la prima Esposizione Universale del nuovo millennio. Non è intenzione della società organizzatrice lasciare in eredità un monumento (ricordiamo tutti la straordinaria idea della Torre Eiffel all’Expo di Parigi del 1889) o un prodotto (negli anni ‘70 fu il fax!), ma una questione, un argomento che caratterizzerà la gran parte delle scelte di vita del XXI secolo. Il compito che si prefigge l’esposizione universale del 2015 è molto ambizioso: offrire opportunità di relazione, confronto, dibattito e soluzioni sul tema strategico dell’alimentazione. Esso verrà affrontato nei suoi molteplici aspetti, quali: la sicurezza alimentare, la lotta agli sprechi, la possibilità di accedere facilmente al cibo, la ricerca di una sana alimentazione, la prevenzione di malattie e la lotta all’obesità – soprattutto infantile -, la ricerca e l’innovazione delle filiere agro-alimentari, la presentazione e la promozione di best practices nell’ambito agricolo, dell’acqua e della sua importanza nella vita quotidiana. Si tratta di una sfida impegnativa, della quale i protagonisti non sono solo gli esperti, i produttori, i consumatori, le istituzioni ed i governi, ma anche i partecipanti e i visitatori.

Quanti espositori e quanti visitatori sono previsti?

Al momento hanno confermato la propria partecipazione 147 partecipanti ufficiali (Stati e Organizzazioni Internazionali, quali ONU e UE). A questi si aggiungono le ONG cui, per la prima volta nella storia di Expo, viene riconosciuta pari importanza degli Stati. Saranno presenti, infine, numerose aziende internazionali che operano nel settore dell’alimentazione. L’ambizioso obiettivo di Expo 2015 è di accogliere 20 milioni di visitatori, sicuri che chi verrà a vedere Expo, vorrà visitare anche le altre città italiane che si stanno predisponendo ad accompagnare Milano in questa esperienza globale. Penso a Firenze, Roma, Napoli, oltre anche a molte altre città più piccole, ma non meno ricche di tradizione ed esperienza sul tema del cibo e dell’alimentazione. Voglio, però, in particolare, sottolineare il ruolo di Venezia e del Veneto. Per quanto riguarda il Veneto, cito il distretto agro-alimentare che ha al suo centro Verona, che ospita ogni anno la fiera del vino, tra i più importanti d’Europa. Ma, soprattutto, Venezia che oltre ad essere uno splendido museo all’aria aperta, conosciuto in tutto il mondo, è, con la sua laguna, che si estende da Grado al Polesine (il delta del principale fiume italiano: il Po), una delle zone umide più importanti del pianeta. Ebbene, Venezia intende proporsi, in questa occasione, come la “capitale” dell’acqua. Lo è stata effettivamente per molti secoli ed ora coglie l’occasione per affrontare il tema in chiave moderna. La presenza di Expo a Venezia sarà, infatti, realizzata con un padiglione esclusivamente dedicato all’acqua, fattore decisivo del cibo, acqua intesa come meteorologia, come pesce, ma anche come inquinamento e risorsa scarsa.

Che cosa rende unica questa edizione dell’esposizione universale?

Come ho già detto, è il tema dell’Expo ad essere unico. Interessa ciascuno di noi e, soprattutto le nuove generazioni. Riguarda la nostra vita quotidiana, le nostre abitudini, la nostra salute. Viviamo in un mondo dove metà della popolazione non ha cibo sufficiente o non riesce a raggiungere i luoghi dove è possibile mangiare e, dall’altra parte, assistiamo e – diciamolo francamente, spesso partecipiamo – allo spreco di cibo, mentre l’obesità costituisce una piaga della società moderna, quanto la denutrizione lo era in passato e lo è tutt’ora per troppi. Oggi, questo non è più tollerabile. Expo si vuole porre in maniera neutrale nel dibattito che nascerà su questi temi, non sposerà una tesi rispetto ad un’altra. Ma l’obiettivo di Expo non è neutrale. Nell’aprire un dibattito, che, nell’arco di qualche anno, possa portare a soluzioni condivise intendiamo valorizzare le esperienze e le best practices che saranno presentate a Milano nel 2015.

Il Padiglione Italiano, con le sue eccellenze, attirerà sicuramente molta attenzione. Cosa possono aspettarsi i visitatori?

Sarà un padiglione emozionale. Chi entra nel Padiglione Italia sperimenterà ciò che rende gli italiani fieri di esserlo. Stimolerà i sensi dei visitatori con diverse emozioni legate al bello, all’arte e al gusto. Subito dietro Palazzo Italia, ci sarà l’albero della vita che ogni sera illuminerà con giochi di luce il lago di Expo e il cardo. Vicino a Palazzo Italia, ci sarà il Padiglione del Vino che affascinerà il visitatore con l’eccellenza italiana del vino e offrirà una gamma di prodotti tipici del nostro Paese, protagonista di una risposta naturale al problema dell’alimentazione con la famosa dieta mediterranea. Ecco, dunque, che troverete la pasta, l’olio, gli ortaggi. Ma, come ho già detto, un aspetto interessante è che Milano sarà il centro di una presenza diffusa nel territorio, manifestazioni e proposte saranno distribuite in diverse regioni e città.

Il Padiglione del Regno Unito è ispirato all’incredibile attività delle api e ricrea un grande alveare. Quello Slovacco avrà una sezione chiamata Recharging Zone, una zona relax esterna per i visitatori dominata da un pilone di energia. Questi sono solo due esempi dei tanti padiglioni presenti. Lei quali consiglia di visitare?

So che i Paesi che parteciperanno ad Expo si sono rivolti ad architetti di fama mondiale per realizzare i propri padiglioni nazionali. I due esempi citati sono molto interessanti ma, sono molto curioso di vedere gli spazi dei Paesi di recente formazione, quali i Paesi dell’Est e di antiche, ma differenti tradizioni, quali quelli del medio e lontano Oriente, a cominciare dalla Cina. Sarò personalmente onorato di visitare il padiglione slovacco e di apprezzare le eccellenze che il questo territorio saprà proporre.

EXPO Milano 2015

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